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sabato 30 novembre 2019

La leggenda degli uomini zerbino

Quando sappiamo che verrà a piovere passiamo per tutte le case a rubare gli zerbini, poi l'indomani suoniamo le porte e chiediamo "ci sono pavimenti da pulire?".
Siamo la prima ditta di pulizie porta a porta in Italia.
Siamo persone talmente gentili, affettate e soprattutto accondiscendenti che alcuni hanno cominciato a chiamarci uomini zerbino.

P.S.: se vi serve uno zerbino chiedete nei commenti.


giovedì 28 novembre 2019

Start up

Niente, mi ero già interessato per aprire una start up di vendite on-line di prodotti innovativi tipo la marmellata di cotechino e il salame in polvere, avevo già trovato un grosso investitore disposto a finanziarci, ma niente, i russi  hanno già brevettato tutto per cui l'avvocato ci ha consigliato di lasciar perdere.
Ecco la mail del finanziatore, giusto per dimostrarvi che non scherzo:

lunedì 18 novembre 2019

La psicologa culturista

La mia psicologa per riuscire a sollevarmi il morale ha dovuto procedere per gradi: prima ha cominciato a tirar su una busta della spesa, poi due, poi anche il pacco da 6 bottiglie d'acqua naturale, poi si è iscritta in palestra e adesso alza dei bilancieri da 500 kg come niente.
La mia paura adesso è che mi molli come psicoterapeuta e vada a fare il fenomeno da baraccone dalla D'Urso.



P.S.: dottoressa  non faccia sciocchezze!

sabato 12 ottobre 2019

"Colloqui" genitori-insegnanti

Ai tempi dei miei genitori gli insegnanti davano le bacchettate agli alunni, e non solo, gliene facevano di ogni: scappellotti, ginocchia sui ceci, tiratone d'orecchie.
Ai miei tempi al massimo ci davano delle gran note sul registro, più in là non potevano spingersi perché c'era la guerra fredda e uno scappellotto al bambino sbagliato poteva far scoppiare un conflitto nucleare.
Adesso invece sono gli alunni che picchiano i docenti, e non solo, i docenti le prendono alla grande anche dai genitori degli alunni.
L'altro giorno la mia vicina di casa doveva andare ai colloqui con gli insegnanti ed era preoccupata perché non se la sentiva di malmenare l'insegnante di religione così, a freddo; però d'altro canto aveva paura di far brutta figura con gli altri genitori, e in più sapeva che i docenti ormai ci tengono ad essere picchiati come somari.
Alla fine ci è andata e nell'agitazione del momento, appena entrata a scuola, ha picchiato il primo che le è capitato a tiro: il bidello!
Il bidello, quando è tornato a casa la sera, è scoppiato in lacrime ed ha abbracciato forte la moglie, poi ha stappato una bottiglia di prosecco e ha dichiarato che quella lì è stata la giornata più bella della sua vita.
Che poi il bidello era mio zio.
Una rara immagine di Batman a colloquio con la prof. di storia

sabato 14 settembre 2019

Il compleanno dell'esercizio commerciale

Gli esercizi commerciali che riescono a carpire i tuoi dati con la scusa della carta fedeltà poi, quando arriva il mese del tuo compleanno, ti fanno gli auguri e ti fanno un regalo. Io non lo accetto perché so che per correttezza mi sentirei in obbligo di ricambiare quando fanno gli anni loro. E io ad un esercizio commerciale proprio non saprei che regalo fargli!


sabato 27 luglio 2019

Lo scioglimento dei ghiacciai


La ragazza conosciuta su un sito di incontri con cui ho cenato due sere fa mi dice che non vuole più rivedermi perché mentre mi parlava dello scioglimento dei ghiacciai ero troppo distratto, e lei  cerca un uomo che si preoccupi del futuro della specie.
Ho provato a dirle che in quel momento non riuscivo a pensare ad altro che ad appoggiare delicatamente la mia mano sulla sua e baciarla lì seduta stante senza chiedere, ma non mi ha creduto e ha detto che sono un cretino.
Ha fatto bene, infatti in verità in quel momento ero troppo distratto dal dessert che stavano servendo al tavolo accanto e dal desiderio di ordinarne due porzioni a costo di passare per mangione.
Anzi, niente di più falso, nel 1987, in cordata sull'Adamello con mio zio (Reinhold Messner), misi il piede in fallo e rischiai di precipitare in un crepaccio, e da quel momento i ghiacciai avevano cominciato a starmi sulle balle; a questo stavo pensando.
No. Balla colossale anche quest'ultima, in quel momento ero distratto perché può capitare a chiunque durante una conversazione di assentarsi un attimo con la mente, cara la mia stronzetta saputella che non sei altro.

sabato 29 giugno 2019

Ligabue Luciano - San Siro - 28/06/2019


Il concerto di Ligabue è cominciato con diversi minuti di ritardo, per cui io per protesta gli ho cantato tutte le canzoni in playback! Sì, mentre gli altri del pubblico cantavano a squarciagola io muovevo solo la bocca senza far uscire la voce. Lui appena è venuto a cantare sulla porzione di palco vicino alla mia postazione mi ha visto ed è sbiancato, e si è capito che ci è rimasto malissimo, tanto da pensare per un istante di mollare lì pubblico e bella carriera di cantante per andare a vendere panini con la porchetta davanti agli stadi per le partite di champions. Solo che essendo un serio professionista non l'ha fatto.

Anche quando c'era da saltare io molleggiavo solo sulle gambe per dare l'impressione ma in realtà non staccavo i piedi da terra.

sabato 15 giugno 2019

Godzilla

Secondo alcuni studiosi la testa di Godzilla sarebbe troppo piccola rispetto al resto del corpo per potergli permettere di fare tutte le belle pensate che fa nei film, per cui nella realtà è probabile che farebbe tutto quello che gli dice la morosa senza questionare; al contrario i giramenti di balle sono molto realistici, per cui ci complimentiamo con gli autori.



domenica 21 aprile 2019

Mr. T


Da piccoli si sognava di invitare Mr. T alla nostra festa di compleanno.
Mettere del sonnifero nel suo bicchiere d'aranciata.
E prendergli tutto l'oro.



sabato 2 marzo 2019

Ancora

Si incrinano rapporti come costole sottoposte a un rude abbraccio.


È stata colpa mia? O è il destino?

Appena ti ho detto quella cosa è stato come se il mondo d'improvviso s'interessasse un po' troppo a noi. Ricordo che l'hai notato anche tu.

Ero io quello che cercava di allontanarsi da quel fastidio così assurdo, da quel dolore tipico degli insicuri come me. Mi hai detto che non volevi che mi allontanassi e ho smesso, non sai a che prezzo. Ma adesso sembra che ti allontani tu, come se quella cosa che t'ho detto, che è la cosa più bella che abbia mai detto, quella cosa che purtroppo non ricambi, sia troppa da sopportare. O sia uno scherzo. O un fastidio. E ogni cosa che faccio, dico, scrivo o penso sembra peggiori le cose.

Eppure, nella follia disperata di un sabato pomeriggio di sole in cui galleggio a stento, scopro che tu ci sei. Ancora.