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sabato 31 dicembre 2011

VEGLIONE RISTRETTO


Sono le 18.59, ho già cenato, mi sincronizzo col fuso orario di Islamabad e vai col conto alla rovescia -10, -9, -8, -7, -6, -5, -4, -3, -2, -1 ALLLEEEEEEEEEEEE BUONANNO., POP POP POP  Fsssss-fiiiiiiiiihiiiiiiiiiiiiiiiiiii PUM-BATA-TRA'-RACA-RACA-TUM-FIIIIIIIIIIHHH-PUM TA TA TA' eeeeeeeh, PEPE'PEPEPE'PEPE'PEPEPEPE'PEPE'...

venerdì 23 dicembre 2011

L'USCITA DI SCENA


Un mio commento ad un post in uno dei blog di Tatiana il giorno 1 dicembre del 2008 (trovato spulciando i miei archivi) e dato che è un po' natalizio...


Dunque, prima si arrivi a conclusioni azzardate occorre specificare che l’autore scrisse questa canzone durante un periodo in cui, indebitato fino al collo, si trovava nella necessità di comprare una macchina nuova e accendere un nuovo mutuo in banca, con lo stress che da mesi gli impediva di raggiungere un’erezione soddisfacente e gli strozzini che quotidianamente andavano a bussargli alla porta. Nella più totale disperazione decise quindi di scrivere una letterina a Babbo Natale, nella prima versione infatti il ritornello diceva “Quel che piacerebbe a me è una rateizzazione infinita a tasso zero / quel che piacerebbe a me è una potenza virile incredibile, più o meno / quel che piacerebbe a me è che almeno Babbo Natale fosse vero…”, purtroppo per una terribile fatalità, nell’imbustarla fece confusione con dei foglietti e finì per spedire una bellissima canzone che aveva sonorità decisamente solari e che lui aveva scritto molto tempo prima, al Polo Nord (ma recapitata poi accidentalmente dalle poste italiane a casa di Pau dei Negrita - avrete già capito di che canzone sto parlando) mentre portò la letterina in sala prove, dove, dopo aver sentito il testo, gli altri componenti del gruppo lo presero a sputi in faccia. Accortosi della magagna, e con l’assoluta convinzione che gli altri membri del gruppo l’avrebbero preso presto a pugni, sistemò al volo la canzone e il ritornello si trasformò dunque in: quel che piacerebbe a me è una specie di neutralità (ovvero spero di non prenderle almeno stasera) a passione zero (ovvero c’ho messo più passione a scrivere la letterina a Babbo Natale e spero che loro ci mettano ancora meno passione a menarmi) quel che piacerebbe a me è un’indifferenza orribile (ovvero speriamo che gli altri rimangano indifferenti a quello che sto cantando) più o meno…

martedì 20 dicembre 2011

AL CINEMA CON GAUDIO

LE IDI DI MARZO -  Lo spettatore si trova immediatamente spiazzato: credeva di vedere un film su Giulio Cesare e invece si becca George Clooney candidato alle primarie in Ohio.

IL GATTO CON GLI STIVALI - Un bel micio con un paio di curiose calzature si inventerà di dover affrontare incredibili avventure alla ricerca di un tesoro perduto, e tutto come scusa per non farsi sterilizzare dal veterinario.

SHERLOCK HOLMES - GIOCO DI OMBRE. Ambientate nel 1800 si narrano le gesta di un investigatore e  del proprio fedele assistente intenti a sembrare il più distanti possibile dall'immaginario comune dei noti romanzi, il tutto mentre il defunto Sir Arthur Conan Doyle, ai giorni nostri, si rotola bellamente nella propria bara.

sabato 17 dicembre 2011

L'INSISTENZA DI UN BABBO NATALE

Ah, fosse facile scrivere un post quanto trovare un nuovo layout al blog!
Il fatto è che non trovo ispirazione, buio totale, nemmeno quel lumicino che di tanto in tanto giusto quelle due righe me le fa anche scrivere. Non che sia un periodo particolarmente brutto. Poco entusiasmo, tutto qui. Ecco, sì, mi manca la voglia più degli argomenti.

Intanto Babbo Natale continua a mandarmi mail con allegati un po' sconci, un po' sciocchi, un po' divertenti. Io a Babbo Natale non ci credo, così gli ho risposto schiettamente "Caro Sig. Babbo Natale, io a Lei non ci credo, La prego di smettere di intasarmi la casella della posta elettronica con le Sue sciocchezzuole. Cordialmente."
Lui non molla, continua a inviarmi roba tipo il filmino del pinguino che fa marameo all'orca assassina, quello del neonato che cade da in cima l'Empire State Building e rimbalza cadendo incolume nel carrello della spesa di un senzatetto, la foto del tizio che si è fatto tatuare le strisce pedonali sulle natiche, oppure la vignetta in cui viene svelato che le sue renne volano grazie alla propulsione delle proprie puzzette. Ho provato a segnalarlo come spam ma evidentemente grazie a qualche suo potere magico riesce a eludere il filtro anti-spamming, al che mi trovo costretto a inviargli una mail con in allegato scansione della letterina scritta di mio pugno con la lista dei regali che desidero ricevere; credo infatti che funzioni così: se non riceve un numero prestabilito di letterine non gli pagano lo stipendio.