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martedì 24 gennaio 2012

DJ RAPINA

A metà degli anni 80 mettevo i dischi nei locali con lo pseudonimo di DJ Omeopatia, mi presentavo nelle discoteche indossando un passamontagna con il simbolo catarifrangente del dollaro ($) appiccicato in fronte; tutti ballavano come forsennati la musica che mettevo, a metà serata gridavo “SU LE MANIIIIIIIIIIIIIII… QUESTA E’ UNA RAPINAAAAAAAA!!!” mandando in frantumi l’impianto luci con una sventagliata di mitra. Un mio socio vestito da Zorro ad un mio cenno si faceva largo tra i presenti per raccogliere portafogli e gioielli in un sacco di iuta, se qualcuno cercava di reagire lo facevo desistere minacciando di mettere un disco di Nilla Pizzi, nel frattempo l’altro socio si occupava del guardaroba, un terzo nel parcheggio aspirava dai serbatoi delle auto benzina e gasolio che, ahimè, dopo averne anche ingurgitato involontariamente una buona parte, faceva confluire in una stessa tanica rendendo il liquido raccolto inutilizzabile. La serata terminava con noi che ci davamo alla fuga prendendo in ostaggio la cubista, o al limite il cubo, un buttafuori nerboruto, una pianta grassa, o in casi estremi anche la sagoma cartonata di Claudio Cecchetto. Ovviamente la nostra carriera criminale ebbe vita breve in quanto le forze dell’ordine ci davano la caccia. Ricordo che venimmo ingaggiati da un losco figuro con la divisa della guardia di finanza per una serata al RETATA di Busto Arsizio. Io non me la sentii di rischiare così regalai il mio passamontagna a Topo Gigio e lo convinsi a prendere il mio posto rivelandogli che nel retro del locale era custodita, in un caveau, un enorme forma di groviera. Lui non se lo fece ripetere due volte ma come immaginavo finì male: si presentò al locale con due complici, Winnie The Pooh e Diabolik, il primo quando si trattò di farsi largo tra la gente con un sacco di iuta inciampò e vi cadde dentro, il secondo si calò silenziosissimamente dal soffitto sopra il guardaroba, strangolò la guardarobiera (a quei tempi non andava tanto per la quale), adocchiò un paio di capi di discreto valore, li prese e se ne andò via furtivo così come era arrivato. Topo Gigio invece venne arrestato, ma gli andò bene in quanto, per via di un vuoto legislativo, nel nostro paese non è possibile processare e condannare una pantegana parlante.

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