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martedì 25 gennaio 2011

BLUE SUEDE SHOES

Le scarpe che mi piacciono le avrei trovate anche, ma nel negozio in cui le ho viste non c'era un numero che mi calzasse, troppo strette. Anche stavolta ho dovuto rinunciare. Ora non mi resta che cercare e cercare finché avrò trovato il negozio con il numero che mi calza, ma quando l'avrò trovato mi piaceranno ancora? E se non le trovassi riuscirei ad accontentarmi di qualcosa di simile o mi butterei su qualcosa di completamente diverso? Ah, dannata moda, che costringi noi giovani uomini a sforzi estremi per farci stare al passo coi tempi.

venerdì 21 gennaio 2011

ASPETTO

Forse sto solo invecchiando, la stanchezza, le ore di sonno, le cose che non hanno senso, il male che trionfa, la mancanza di sincrono nelle cose che capitano quando ormai il desiderio s'è affievolito, la luce che si sta offuscando, l'interferenza fissa che disturba il segnale, il disadattamento a cui non riesco ad adattarmi, l'isolamento che mi ritrovo, le belle cose che vorrei meritare, il nulla che incombe, la salvezza che ha trovato traffico, il distacco che diventa utile e necessario, l'ebbrezza in due minuti di speranza, lo sfacelo che non s'interrompe, la bellezza che si spegne, la contentezza di chi si accontenta, la continenza di chi si contiene, la solitudine che è sempre quella, le vie d'uscita che si riducono e si fanno più strette, i ponti che non tengono più, la fiducia che se n'è andata a rane, l'amarezza che si fa pericolosamente dolce, il disagio che non toglie il disturbo, il disturbo che si fa disagio, la cura che non sana, il maledetto cane che si morde la coda in eterno in un circolo vizioso, gli scrupoli che mi rallentano, la desolazione dei giorni festivi, e tu che non arrivi.

martedì 11 gennaio 2011

CARLONA'S WAY

Ecco un po' di tranquillità, un insperato equilibrio di cui dovrei approfittare per fare delle scelte, prendere decisioni, prima che tutto torni ad andare a rotoli come di consueto; e invece niente, tardo, rimando, prendo tempo, mi dico di aspettare. Toccherà fare tutto all'ultimo, in fretta e furia, alla carlona.

sabato 8 gennaio 2011

ECCO

Ma chi sono io? Non lo so più. Quant'è difficile scegliersi un paio di scarpe quando non si sa più chi si è. Sono ancora il tipo che può andare in giro con le scarpe da skate giovanili e i pantaloni larghi o i jeans? La scelta sarebbe più semplice se avessi delle preferenze. Uno può andare in giro e sembrare un povero scemo ma indossare per lo meno qualcosa che gli piace, no? La realtà è che nei primi due minuti che sono nel negozio di scarpe mi piacciono tutte, passati quelli non me ne piace più nessuna; e questo ormai vale un po' per tutto. Sono talmente abituato a regolarmi in base alla gente che mi circonda che ormai questa maschera ormai non me la levo più, eppure sono confuso, come mi vogliono gli altri? Non lo so, ecco, sapere almeno questo sarebbe già un passo avanti. Ecco, potrei scegliermi un paio di scarpe a caso e diventare il tipo di persona che in genere indossa quelle scarpe, ecco, adattarmi io alle scarpe.

mercoledì 5 gennaio 2011

COMPULSIONE

Puntualmente appena mi metto a letto mi sorge sempre il dubbio di non aver spento la luce nel bagno, anche se ho già controllato più volte:
1. quando sono entrato in camera chiudendo lentamente la porta, assicurandomi che il rettangolo di vetro sopra la porta del bagno non proiettasse alcuna luce nel corridoio e ripetendomi per memorizzare l'informazione "la luce del bagno è spenta-la luce del bagno è spenta"
2. prima di indossare il pigiama, di nuovo, perché metti che ricordo male, meglio ricontrollare
3. dopo aver messo il pigiama, e dato che ci sono torno in bagno per bere un sorso d'acqua che c'ho la bocca un po' asciutta per via che mi sono lavato i denti poco fa
4. richiudendomi alle spalle la porta della camera ripetendo di nuovo: "la luce del bagno è spenta, la luce del bagno è spenta".
A volte addirittura mi sveglio di notte e mi viene da chiedermelo ancora e non riesco a resistere, devo controllare, a volte però è accesa - forse c'è dentro uno dei miei familiari - resto in ascolto in attesa di un suono che certifichi la presenza di qualcuno, in caso negativo torno a letto lasciando la porta aperta, se dopo mezzora non esce nessuno vado a spegnere.
Altre volte, quando sono l'ultimo della casa ad andare a dormire, faccio il giro della casa a controllare che porte e finestre siano chiuse; poi, finalmente in camera mia, non riesco a resistere, devo tornare a controllare e verificare anche di non aver lasciato acceso un fornello, di aver staccato la spina del tostapane, disattivato il deumidificatore, spento TV, ferro da stiro, decoder del digitale terrestre, lavastoviglie, lettore DVD, lavatrice, phon, macchina per fare i pop-corn.
L'altra sera, tornato dal lavoro, dopo essermi chiuso la porta alle spalle mi è venuto da riaprire per controllare che "là fuori" fosse tutto spento.

martedì 4 gennaio 2011

RETROVISORE

Amico automobilista che mi segui senza rispettare le distanze di sicurezza mentre sto tornando a casa stasera, i tuoi fari sono talmente abbaglianti che la mia auto proietta davanti a sé un'ombra che copre la luce che proiettano i suoi stessi fari, l'automobilista che giunge dalla parte opposta, poi, rivede nella scena l'eclissi delle 9 del mattino, tira fuori un vetro affumicato per non danneggiarsi la vista e gli vien voglia inspiegabilmente di speck. Ringrazia il cielo che tu giri a sinistra e io invece tiro dritto, vah.

lunedì 3 gennaio 2011

PER QUANDO TORNI

Sono un pirla, quando ho bisogno di stare in pace e da solo prendo la macchina e vado in un parcheggio lontano da casa, lontano da potenziali persone che possono conoscermi, lì ascolto la radio, leggo un libro (quando ricordo di portarlo, altrimenti il manuale dell'auto). Il posto che scelgo è sempre un parcheggio isolato o comunque la parte di un parcheggio abbastanza vuota. La cosa curiosa è che, per una strana legge cosmica, appena parcheggi in una zona isolata, tempo due minuti, e arriva un'altra auto che parcheggia giusto di fianco alla tua. Domenica mattina ho trovato un parcheggio completamente vuoto, soddisfatto mi ci sono piazzato, dopo un paio di minuti arriva una Opel Tigra rossa guidata da un anziano, l'auto gira nel parcheggio, si ferma un attimo col motore acceso, intanto la controllo nel retrovisore e blocco le portiere, poi l'auto se ne va. Meno male, torno a farmi i fatti miei. Dopo circa cinque minuti, di nuovo l'anziano a bordo della Opel Tigra rossa, fa il giro, si ferma un attimo poi va via. "Va beh" mi dico io passando sul lato guida "mi sa che è meglio cambiar posto che qui è troppo trafficato". Vado nel parcheggio di un centro commerciale lì vicino, scelgo la zona lontana dall'ingresso, bellissima, vista lago di Garda, purtroppo però ho il sole in faccia e sono vicino ad una stradina di svolta e le altre auto passano in continuazione, scelgo un altro posto nello stesso parcheggio, spalle al sole, ombra, tranquillo, lontano da tutti, finalmente, mi rilasso. Con l'approssimarsi dell'ora di pranzo parto e torno a casa.
Ma l'anziano sulla Opel Tigra rossa, cosa voleva?
1. Voleva anche lui ascoltare la radio e leggere un libro, ma non ha trovato un parcheggio libero finché non me ne sono andato io.
2. Era un agente della vigilanza, in incognito, al primo giro si è annotato la targa, ha chiamato l'Interpol per un controllo ma gli hanno detto che non avevano nulla su di me, allora è tornato una seconda volta per controllare di aver preso bene la targa.
3. La moglie brontolana l'ha cacciato di casa, lui non sapeva dove andare, cercava un posto isolato ma ha trovato me, così è tornato a casa, ma la moglie brontolona non lo lasciava in pace, la seconda volta che è venuto nel parcheggio la moglie brontolona era legata e imbavagliata nel baule.
4. Ha litigato col criceto che ha il vizio di corrergli dentro alla ruota di scorta, cercava un posto isolato per sbarazzarsi della ruota di scorta ed eventualmente far smarrire il criceto, perché dentro il baule, con la ruota di scorta e il criceto, la moglie brontolona legata e imbavagliata sennò non ci stava.
5. Era il sindaco che valutava se mettere o meno un parchimetro, inoltre, avesse trovato un auto parcheggiata con nessuno a bordo, l'avrebbe scassinata per infilare nel baule la moglie legata e imbavagliata, il criceto e un anziano suo sosia che va in giro anche lui con un'Opel Tigra rossa millantando di essere il sindaco.