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domenica 30 ottobre 2011

L'OROSCOPO DI QUEL SEGNO LI' - PARTE SECONDA

Nel pomeriggio coglierete di sorpresa la moglie del fornaio intenta a forarvi le gomme e a sfregiarvi la carrozzeria della macchina, si è accorta che il marito fornaio ogni mattina viene a consegnarvi pane e brioches calde ed è convinta che abbia una storia d’amore con voi (in realtà passa le notti in balera con una di 20 anni più vecchia e vi porta pane e brioches unicamente per comprare il vostro silenzio). Prendetela da parte e spiegatele che sapete tutto del suo vizio per i videopoker e del patrimonio che ha già sperperato. Lei per evitare che lo sappia il marito scipperà davanti alle posta una vecchietta che ha appena ritirato la pensione, pagherà carrozziere e gommista che sistemeranno i danni alla vostra macchina e d’ora in avanti passerà i sabati pomeriggio a lavarvela.

mercoledì 26 ottobre 2011

MARCHINGEGNO?

Amico che in google cerchi "quanto costa un matrimonio elettrico per tapparelle" e giungi in questo mio blog, sappi che io ti stimo.

venerdì 14 ottobre 2011

BIDIBLUM

Ah, l'ho sentito accidentalmente in una pubblicità alla radio, il suono che segnala l'arrivo di un messaggio su MSN, quel fantastico "bidiblùm" che non sento più da parecchio perché per problemi tecnici ora riesco a chattare solo collegandomi direttamente dal sito e lì non si sente. Quanti ricordi, ma più dei ricordi quella bella sensazione di intimità, quelle notturne conversazioni talvolta senza un senso scandite da quei piccoli tuffi al cuore, quelle tre piccole note che annunciavano la tua risposta. I "buonanotte" strascicati, e quel sottile dispiacere nel dover troncare una piacevole conversazione. E quel magnifico trovarsi che non si può spiegare a parole.  

giovedì 13 ottobre 2011

IL SEME

Ho piantato un seme di zucca. In ufficio da un paio di mesi giaceva incolta una modica quantità di terriccio misto a corteccia e schifezze varie, recuperato dalla donna delle pulizia da uno dei grossi vasi di primule all'ingresso, quando una delle mie colleghe aveva scoperto nella mela che stava mangiando un seme che stava già mettendo radici, e noi, speranzosi di far crescere un melo in ufficio, avevamo raccolto quella terra in una mezza bottiglia di plastica, forata sul fondo e posta su un piattino di carta, piantato e irrigato il seme che dopo un paio di giorni sembrava attecchire ma poi morì. Avevamo sperato di ottenere i miracolosi risultati di qualche mese prima quando, per fare uno scherzo alla collega che si spacciava per amante della natura ma che aveva trascurato la piantina che teneva in ufficio tanto da ridurla a un misero rametto d'erba mezzo secco, decidemmo di piantare 3 fagiolini. Fagiolini che nel giro di una settimana crebbero di due spanne, la nostra collega quando lo scoprì dapprima si mostrò divertita ma con il tempo prese in antipatia quelle piantine che svettavano sopra la sua e un dì decise di sradicarle. Le zucche in realtà si seminano in aprile-maggio, me lo spiegava mia madre ieri quando le ho chiesto dei semi che avevo lasciato fuori ad essiccare. Io comunque ne ho preso uno e oggi l'ho piantato, che non si sa esattamente in che stagione sia il nostro ufficio.

mercoledì 12 ottobre 2011

L'OROSCOPO DI QUEL SEGNO LI'

(QUANDO NON SAI COSA SCRIVERE BUTTA DENTRO UN OROSCOPO CHE FAI SEMPRE BELLA FIGURA)

Il vostro fornaio non fa più il pane buono, sta fuori la sera a fare le ore piccole, torna a casa tardi a dormire e si sveglia che sono già le 11 del mattino, che il pane sia lievitato o meno lui lo mette in forno, se poi qualcuno si lamenta che lo vuole prima, glielo insacca ancora crudo e arrivederci. Voi accidentalmente scoprite che ha preso una sbandata per una di 20 anni più vecchia, per questo passa le notti in balera o alla sala bingo. Sua moglie non sospetta nulla o forse finge perché, all’insaputa di lui, ha preso il vizio dei video-poker e ha già sperperato un patrimonio. Alla prima occasione prendete il fornaio da una parte e fategli capire che sapete tutto, lui per evitare che la moglie lo scopra, pretenda il divorzio e chieda gli alimenti, da quel momento in poi, prima di rincasare, passerà da un altro fornaio per potervi poi consegnare a domicilio pane e brioches ancora calde.

martedì 11 ottobre 2011

DALL'ALTRA PARTE

Stamattina, sfogliando il quotidiano locale, una foto vista trai necrologi paradossalmente mi ha fatto simpatia. Era l'anniversario di morte di questa  ragazza sui 30-35 anni, un po' paffutella.
C'era questa foto, che poi credo fosse una fototessera di quelle che si fanno per la patente o per la carta d'identità, con questa ragazza con la tipica espressione seria, ma con gli occhi che osservavano qualcosa alla sua destra. Nelle altre foto tutti gli altri  che guardavano dritto nell'obbiettivo come a scrutare tristi, arcigni, spensierati o allegri, chi li stava ora osservando su quella pagina di giornale, e poi lei, che guardava altrove. Mi ha fatto tenerezza, mi sarebbe piaciuto conoscerla, capire perché fosse stata scelta proprio quella foto, forse i suoi cari non avevano molte foto di lei, un po' come me che a parte le fototessera ho giusto qualche autoscatto buffo. E me la immagino dal fotografo che prima di stamparle gli propone di rifarle e lei che scuotendo le spalle dice che vanno bene anche così. Oppure in quei baracchini per fototessere fai-da-te, che si distrae mentre scatta il flash.  

sabato 8 ottobre 2011

INTERNET NON E' PIU' ROTTO

Forse nessuno si è accorto della mia breve assenza, problemi con la chiavetta internet. Orfano del web mi sono ritrovato con molto più tempo libero, tempo che prima impiegavo a vagare svogliatamente senza meta trai meandri del www. Così ho potuto scrivere almeno un post al giorno e li ho pubblicati tutti oggi mantenendo la data originaria in cui li ho scritti (dal 28/09 ad oggi).

IL PREMIO NOBEL PER LA PACE

(POST CHE NON HO POTUTO PUBBLICARE PERCHE' AVEVO INTERNET ROTTO)

Il mio personale Nobel per la pace va a quella persona di cui non conosco il nome. Quella persona che ancora per un anno ha sopportato la musica a tutto volume del proprio vicino, che nonostante le proteste portate avanti civilmente, spesso si protrae fino a tarda sera. Quella persona che deve subire quell’arrogante e rumoroso vociare da avvinazzato ad ogni ora del giorno e della notte. Quella persona che più volte ha chiesto aiuto a vigili, polizia, carabinieri, i quali, come del resto tutti gli altri inquilini del palazzo in cui vive, si sono arresi e ormai gli rispondono che non possono farci niente. A lui, che deve sopportare i mozziconi di sigaretta che si ritrova quotidianamente infilati, sempre dallo stesso vicino, nella cassetta della posta, e l’auto di quel maledetto che si ritrova sempre parcheggiata davanti all’uscita del garage, che quando ne sollecita, sempre civilmente, la rimozione ottiene solo talvolta che il vicino coprendolo di insulti scenda a spostarla, mentre il più delle volte quell’idiota manco si muove dal letto, ignorandolo mentre gli suona incessantemente il campanello alle 7 del mattino. Il mio premio va a lui, che si è ridotto a parcheggiare la macchina in strada pur di non doversela trovare bloccata e dover ricorrere suo malgrado ai mezzi pubblici. A lui che negli insopportabili pomeriggi di caldo estivo afoso, pur con un sovrumano sforzo, è riuscito a non perdere il lume della ragione davanti all’ennesimo dispetto del vicino. A lui che ha desistito dai suoi propositi omicidi. A lui che pur conoscendo quell’inferno in terra ha resistito alla tentazione di mettere a fuoco il palazzo. A lui che ha tenuto a freno quel lato oscuro di sé che avrebbe potuto fargli commettere l’irrimediabile. A lui va la mia STIMA e il mio NOBEL PER LA PACE.

venerdì 7 ottobre 2011

DISCORSI VUOTI

(POST CHE NON HO POTUTO PUBBLICARE PERCHE' AVEVO INTERNET ROTTO)

Le solite parole, i soliti modi di dire, il solito cliché, i soliti “più che altro lo faccio per…”, gli “oh, ciao, tutto bene?” mentre pensi che non sai che altro dire. I miei continui ripetere: “che due co…”, “che vitaccia”, “che pazienza che ci vuole… con le donne”. Senza contare i “grazie” detti a sproposito per abitudine quando in realtà è il nostro interlocutore che dovrebbe ringraziarci, ma rotolano fuori in automatico per chiudere in fretta una telefonata, quando la conversazione non è interessante e occorrono un tot di parole per riempire l’imbarazzo di un minuto. I maledetti avverbi che servono per diluire: sinceramente, momentaneamente, veramente, attualmente, francamente, momentaneamente, probabilmente. Che quando hai alla portata di mano la persona su cui vorresti fare colpo, gli argomenti accumulati fino al giorno prima improvvisamente svaniscono, e soffochi l’esigenza di parlare, fingi indifferenza per non essere banale.

giovedì 6 ottobre 2011

SIMILORO

(POST CHE NON HO POTUTO PUBBLICARE PERCHE' AVEVO INTERNET ROTTO)

Il dormiente svegliatosi turbato e scosso cinque minuti prima della sveglia, accorgendosi che il suo appartamento era stato svaligiato, realizzò che i sogni della notte passata e ciò che quel mattino custodiva in bocca non potevano proprio definirsi di un metallo pregiato.

mercoledì 5 ottobre 2011

DEL FATTO CHE LE COSE BELLE CAPITINO AGLI ALTRI

(POST CHE NON HO POTUTO PUBBLICARE PERCHE' AVEVO INTERNET ROTTO)

Davanti ad una fotocopiatrice Tizio ha invitato la collega ad uscire una sera per una pizza, lei ha accettato e ora sono felicemente sposati con prole. Alla radio Caio racconta di aver conosciuto la sua ragazza durante una vacanza, attualmente ogni week-end fa la spola Verona-Perugia, soffre per la lontananza, non gli pesano i viaggi, ed è felice. Sempronio è rimasto solo tutta una vita, poi un giorno che non ci sperava più in una chat ha conosciuto una donna uscita da poco da un matrimonio infelice, e ora convivono insieme felici. Quanto costa ad un braccio tendersi e allungarsi per cogliere un frutto nel momento che questi è maturo tanto da staccarsi dal ramo al solo tocco? Tu questo Curzio non lo sai, vero? Tu e il tuo dannato cuore foderato di antimateria.

martedì 4 ottobre 2011

RISVEGLIO MUSCOLARE

(POST CHE NON HO POTUTO SCRIVERE PERCHE' AVEVO INTERNET ROTTO)

Dopo una mattina in piscina o dopo una corsa nel pomeriggio, sono tutto sommato piacevoli i dolorini che si manifestano nell’immediato, altra cosa invece la sensazione di affaticamento che si palesa giusto due giorni dopo.

lunedì 3 ottobre 2011

LA TAPPARELLA

(POST CHE NON HO POTUTO PUBBLICARE PERCHE' AVEVO INTERNET ROTTO)

Mi piace sempre raccontare il motivo che mi ha spinto a scegliere questo come titolo del blog. Alcuni credono si riferisca al titolo della canzone di Elio e le Storie Tese, ma non è così. Il mio primo blog lo battezzai PER IL ROTTO DELLA CUFFIA, il secondo IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA, li avevo aperti entrambi su splinder; se non ricordo male successivamente trasferii il secondo su iobloggo e al contempo ne aprii uno nuovo (sempre su iobloggo) con titolo CUPIDO. Alla fine rimase solo CUPIDO, blog che tiravo avanti un po’ a stento, anche con lunghe assenze, il titolo poi non è che ci azzeccasse molto così decisi di cambiargli nome in ANGELO.G. Ora entrano in gioco le password, per quanto sia buona norma cambiarle frequentemente sappiamo tutti che, per comodità, lo si evita; anche perché sarebbe come cambiare continuamente le chiavi di ogni stanza della propria casa, alla fine ci si ridurrebbe a non sapere più quale chiave apre quale porta. A quel tempo, ma anche ora, le autorizzazioni all’accesso internet erano poche, io non fui tra quelle, gli utenti autorizzati avevano ognuno la propria password che volendo potevano cambiare a piacimento, i colleghi “informatici” che le gestivano avevano però forgiato anche un utente generico a proprio uso con una password che conoscevano solo loro. Con il passare del tempo la password rimase sempre la stessa, in primo luogo perché sarebbe stata una scocciatura inventarne una nuova da condividere ogni volta, in secondo luogo perché non ce n’era l’esigenza dato che essendo generica non potevano accorgersi facilmente dell’utilizzo da parte di terze persone. A qualcuno di questi “informatici” capitò di confidare utente e password a qualche persona amica, e a quella persona amica capitò di confidarla ad un collega amico mio e indovinate come andò a finire? Sì, anch’io venni a conoscenza dell’utente e della chiave che apriva tutte le porte (si fa per dire).Un altro collega amico mi aveva aiutato a sistemare le impostazionI del browser affinché mi fosse possibile collegarmi al server (ricordo che salvai le istruzioni in un file di testo chiamato PROMETEO) ed infine riuscii a connettermi. Fui molto parsimonioso nell’usarla, anche perché in precedenza ci ero già rimasto scottato,ah, bei tempi, quando agli albori i colleghi usavano come password i loro nomi di battesimo, i maledetti “informatici”avevano scoperto lo stesso utente connesso su due PC differenti, e approfondendo erano giunti a me, però non fui ripreso da nessuno, vennero semplicemente cambiate le password/nome di battesimo. Con la password generica quindi mi sentivo meno a rischio, il collegamento di casa poi faceva le bizze cosi avevo stabilito di collegarmi in ufficio per pochi minuti, controllavo la posta e ogni tanto facevo una scappatina al blog, poi staccavo. Un giorno però arrivò una fattura per il servizio internet molto più salata del solito, una montagna di gigabytes scaricati. I miei sospetti caddero immediatamente su uno stupido collega che aveva l’autorizzazione a connettersi e che la sera si fermava a fare straordinari per scarica interi film, ma non è detto che solo lui lo facesse. Arrivò a tutti una mail di avvertimento dalla direzione che suggeriva di fare attenzione e ridurre l’uso di internet non necessario.Io ero abbastanza tranquillo, non mi sentivo colpevole, ma venni preso dal terrore che cominciassero a fare controlli e che riuscissero a risalire a siti da me visitati e di conseguenza al mio blog, che si chiamava proprio come me; da lì a farmi diventare il capro espiatorio il passo era breve per cui decisi di agire in fretta, appena a casa cancellai il blog e decisi di riaprirne un altro con un altro URL, ma che titolo dargli? Dato che avrei riciclato il template del blog precedente che includeva una tapparella disegnata da me che tramite barra di scorrimento poteva essere alzata scoprendo i post il cui sfondo, man mano che si scorreva, era un cielo diurno che andando avanti diventava notturno (anch’esso da me disegnato), decisi frettolosamente di chiamarlo così: LA TAPPARELLA.

domenica 2 ottobre 2011

LA SINDROME DEL DOBERMANN

(POST CHE NON HO POTUTO PUBBLICARE PERCHE' AVEVO INTERNET ROTTO)

Come quella razza di cani che dopo 3 anni impazziscono, la nazionale italiana di rugby tiene testa a squadre importanti come l’Australia e l’Irlanda per tutto il primo tempo, nel secondo tempo appena subisce la prima meta si sfalda come neve al sole, perde il lume della ragione e addio quarti di finale. Andando avanti così tanto vale mozzargli la coda e tagliargli le orecchie a punta. P.S. per Parisse e soci: ovviamente sto scherzando, voglio bene a tutti, in particolare a Castro e Totò, a presto.

sabato 1 ottobre 2011

DISCORSO

(POST CHE NON HO POTUTO PUBBLICARE PERCHE' AVEVO INTERNET ROTTO)

Ecco il discorso che farò appena eletto sindaco: carissime concittadine e cari concittadini, ringrazio tutti quelli che dandomi la loro fiducia mi hanno votato, ci tengo a dire fin da ora che sarò comunque il sindaco di tutti, ciò non di meno i miei oppositori verranno fucilati a salve su pubblica piazza. Tra i punti principali del mio programma c’è la sicurezza stradale e vi informo che un gruppo di stradini si è già messo all’opera a disegnare nuove strisce pedonali che non potranno più definirsi propriamente zebre in quanto su mio suggerimento verranno disegnate, a pois, tigrate, maculate, a losanghe ed infine mimetiche. Inoltre è già in via di progettazione una rotatoria a due piani al centro della quale verranno posizionati due autovelox fissi, tre semafori e un passaggio a livello. Per quanto riguarda il centro storico ho venduto la torre civica al mio kebabbaro di fiducia, che è ora di finirla di concedere tutti gli edifici più importanti alle banche. Per quanto riguarda i rifiuti e la pulizia delle strade, verranno installati cestini, bidoni e diversi generi di contenitori per la raccolta differenziata ad ogni angolo, in deroga al codice penale chiunque vedrà qualcuno gettare rifiuti al di fuori di tali contenitori avrà l’obbligo, a scelta, di tirargli una pedata nel sedere, prenderlo di peso e infilarlo nel primo bidone disponibile, fargli ingurgitare ciò che ha gettato, investirlo (anche sulle strisce), farlo secco e occultarne il cadavere nel contenitore dell’umido. Per quanto riguarda la recente scoperta di un intricato labirinto di gallerie scavate da un manipolo di nutrie al di sotto del suolo cittadino, è previsto di sfruttare tali gallerie per l’installazione di una mini-metropolitana che si adopererà per portare i bambini a scuola, le nutrie catturate verranno incatenate e obbligate a far girare un perno gigante che servirà a dare energia alla stessa. [D’un tratto da dietro la banda del paese si palesa un drappello di arcieri che scagliano frecce al mio indirizzo. Stupiti insieme agli altri astanti che le frecce attraversino la mia persona lasciandomi incolume si accorgono che quello che si trovano davanti non è nient’altro che il mio ologramma. Io, da in cima al tetto del municipio, ridendo sguaiatamente, lascio tutti basiti gettandomi giù e allontanandomi sparando ragnatele dai polsi alla maniera di Spiderman] .