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martedì 29 novembre 2016

Nel mio racconto

Nel mio racconto sei la mia fidanzata e di lavoro svuotiamo solai e cantine. La gente ci chiama per farci portar via tutta la roba vecchia che non vuole più, spesso ce la regala oppure ce la dà in conto vendita e quando riusciamo a venderla ci teniamo il 50%. Nel mio racconto abbiamo un piccolo magazzino stipato di mobili vecchi e cianfrusaglie.  E abbiamo un furgone con cui portarli in giro, e una bancarella da piazzare nei mercatini dell'usato. Nel mio racconto tu hai una mania per le macchine da scrivere di una volta, io per le vecchie pipe e gli orologi da taschino. Anzi, no, la mia mania sei solo tu.

lunedì 28 novembre 2016

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PIGRI

Allora, qual’è il nostro denominatore comune? Non dico per forza il minimo comune denominatore, ne basta uno, uno qualsiasi, se esiste. Sono stanco di essere solo divisibile per uno, sono stanco di essere solo, e di visibile è rimasto poco perché mi sento uno zero. Non ho voglia di elevarmi alla potenza perché tanto un uno rimane un uno e idem per lo zero che rimane zero, sbaglio? Infilami in un’espressione e osserva l’espressione che faccio.

(domenica, 25 ottobre 2009 20:32)

venerdì 25 novembre 2016

Imbarazzo al Tg2

Nel mio sogno sono al Tg2 che dico di non aver mai trovato la morosa e tutti scoppiano a ridere. Anche Batman, che da lui proprio non me lo sarei mai aspettato.

martedì 22 novembre 2016

Libri pubblicati senza avvertire prima - NON TI HO MAI CHIESTO SOLDI

NON TI HO MAI CHIESTO SOLDI
di Gaetano Sdrulli
Zanzuzzi & Cremini Edizioni

Questo è un romanzo d'amore che vi commuoverà: una notte un giovane criminale appena lasciato dalla morosa si innamora follemente dello sportello bancomat che sta per far saltare con l'acetilene, litiga perciò coi suoi complici perché non vuole più farlo esplodere e manda all'aria il colpo. Il bancomat ricambia il sentimento sperando di veder coronato il proprio sogno di essere smurato per fuggire con il proprio amore in un paese senza l'estradizione. Intanto anche altri uomini si sono innamorati del bancomat, per cui occorre agire in fretta. Gaetano Sdrulli, già noto per il successo del precedente romanzo "L'Acero Contuso" torna a strabiliarci con questa stupenda storia d'amore che tocca corde che nessuno aveva mai osato toccare prima.


lunedì 21 novembre 2016

AQUARIUS

Allora, dei conoscenti che non ricordavo di avere mi telefonano per dirmi che nel comune vicino hanno installato un nuovo autovelox fisso e che, per passare la serata in allegria, hanno deciso di andare là e farsi fotografare il deretano; in pratica uno di loro passa ai 100 chilometri orari davanti al rilevatore di velocità e intanto uno si mette in posa col fondoschiena scoperto davanti all’obbiettivo dell’apparecchiatura. Mi fanno: “dai, vieni anche tu che sei fotogenico”. Risposta: “No. Su una natica ho una serie di nei dislocati a mo’ di costellazione dell’acquario, mi hanno schedato il posteriore quando ho fatto la visita di leva perché le mie impronte digitali risultavano troppo simili a quelle di un tizio dell’anno di leva precedente, lasciate perdere”. E ho riattaccato.

(sabato, 22 agosto 2009 18:00)

venerdì 18 novembre 2016

Gatto nero

A volte mi piace attraversare la provinciale vestito da gatto nero per vedere le facce che fa la gente, se è carnevale e lo faccio sulle strisce nessuno può dirmi niente.
D'estate quando esce la notizia che è stata avvistata una pantera in aperta campagna anche lì son sempre io che faccio il cretino.

martedì 15 novembre 2016

Libri pubblicati senza avvertire - CUGINE DA INCUBO

CUGINE DA INCUBO
di Giovanni Lafrappa
Astolfi Edi
zioni

La cronaca delle telefonate infinite tra la madre del protagonista e la zia che chiama per lamentarsi delle sue figlie: da quella troppo indulgente con quei talebani dei suoi figli, che appena può sbologna alla nonna, a quella svergognata che sta sempre tutta truccata e cura poco la casa (e non sa cucinare); da quella che ha sposato un delinquente, a quella che chiede sempre soldi perché è sempre piena di debiti ma poi va dalla parrucchiera un giorno sì e uno no. Una serie di resoconti dettagliati che non finiranno mai di stupire.

lunedì 14 novembre 2016

MA MISURAMI IL GARRESE!

Sottopongo talune esclamazioni, locuzioni, affermazioni che vorrei inserire nel nostro linguaggio, in sostituzione o in aggiunta a quelle logore, e ormai obsolete, di uso comune:
Mi hai rotto il clacson! (Sta per “hai guastato l’avvisatore acustico della mia auto, che mi viene sempre utile per segnalare agli altri automezzi imminenti pericoli, rompere l’anima a quello che sta davanti a me appena scatta il verde del semaforo, festeggiare matrimoni e per fare casino in centro quando la mia squadra del cuore vince il campionato o la champions league, e adesso cosa dovrei suonare?” [conclusione sottintesa: “suonerò te”]). 

Attaccati alla trama! (Concepito come femminile del già noto attaccati al tram, va usato come invito ad aggrapparsi metaforicamente al complesso di fili di un tessuto o come esortazione a seguire appassionatamente l’intreccio narrativo di un libro o di un film).

Che spiga! (Va pronunciata allargando longitudinalmente le labbra attraverso la trazione, mediante gli indici della mano, dei due angoli esterni della bocca. In questo caso il termine spiga non va considerato come antico simbolo di abbondanza, bensì come moderno presagio di sventura).

Cielo, mio barrito! (Esclamazione da attribuire alla donna che, trovandosi a letto con l’amante, si accorge dell’imminente rientro a casa del marito; la locuzione sottolinea un lapsus dovuto alle proporzioni elefantiache della proboscide con cui la donna aveva poc’anzi avuto a che fare).

Mi stai sui mormoni! (In poche parole significa “indugi troppo su argomenti religiosi quando sai benissimo che andavo in oratorio a far dottrina solo per giocare a calciobalilla e a ping pong, tanto che mi hanno fatto ripetere la cresima due volte, e d’accordo sui vantaggi della poligamia e tutto, ma finché non la legalizzano anche nel nostro paese non ne voglio sentire parlare!” in alternativa si può anche usare: mi stai sui testimoni di geova!)

Hai preso due piccioni con una clava! (Espressione con la quale si fa notare al proprio interlocutore l’eccessiva brutalità usata per qualcosa che si poteva ottenere utilizzando una semplice leguminosa).

Ma misurami il garrese! (Questa la si può infilare dappertutto, ad es.: il tuo vicino si vanta che il suo golden retriever è arrivato primo all’ultimo concorso canino, risposta: “ma misurami il garrese!”, oppure il tuo amico fa lo sbruffone asserendo di aver vinto la finale NBA segnando 90 punti su 93, risposta “ma misurami il garrese!”, o ancora, ricevi la telefonata di un nuovo gestore telefonico che, novità delle novità, promette di non farti pagare il canone Telecom, risposta: “ma misurami il garrese!” [e qui riappendi], o anche, ti suona alla porta un sedicente signore vestito da funzionario dell’ordine pubblico che ti chiede di mostrargli i soldi della pensione, quelli che hai appena ritirato in posta, spiegandoti che c’è stato un disguido e probabilmente sono tutti falsi perciò te li deve sequestrare, risposta “ma misurami il garrese!” [e gli chiudi la porta in faccia. Poi i soldi si scoprirà essere veramente finti ma sei contento lo stesso perché piuttosto di correre il rischio di finire sul giornale del paese passando per il pensionato ingenuotto che si è fatto infinocchiare… comunque per sbarazzartene scendi in strada e ti fai scippare], insomma, avete capito, si usa praticamente tutte le volte che si vuole mancar di rispetto senza correre il rischio di essere volgari).

(martedì, 18 agosto 2009 20:28)

giovedì 10 novembre 2016

E la morale qual è?

Un mio amico genetista è riuscito a isolare il gene che fa buttare i rifiuti in aperta campagna, il gene sentendosi isolato ha chiamato degli altri amici geni e li ha convinti ad abbandonare la spazzatura nel verde anche loro.

martedì 8 novembre 2016

Libri pubblicati senza avvertire prima - POCO DI BUONO

POCO DI BUONO
di Gianni Stamberga
Edizioni Gattabuia

Un criminale abituale, attualmente ospite del carcere di Regina Coeli, presenta in questo libro una serie di ricette indicate per la dieta del malvivente che non vuole trovarsi con una digestione in corso durante una rapina. Avere un calo di zuccheri durante una sparatoria con la polizia è l'incubo di ogni criminale, allora ecco che l'autore ci regala dei preziosi suggerimenti per non trovarci a corto di energie durante un conflitto a fuoco con le forze dell'ordine. Borseggi, furti con destrezza e truffe varie sono tutti atti criminosi che necessitano di una concentrazione straordinaria, allora ecco una serie di piatti leggeri ma sfiziosi per mantenersi sempre lucidi senza rinunciare al piacere della tavola.
Gìa nella prefazione l'autore ci tiene a precisare che lui è finito in carcere perché il suo complice ha fatto la spia e non, come alcune malelingue dicono, a causa di problemi legati alla sfera digestiva.

lunedì 7 novembre 2016

IL CASCATORE

Passata l'euforia di un innamoramento capitato come una mattonata tra capo e collo, vissuto l'inevitabile trauma del rifiuto in stile stuntman codardo che si butta da 100 metri d'altezza per schiantarsi quasi incolume su un materasso gonfiato dai suoi "tanto lo sapevo che finiva così" e imbottito dai suoi "almeno c'ho provato e mi sono buttato, che vorrei vedere quanti altri ce ne sono ad avere il coraggio di farlo" e per inciampare poi in un "accidenti ne andasse bene una" e sbucciarsi miseramente le ginocchia pensando di avere fatto la solita figura dell'idiota. 

(lunedì, 01 giugno 2009 20:27)

martedì 1 novembre 2016

Libri pubblicati senza avvertire prima - IL CASO DELLA COMPARSA SCOMPARSA

IL CASO DELLA COMPARSA SCOMPARSA
di Ezio Camini
VDVC Editore

C'è da girare una scena di massa di un colossal che di sicuro sbancherà al botteghino, ma al primo ciak tutti si accorgono che manca qualcosa, anzi, qualcuno: la comparsa che doveva fare il turista che si lava i piedi nella fontana di Trevi non c'è più. Dove sarà finita? Tutti a cercarla per tre quarti d'ora. Colti dalla disperazione a un certo punto regista e produttore decidono di piantar lì il film e mandare tutti a casa, il kolossal non si fa più! Finché non cominciano a bussare alla porta i creditori, allora il film lo finiscono eccome. Certo non viene bello come sarebbe potuto venire con la scena del pediluvio, ma tant'è.