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martedì 24 aprile 2018

Dell'olfatto di fido mi fido

È risaputo che i cani hanno un fiuto talmente potente che riescono a capire se sei malato o di cattivo umore.
Nel mio caso appena gli arrivo a tiro capiscono subito che non ho mai trovato uno straccio di morosa per cui mi vengono incontro facendomi le feste e saltandomi addosso con un entusiasmo come a voler dire "dai bello, portarmi al parco, portami al parco che c'è pieno di belle ragazze disinibite!".
Che poi si sa che il loro vero scopo è farsi raccogliere la cacca in pubblico per poi riderne e bullarsi con gli altri colleghi cani.

domenica 22 aprile 2018

Libri pubblicati senza avvertire prima - LA VENDETTA CALDA

LA VENDETTA CALDA
di Melma Sbadiglini
Edizioni Conquibus

Dicono che la vendetta sia un piatto che va servito freddo, niente di più sbagliato.
Sì, bella la lunga attesa tramando la più perfida delle ripicche, ma vogliamo metterla in confronto con un bel pan per focaccia reso all'istante, una rappresaglia immediata, un regolamento di conti al volo?
Questo è il pensiero della protagonista del libro, una rancorosa venticinquenne, bella e provocante sì, ma con un caratterino...
Tra l'altro il libro stesso è una ritorsione dell'editore nei confronti dell'autrice con la quale credeva di aver intrecciato una solida relazione d'amore e invece poi ha scoperto che lei stava con lui solo per farsi pubblicare i libri e intanto lo tradiva in segreto con il sosia di Topo Gigio, per cui per dispetto lui le ha pubblicato sì un libro ma con una copertina bruttissima che le librerie si sono rifiutate da subito di mettere in vetrina. Anche il nome Melma è sbagliato, sarebbe Amelia, ma tant'è.

venerdì 20 aprile 2018

Curriculum vitae europeo

Ogni volta che c'è da aggiornare il curriculum mi chiedo: "ma una colonscopia vale come esperienza formativa?"

venerdì 13 aprile 2018

Ogni volta che ti vedo

Ogni volta che ti vedo, se io fossi un cane, scodinzolerei.
E farei salti alti sulle zampe posteriori mentre con quelle anteriori mi appoggerei a te, per raggiungere una parte più alta, per farti chinare e appoggiare il mio naso freddo sul tuo viso e leccare tutto il possibile.
Ma se fossi il tuo cane tu mi lasceresti a casa di tua madre per poter uscire con il tuo grande amore, che ti ha chiesto subito di uscire, baciandoti sulle scale. 

martedì 10 aprile 2018

Oroscopo per Capricorno ascendente Capricorno

Ho smesso di fare gli oroscopi perché ricevevo minacce di morte (credo tutte da Paolo Fox) ogni volta che avevo Saturno nel mio segno. 
Adesso ricomincio.

Oroscopo di domani per un anonimo di 40 anni residente a Modena, segno zodiacale Capricorno ascendente Scorpione.

Domani, mentre passeggi per le vie del tuo paese, ti si presenta alle spalle Tony Servillo, l'attore de La Grande Bellezza, che ti tira uno schiaffetto sul coppino e poi scappa via ridendo.
Tu, anche se non ti ha fatto tanto male, ti arrabbi moltissimo per il gesto di scherno per cui lo insegui a rotta di collo giù per i vicoli finchè giungi in una piazzetta piena di suoi sosia vestiti tutti come lui nel celeberrimo filmone.
Essendo tu primo cugino col procuratore della repubblica, d'istinto ti verrebbe da farli arrestare tutti. Non farlo, infatti il vero colpevole, che poi è anche il vero Tony Servillo, non è lì in piazza, si è nascosto nel cassonetto sul retro di un locale come fanno nei film americani, per cui se vuoi farti fare un'autografo lo trovi lì.
Poi a voler fare le cose per bene potresti rapirlo e chiedere il riscatto a Salvatores. Salvatores è il regista già premio Oscar che ha in ballo un film con l'attore, per cui di sicuro paga per non far tardare le riprese.
Telefonata a Salvatores: "buongiorno e complimenti per la bella carriera da cineasta, abbiamo rapito il Tony Servillo e vogliamo un milione tutto in monete da un euro!"
E lui: "va bene, non c'è problema, però tagliategli un orecchio per far risultare che prima mi avete fatto spaventare".
La trattativa va talmente a buon fine che, anche per via della sindrome di Stoccolma, instaurerete con l'attore un'amicizia che anche a distanza di anni starete ancora lì a mandarvi gli auguri ogni natale. 

domenica 8 aprile 2018

Libri pubblicati senza avvertire prima - MI SON FATTO TOGLIERE L'AUTOSTIMA DA UN SANTONE INDIANO

MI SON FATTO TOGLIERE L'AUTOSTIMA DA UN SANTONE INDIANO
di Gianni Pendio
Magagna Edizioni

Un affermato uomo d'affari scopre la moglie a letto col benzinaio. Fin qui nulla di strano. Se non fosse che l'uomo d'affari si rende improvvisamente conto che se non fosse stato così sicuro di sé non avrebbe trascurato la moglie dando il loro rapporto per scontato, che tanto uno meglio di lui dove lo trovava? Pertanto si precipita giù in strada, ferma il primo santone che passa, e si fa togliere l'autostima, e visto che c'è anche un po' di amor proprio.

mercoledì 4 aprile 2018

Una riflessione

La mia immagine allo specchio ha il cuore a destra ed è mancina. I miei difetti di destra ce li ha a sinistra e viceversa, e i pochi pregi non li fa vedere. Assomiglia vagamente a qualche mio familiare, a volte si crede meglio di me, a volte il contrario. E fa facce buffe per l'imbarazzo.
La mia immagine allo specchio conosce segreti taglienti che non rivela, per garbo, col groppo in gola.

martedì 27 marzo 2018

Energia pulita

Se io fossi un pannello fotovoltaico tu saresti il Sole, se io fossi una pala eolica tu saresti il vento che soffia forte, sei io fossi una centrale atomica tu saresti la fusione nucleare fredda.
Invece sono una pila ministilo da 1.5 volt già mezza scarica.

martedì 20 marzo 2018

Bella elevata al quadrato

Sei bella che di più non si può. Bella bella bella anche struccata e vestita normale, bella e così simpatica anche sui tacchi, vestita bene ai ricevimenti di nozze; con quella cosa da cartoni animati giapponesi che un momento sei seria e tutta impostata e poi di colpo sternutisci e fai delle espressioni buffe che sembri Hello Spank. Sei bella che non ti scambierei nemmeno con 20 Belen, 10 Megan Fox, 6 o 7 Scarlett Johansson o 2 Jessiche Alba. Ma purtroppo alla maggioranza degli uomini piacciono loro, e io mi devo adeguare per non sembrare quello strano con la passione per quelle che sanno stirare bene le camicie. 

domenica 11 marzo 2018

Un nuovo psicopompo

Mio zio è morto il giorno che Caronte, il traghettatore infernale, ha mollato il lavoro senza avvertire in ditta ed è scappato con tutti gli oboli raccolti dalle anime che si facevano traghettare. Per cui quando è arrivato sulla sponda dell'Acheronte non c'era nessuno che faceva quel bel mestiere lì, e vedendo che c'era da guadagnarci ha deciso subito di farlo lui. Adesso le anime le traghetta mio zio.

giovedì 8 marzo 2018

martedì 6 marzo 2018

La spina

Buttare il cuore in mezzo alle ortiche.
La spina che mi ferisce il cuore, quando ti penso con un altro, ha il senso che ha.
Perdere la testa per un po' di gentilezza, per ridere, fintanto che lo scherzo comincia a fare male, finché è perso anche il senso della realtà.
E il tempo delle mele ormai è finito.

domenica 4 marzo 2018

Colmi a catena

Il colmo per una talpa? Diventare gallerista.
Il colmo per un gallerista? Non avere ben chiaro il quadro della situazione.
Il colmo per il quadro della situazione? Essere un Picasso.
Il colmo per un Picasso?

martedì 27 febbraio 2018

La piaga degli studenti tirati scemi dalla compagna di banco

Ai miei tempi gli alunni timidi, quelli più calmi e tranquilli insomma, venivano affibiati come compagno di banco ai più scalmanati; di solito questi inizialmente li bullizzavano ma poi vi stringevano un'amicizia che durava nei secoli, tra l'altro i timidi erano solo calmi in facciata ma sotto sotto erano delle menti criminali impensabili. Storicamente è risaputo che le rapine in banca più belle sono state fatte da individui che a scuola erano stati compagni di banco.
Comunque, a livello scolastico, la cosa peggiore che poteva capitare a un timido era quella di finire compagno di banco della più bella della classe. Già dopo la prima settimana il suo rendimento precipitava: egli si innamorava subito, non stava più attento in classe e a casa non finiva mai i compiti perché troppo impegnato a trovare nuove strategie per impressionare la compagna che, detto per inciso, non se lo filava di striscio. Sì, lo trovava divertente ma lei era già fidanzata con uno più grande che aveva già i peli sotto le ascelle e il motorino, per cui non c'era storia. Il timido incideva cuori trafitti sulle panchine del parco sognando ad occhi aperti di potersi dichiarare alla prossima gita al museo egizio e di baciarla al ritorno sul pullman, ma niente, e intanto consegnava i compiti in classe in bianco, faceva scena muta alle interrogazioni, e i professori si lamentavano ai colloqui con i suoi genitori. I genitori subito pensavano “si droga” ma poi gli perquisivano la camera e si convincevano di no, e pur spronandolo a fare meglio, incoraggiandolo a dare di più, intanto si interessavano se c'era uno psicologo bravo a cui farlo vedere. Lo psicologo diceva “tutto normale è una fase” ma per stare tranquilli gli faceva fare un bell'elettroencefalogramma e il test di Rorschach. Intanto pur con la carriera scolastica compromessa il timido riusciva a farsi promuovere. L'anno seguente gli cambiavano di posto e non era più vicino alla più bella ma a quello spiritoso che lo faceva ridere a crepapelle anche nell'ora di storia che era meglio stare seri che se no la profe interrogava a sorpresa. Così ridendo e scherzando si dimenticava della più bella, ma tanto, tempo una settimana, e si innamorava della più bella della classe di fronte. Anch'essa non lo considerava perché stava già insieme al capocannoniere della squadra di pallone del paese, per di più era doppia fatica farsi notare da lei dato che non erano della stessa classe, e hai voglia ad offrirgli la girella per la ricreazione e a far lo scalmanato con gli altri per attirare un po' d'attenzione.
E intanto era già finita anche la scuola dell'obbligo e c'era da perder la testa per qualcun'altra. Perché quando t'innamori così poi non c'è più rimedio.

martedì 20 febbraio 2018

Fantino iracondo

E un bel giorno un fantino perse le staffe.
Oh, tutto il giorno a cercarle ma alla fine non le ha più trovate.

mercoledì 14 febbraio 2018

A DOMANDA RISPONDO - Chi ha inventato il sorpasso in curva?

Questa rubrica stenta a decollare, comunque un lettore che preferisce rimanere anonimo mi scrive chiedendomi “chi ha inventato il sorpasso in curva?”
Altro bel quesito a cui è difficile rispondere.
  Tipico egizio che mette la freccia per infilzare l'eventuale
  conducente che dovesse  sopraggiungere  dalla  direzione 
  opposta durante un bel sorpasso azzardato in curva
Il sorpasso in prossimità o in corrispondenza di una curva è un'usanza la cui origine si perde nella notte dei tempi, volendo restringere l'adozione di tale pratica ad una civiltà che abbia lasciato traccia di tale usanza potremmo pensare sicuramente a quei secchioni degli Egizi, di cui sono presenti belle e svariate rappresentazioni, anche se con quel loro vizio di disegnare tutti di profilo non viene resa molto l'idea dei sorpassi azzardati che facevano in continuazione e senza balìa; tra l'altro recentemente pare che, da alcuni esami forensi sulla sua salma, sia emerso che Tutankamon sia morto proprio in un incidente scaturito per un azzardo di questo genere. Il faraone, morto alla tenera età di 19 anni, seppur neopatentato, non aveva già più punti sulla patente, i suoi sudditi lo lasciavano circolare liberamente perché lui era il faraone e tutto quanto, ma intanto si davano da fare con grande sollecitudine per costrurgli per tempo una bella piramide in cui intombarlo. Non dimentichiamoci però nemmeno di quei coatti degli Assirobabilonesi e della loro carente cognizione nel muoversi con i mezzi di trasporto, e comunque non è detto che nel primo sorpasso in curva ufficiale della civiltà umana non siano state coinvolte entrambe le popolazioni.
Un ghepardo azzarda un sorpasso in curva perché fa tardi a un
importante appuntamento di lavoro ma, come  si evince   dalla
postura scomposta, solo all'ultimo s'accorge  che  in  direzione
opposta sopraggiunge il fuoristrada di un guardiacaccia

Certo si potrebbe affermare altresì che anche nel regno animale esempi di sorpassi azzardati non manchino, le gazzelle che fuggono scapicollandosi per non farsi prendere da un famelico leone di sicuro non stanno lì a farsi venire tanti scrupoli se c'è una curva e davanti a loro qualcosa che le ostacola. Volendo però tornare ancora più indietro nel tempo vi posso dire che da qualche tempo all'interno della comunità scientifica si sta facendo sempre più  strada l'ipotesi che anche il Big Bang altro non sia che la conseguenza di un tragico sorpasso in curva finito male.

domenica 14 gennaio 2018

Monte Baldo


Per quanto, vivendo io in piena Pianura Padana, la maggior parte dei giorni il mio sguardo possa tranquillamente perdersi all'orizzonte senza incontrare ostacoli importanti, talvolta gli si palesano davanti delle montagne che prima non c'erano. Chi ce le mette? Non si sa.
Io in ufficio ho provato a spiegare che se le montagne alcuni giorni si vedono e alcuni no è perché sono loro che si allontanano o si avvicinano a loro piacere, ma nessuno mi ha creduto.
Tra tutte spicca il Monte Baldo che per noi è come il Monte Fuji dei cartoni animati giapponesi, tanto che qui si era tutti convinti fosse un vulcano, argomento sul quale il mio compagno di classe Charlie si scontrò con la profe di geografia che invece sosteneva il contrario. Quella volta avrei voluto intervenire a favore del mio compagno, perché ero convintissimo anch'io, ma vigliacchissimo non lo feci perché mi vegognavo. Poi documentandomi scoprii che in effetti pare non sia di origine vulcanica.

Monte Baldo, Monte Baldo, un giorno o l'altro erutterai (poco e senza fare disastri) e i geologi scopriranno che tramite un complicatissimo sistema di leve e pulegge ti muovi avanti e indietro a tuo piacimento. E allora qualcuno dovrà ricredersi.


sabato 6 gennaio 2018

Goodbye Popeye

Quando ero piccolo per la befana dalle mie parti si faceva il falò e si bruciava la vecchia.
Un falò che mi ricordo bene, probabilmente il primo a cui assistii, è quello in cui sacrificammo Braccio di Ferro.
A quei tempi qui c'erano poche case isolate e gli spiazzi per ammucchiare fascine di rami potati e altra roba da bruciare non mancavano. Quello che mancava era la vecchia da mettere in cima.
Mio padre trovò tra la roba che tenevamo in cantina un fantoccio di Braccio di Ferro alto almeno un metro e imbottito di palline di polistirolo. Era stato regalato a mio fratello diversi anni prima e, a causa di quelle maledette palline di polistirolo che perdeva ovunque in giro per casa, mia madre l'aveva recentemente esiliato in cantina.
Ricordo che mio padre lo imbottì un po' di più con paglia e segatura, lo vestì con degli stracci in modo da farlo sembrare una vecchia e lo piazzò in cima al palo al centro del mucchio. Quando il fuoco fu acceso, non appena la fiamma lo lambì, il Braccio-di-Ferro-Vecchia si dissolse in un'istantanea fiammata.
A me un po' dispiacque fargli fare quella fine lì, anche perchè segretamente un po' gli volevo bene, ma alla fine convenni che era meglio per lui finire in una grande fiammata che finire abbandonato e dimenticato in una cantina per il resto dei suoi giorni.

Un'epifania per l'Epifania

Al supermercato, mentre col carrello sono ad un passo dal raggiungere la cassa, mi appare Elvis (un Elvis Presley giovane dei tempi migliori).
Il pavimento sotto i nostri piedi diventa a mattonelle alternate bianche e nere, e lui,col suo accento di Memphis che si mangia un po' le parole, dice: “bel gioco gli scacchi: i bianchi, i neri, i pezzi ordinati sulla scacchiera, ogni pezzo che si può muovere solo in un certo modo; ma pochi sanno che ogni 54 anni, in un determinato momento di una determinata partita, c'è un attimo in cui un pezzo può decidere di muoversi come gli pare, per cui nulla è davvero perduto”.
Aveva in mano solo una scatola di spaghetti e un tubetto di pasta d'acciughe per cui l'ho lasciato passare avanti.

Poi nel parcheggio, mentre stavo per andarmene, un cane mi ha parcheggiato di fianco.