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mercoledì 25 settembre 2013

Te lo riporto domani

Non prestare nulla a cui tu non sia disposto a rinunciare per sempre. Mai. Ricorda il cofanetto speciale di V per Vendetta disperso a casa del tuo collega (con quei contenuti speciali lì non se ne trovano più in giro) o di Almost Blue di Carlo Lucarelli, libro che hai dovuto ricomprare perché prestato a persone che non lo volevano nemmeno leggere e non ti ricordi neanche a chi l’hai dato l’ultima volta, e tutti che ti dicono di avertelo restituito (maledetti!). Di’ pure addio anche a Rocks degli Aerosmith sparito in circostanze misteriose, che poi non c’entra niente, forse è solo finito dietro un mobile. Ancora peggio quando te lo restituiscono danneggiato, come quel mio collega che ha dato un DVD tipo La Sirenetta ad un altro collega affinché se ne facesse una copia da tenere per il figlio piccolo, e quando gli è stato restituito era coperto di ditate e di graffi, e quando ha chiesto spiegazioni quello gli ha detto “oh, scusa” e ha cercato di pulirglielo col fazzoletto che poc'anzi aveva usato per soffiarsi il naso. Non prestare mai nulla a meno che tu non te ne voglia sbarazzare o sia disposto a ricomprarlo. Ci vuole molta autodisciplina per seguire questa piccola regola, io me la sono imposta tramite autoipnosi, ora quando avverto la necessità di prestare mi si ingenera una brutta sensazione, una specie di nausea mista a senso di ineluttabile disgrazia. Non-prestare-non-prestare-non-prestare, me la ripeto come un mantra ogni volta che sento il desiderio di condividere qualcosa con qualcuno, di solito libri, CD e DVD. Tempo fa, quando in ufficio si parlava di un film che avevo visto, immediatamente mi prendeva l’irresistibile voglia di prestarlo: “guarda, devi proprio vederlo, ho il DVD, domani te lo porto!”, in genere l’interlocutore rispondeva: “sì, grazie, però adesso non ho tempo di vederlo” e io che insistevo “ma sì, io te lo porto, poi tu fai pure con comodo, tanto io l’ho già visto 40 volte…”, poi glielo portavo e già il giorno dopo mi mancava e avrei voluto rivederlo un'altra volta, ma resistevo, e intanto passavano gli anni.

21 commenti:

  1. dai, non fare cosi'. vedrai che poi andra' meglio.

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  2. Se vuoi ti presto il mio Almost Blue di Lucarelli!

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  3. Ecco, io ti capisco. Anni fa c'era la maledizione di "Silenzi", un libro spettacolare di Karla Suarez. Tutti TUTTI quelli a cui lo prestavo, sparivano dalla mia esistenza. E purtroppo sparivano PRIMA di restituirmi il libro.
    Nel frattempo io sono riuscita a ricomprarlo. E stavolta l'ho direttamente regalato a quelli a cui avrei voluto farlo leggere.
    E io spero che quelli a cui l'ho prestato siano morti soffocati. Ecco.

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    1. questa e' un'ottima iniziativa. bisognerebbe promuoverla: "non prestare, regala"

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    2. eh, ma guarda che non tutti accettano i regali, perché poi si sentono in debito e obbligati a ricambiare. Io per regalarli (parlo di libri) ho dovuto dire che altrimenti li buttavo (in realtà me ne volevo sbarazzare veramente ma mi dispiaceva buttarli nel cassonetto della carta), una mia collega possiede una mia collezione di classici del novecento numerati che lei però ha messo su un mobile in ordine cromatico.

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    3. x Harley: per i morti soffocati augurati che nessun detective zelante indaghi e scopra il libro come comune denominatore e risalga a te.

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    4. Se ti avanzano libri e non vuoi buttarli, beh... sappi che io li accetto volentieri. Anzi, facciamo che ti regalo SILENZI, così ti sentirai in debito e mi regalerai altri libri.

      Ps. trovo fortemente attraente l'ossessione cromatica della tua collega.

      Pps. mi sa che Ninnananna di Palahniuk si basava sullo stesso soggetto (libro collegato a delitti)

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    5. La mia collega li metteva in ordine cromatico per puri fini estetici.

      Per ora di cui vorrei sbarazzarmi c'è solo Sensational Sex (Guida completa all'amore e all'erotismo - con foto abbastanza esplicite), ne avevo accennato da qualche parte forse in un commento a un tuo post in quanto libro che tengo con il dorso rivolto all'interno in modo che non si veda il titolo perché mi vergogno, altro libro che tenevo così era una guida per combattere la timidezza, ma quello non lo trovo più e mi sa che l'ho buttato veramente.

      Palahniuk prima o poi lo leggerò.

      p.s.: alla donna nuda fotografata in Sensational Sex dicevo che l'amavo, ma non era vero, lo facevo solo per farla sentire a suo agio.

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    6. Si, ricordo che me ne parlavi forse in un post in cui davo ennesima prova del mio essere una disadattata sociale (come ce ne fosse bisogno) descrivendo le tipologie di classificazione dei miei libri.
      Ricordo che oltre a questo parlavi anche di "nascondere" un volume de La Divina Commedia. Ovviamente ti ho sgridato.

      Io nascondevo il Mein Kampf di Hitler. Adesso lo lascio lì in bella mostra. Tanto chi mi conosce sa... chi non mi conosce, è bene che tema il peggio. Serve da selezionatore :)

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    7. Sì, la Divina Commedia la nascondevo perché ce l'ho incompleta, l'Inferno serviva alla figliola della mi vicina e gliel'ho regalato, nel commento al tuo post c'è un refuso, avevo scritto che mi mancava il Paradiso invece è l'Inferno. Con la Divina Commedia Dante l'ha fatta un po' fuori dal vaso, la morosa infatti l'ha lasciato perché non gli scriveva ogni giorno cento terzine d'amore con rima alternata come faceva i primi tempi, diceva che non voleva diventasse routine e invece era troppo occupato a organizzare corse clandestine di cani.

      p.s.: Virgilio era mantovano.

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  4. Scusa Angelo mi presteresti l'Almost Blue di Lucarelli che hai ricomprato?

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    1. oddio mi sta già salendo la nausea :)

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  5. Ti posso capire....sembro Smeagle quando mi chiedono le cose in prestito...per non parlare di appunti universitari...la mia risposta era "ci devo studiare proprio oggi, guarda vengo con te in copisteria, te lo fotocopi e me lo riprendo". Sarò stronza, ma per prendere bene gli appunti ci vuole fatica e una buona alzataccia per prendere un posto decente. Riguardo ai libri...non ne ho mai prestati se non a persone di cui mi fido ciecamente. Ne ho accettati in prestito solo da parenti, perché convinta che tutti i miei amici fossero morbosi come me. Sarà stato il trauma delle musicassette di Ligabue e Bon Jovi prestate da bambina, che non mi sono più tornate indietro dal cugino che mi disse "te le ho ridate" col ghigno bugiardo.
    Oh, e la fatica di prestare trucchi...questa tu non la conosci..quelli spariscono in un attimo..e ritrovi il tuo rossetto sulle labbra di una coinquilina che però l'aveva preso da un'amica in comune cui tu l'avevi prestato. E quando ti capitano ste cose non riesci manco a dire "ma era mio!".
    Va be', meglio che smetto XD
    ps:è inutile dire che qualsiasi cosa mi prestino io la restituisco anche meglio di come me l'hanno data...

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    1. :)
      Quand'ero piccolo mia madre mi prestava alle sue amiche dicendo "riportamelo pure quando vuoi"

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    2. Il mistero dei trucchi svaniti e ricomparsi in camera delle coinquiline! Che raccapriccio!!! Mi è successo con lo smalto blu di kiko +_+ guarda caso dopo un paio di giorni in cui mi accorsi di averlo perso, ho visto la stessa tonalità di blu alle unghie della mia ex coinquilina. E quando le ho chiesto "vabbè allora mi passi il tuo due minuti che lo metto su?" s'è inventata di tutto. Ovviamente la mia boccetta era mezza vuota e l'avrei sgamata. Son cose brutte. Ecco.

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    3. e quello che non sai è che quando non c'eri usava il tuo spazzolino, indossava i tuoi abiti e girava per casa fingendo di essere te, cioè, una vera squilibrata direi.

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    4. Vabè, quello è proprio rubare! A me son sparite un paio di volte anche le forbici per la manicure...quando mi son scocciata di perderci soldi, ho messo i segni distintivi con la scusa "perché sennò poi ho il minimo dubbio che sia di qualcun altro e non lo uso più". Vabè ognuno di noi ha mille esempi del genere...lasciamo agli altri il gusto dell'essere mentecatti :P

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  6. Prestare le cose è un po' come raccontare un segreto a qualcuno. Non ti torna mai indietro e finisce che passa di bocca in bocca. Per questo ormai non faccio entrambe le cose, a me non viene la nausea, ma scende il ricordo di quella volta che avrei voluto disintegrare una persona e per ovvi principi morali ho lasciato perdere. Quindi in pratica evito di avere rabbia repressa!
    il succo è: basta che funzioni!

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  7. Dalle mie parti quando si presta una cosa si usa dire "si chiama Pietro" (sottointendendo la frase completa che sarebbe "Si chiama Pietro e ritorna indietro")

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