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domenica 6 settembre 2020

Il bacino

Il collezionista di ossa, per dimostrarle il proprio affetto, strinse a sé la morosa e le diede un bacino.



sabato 5 settembre 2020

Quella volta che chiesi un limone a Limone

Alle 2 di notte del 28 ottobre 2018 il portiere dell'albergo di Limone sul Garda, accomodato sulle poltroncine della hall e mezzo addormentato davanti alla TV col volume molto basso, trasalì. Ero sceso dalla mia camera per chiedere se si poteva avere una limonata. Mi guardò meravigliato, come se avessi chiesto la Luna. Considerando che l'albergo disponeva di un'ampia sala ristorante con tanto di bancone del bar e tutto quanto, mi sembrava una richiesta ragionevole. Sembrò subito chiaro che le sue mansioni erano quelle minime di mero guardiano, per cui non volli pretendere che mi preparasse nulla, ma chiesi se si poteva avere almeno un limone, dato che sicuramente a colazione l'avrebbero reso disponibile per il tè. Ero disposto anche ad accettarne un singolo spicchio da spremere nella bottiglietta d'acqua che avevo in camera.

Avevo disperatamente bisogno delle proprietà astringenti di quel frutto. Non che avessi la dissenteria, ma avevo dovuto ricorrere al gabinetto un po' troppe volte, un po' per l'agitazione dovuta all'imminente corsa che si sarebbe svolta quella mattina, e un po' anche per via del mio solito problema con le camere d'albergo, quando soffro il caldo e regolare la temperatura d'inverno, aprendo e chiudendo la finestra, è un inferno perché si passa dal caldo eccessivo al freddo boia, e alla fine anche il fisico comincia a cedere. Il portiere perplesso mi disse che il massimo che poteva fare era accendere la macchinetta per il tè che c'era nella sala ristorante e permettermi di farmene uno, perché non gli era permesso aprire il bar, altrimenti finiva nei guai. La cosa buffa era che sul bancone erano rimasti, ancora da lavare dalla sera prima, dei bicchieri da cocktail sul cui bordo erano infilate delle fettine di limone. Fui molto tentato di servirmene, ma alla fine mi preparai il tè e ritornai a dormire. 

Alla colazione a buffet delle 8 mi accaparrai tutte le fettine di limone che potei. Spremute nella tazza d'acqua calda che mi ero procurato mi garantirono un buon margine di tenuta per i 30 km che avrei dovuto correre.

La corsa poi andò abbastanza bene, anche se per metà del tempo piovve. A causa delle precipitazioni che c'erano state dal giorno prima il fiume Sarca (immissario del lago di Garda) esondò, lo vidi scorrere impetuoso quando a metà corsa raggiunsi Riva, per questo i partecipanti alla maratona, pochi minuti prima della partenza, erano stati dirottati a correre la corsa di 30 km. I paesaggi che attraversammo in quelle condizioni burroscase mi sembrarono ancor più stupendi. La pecca più grossa fu il punto di ristoro all'arrivo di Malcesine. Non fu affatto bello trovarci solo un po' d'acqua da bere (il té caldo e gli altri generi di conforto li avevano già finiti quelli arrivati prima di noi), da lì poi ci attendeva un'altra bella scarpinata per raggiungere il traghetto che ci avrebbe riportato a Limone.

Solo il giorno dopo realizzai che,quando ero andato a ritirare il pettorale il giorno prima della gara, avevo notato che le piante di limone accanto al municipio erano cariche di frutti, di cui molti erano anche caduti a terra, per cui quella notte avrei potuto uscire dall'albergo che distava qualche centinaio di metri e recuperarne tranquillamente uno per farmi una limonata.





domenica 23 agosto 2020

Lo straziante lamento

Alle 4.30 di ogni mattina vengo svegliato dal lamento straziante e inconsolabile della mia gatta. Il più delle volte risolvo dandole dei croccantini, o una scatoletta di carne, oppure la coccolo un po' e poi si calma. A volte però non si capisce cosa voglia, sarà che si sente sola nella casa silenziosa e buia? No! Credo di aver capito: vuole che le compri il telefonino per fare le storie su instagram, che tutti i suoi amici mici ce l'hanno? Ho controllato ed effettivamente molti profili sono intestati a dei felini. Per cui è deciso, a Natale le regalo lo smartphone, per adesso se vuole usa il mio.





mercoledì 19 agosto 2020

Focus

Alla cassa automatica del supermercato, come capita sempre quando passo il codice a barre di una rivista, si blocca tutto e compare il messaggio "attendere l'intervento di un assistente". L'assistente arriva, sblocca e mi chiede quanto costa per battere il prezzo. Io rispondo 4,90 €, lei soppesando la rivista, un po' interdetta esclama "PERO!". Eh sì, in effetti FOCUS DOMANDE E RISPOSTE costa un bel po' considerando che le pagine non sono tantissime. Anche se c'è da specificare che, diversamente da altre riviste, non ha neanche una pagina di pubblicità. Poi a casa scoprirò che tratta di cose poche interessanti e in una decina di minuti lo avrò già messo da parte. Non so, probabilmente con l'avvento di internet molte curiosità si sono esaurite e Focus non ha più quel fascino che aveva per me un tempo. Ricordo che costava un bel po' anche allora, per cui lo compravo in rare occasioni, però lo leggevo tutto, riga per riga, con grande interesse. Addirittura, una volta scoperto che era una delle riviste tenute nella sala d'attesa del mio dentista, mi presentavo con largo anticipo per poterlo leggere, con la tentazione fortissima, a cui però ho sempre resistito, di portarmelo a casa.


lunedì 17 agosto 2020

Leone

Gli animalisti erano entrati e avevano aperto tutte le gabbie tranne una, e allo zoo, in quel pomeriggio d'estate, c'era un sol leone.


sabato 30 novembre 2019

La leggenda degli uomini zerbino

Quando sappiamo che verrà a piovere passiamo per tutte le case a rubare gli zerbini, poi l'indomani suoniamo le porte e chiediamo "ci sono pavimenti da pulire?".
Siamo la prima ditta di pulizie porta a porta in Italia.
Siamo persone talmente gentili, affettate e soprattutto accondiscendenti che alcuni hanno cominciato a chiamarci uomini zerbino.

P.S.: se vi serve uno zerbino chiedete nei commenti.


giovedì 28 novembre 2019

Start up

Niente, mi ero già interessato per aprire una start up di vendite on-line di prodotti innovativi tipo la marmellata di cotechino e il salame in polvere, avevo già trovato un grosso investitore disposto a finanziarci, ma niente, i russi  hanno già brevettato tutto per cui l'avvocato ci ha consigliato di lasciar perdere.
Ecco la mail del finanziatore, giusto per dimostrarvi che non scherzo:

lunedì 18 novembre 2019

La psicologa culturista

La mia psicologa per riuscire a sollevarmi il morale ha dovuto procedere per gradi: prima ha cominciato a tirar su una busta della spesa, poi due, poi anche il pacco da 6 bottiglie d'acqua naturale, poi si è iscritta in palestra e adesso alza dei bilancieri da 500 kg come niente.
La mia paura adesso è che mi molli come psicoterapeuta e vada a fare il fenomeno da baraccone dalla D'Urso.



P.S.: dottoressa  non faccia sciocchezze!