Pagine

giovedì 12 ottobre 2017

Un sogno potentissimo

Ieri notte ho sognato la mia gatta che allattava dei micini. La mia gatta è stata sterilizzata quando era ancora piccola.
Un sogno potentissimo.
Nel sogno, poco prima che mi svegliassi, mio padre stava dicendo "hai visto la natura...?"

venerdì 6 ottobre 2017

Quelle gran sagome delle cicogne


Ultimamente mi capita spesso di vedere, davanti alle case di famiglie che hanno appena avuto un bambino, sagome in legno di cicogne che tengono tra il becco il classico fagottino con dentro un frugoletto. Sotto alcune di queste addirittura ci costruiscono anche un bel nido fatto di rametti.
Le cicogne sono molto orgogliose di ciò. 
Per ricambiare si sono organizzate a loro volta con delle sagome da piazzare davanti al nido quando le uova si schiudono.

martedì 3 ottobre 2017

Il banco della gastronomia

Se lavori al banco della gastronomia del supermercato sicuramente ti sarà capitato di sternutire nell'insalata russa. Perché, se è vero che dalla parte del cliente c'è il vetro che fa da barriera, dalla parte dall'addetto a servire le pietanze non c'è nessun ostacolo che fermi lo sternuto. Per cui può capitare che, senza che neanche te ne accorga, ti scappi lo sternuto sulle cipolle alla zingara, nel manzo in salsa verde, sull'antipasto 5 gusti, sull'insalata di pasta, nell'insalata di nervetti, e poi ci sarebbero anche l'insalata portofino, le seppioline e piselli, il baccalà alla vicentina, e via dicendo, cuscus alle verdure, merluzzo fritto infarinato, nasello olio e limone, patate al forno gratinate, gamberetti in salsa rosa, vitello tonnato eccetera.
Un addetto del supermercato da cui mi servo non ha mai sternutito nella mostarda, gli mancava solo quella,per cui l'ultimo giorno prima di andare in pensione voleva farlo, ma poi non si sa se l'ha fatto.
A me piace pensare di sì.

domenica 24 settembre 2017

Superman senza amor proprio

Anni fa proposi alla DC COMICS (famosissima casa editrice di fumetti) una storia che poi non mi pubblicarono.
Questa è la trama:
La vignetta in cui Batman gli dà il ben servito
Superman assume la kriptonite senza saperlo per via orale (gliela scioglie nel caffélatte il suo acerrimo nemico Lex Luthor mentra il supereroe è distratto da uno scippo) per cui perde tutti i suoi superpoteri. Lois Lane lo lascia subito tramite sms perché non può più darle quella sicurezza che come donna cerca in un uomo. Batman invece, appena lo scopre, lo sbatte fuori dalla Justice League e lo sostituisce con l'Uomo Cotechino. L'Uomo Cotechino è un macellaio che è stato morso da un maiale radiottivo, ma il suino non gli ha fatto acquisire alcun potere, solo che la notizia ha avuto talmente tanto risalto che Wonder Woman si è innamorata di lui vedendolo in un talk-show e adesso stanno insieme; siccome non si vedevano mai a causa dei loro impegni ha preteso che venisse preso nella Justice League. Dopo diversi mesi l'effetto nocivo della kriptonite svanisce e Superman riacquista i poteri, ma a questo punto ha l'autostima talmente bassa che, invece di tornare a salvare la gente come faceva prima, apre un blog per lamentarsi di non riuscire a trovare la morosa.

lunedì 18 settembre 2017

In farmacia

In fila in farmacia noto una confezione di pastiglie coadiuvanti della ricrescita dei capelli. Costo 24,99 euro. Che poi se funziona occorre aggiungere la spesa per uno shampoo per mantenerli fluenti, per un buon taglio dal barbiere, il gel per tenerli in ordine etc. etc.. Per cui quando arriva il mio turno chiedo al farmacista: scusi, ma questo prodotto funziona? E soprattutto, considerando la spesa che comporta il mantenimento di una chioma importante di questi tempi, mi assicura che riesco a trovare la morosa entro la fine dell'anno solare?
E lui: guardi, se la ragazza assume regolarmente questi altri bei pastiglioni qui da 99,99 euro, e se quel giorno lì è dell'umore giusto, magari può capitare che ci scappi l'appuntamento al chiaro di luna. Di più non posso garantire.
Io: a questo punto non compro niente e mando a gambe all'aria l'indotto dell'industria del capello.

venerdì 15 settembre 2017

A DOMANDA RISPONDO - Chi ha inventato il calzascarpe?

Immagine del potenziale
inventore ritratto nel suo
profilo migliore
Purtroppo non lo so, sono uno che legge molto e cerca di tenersi informato ma proprio lo ignoro. E pensare che a saperlo avrei fatto anche bella figura.
Comunque dovendo buttarmi direi gli assiribabilonesi.

Comunque se avete curiosità da chiedermi fate pure che vi rispondo.

domenica 10 settembre 2017

Interdisciplinarità

Inutile dirlo: alle scuole medie quando si scopre che quello di 90° si dice angolo retto, avendo già appreso nell'ora di scienze che il retto è una certa parte del corpo, negli studenti si genera quell'ilarità tipica delle giovani menti assetate di sapere. I professori quando sentono ridere si arrabbiano, picchiano il pugno sulla cattedra e urlano "SILENZIO!" o "E ALLORA!" oppure "ADESSO INTERROGO!" interrompendo bruscamente tale ilarità con il panico oppure ottenendo l'effetto contrario di far ridere ancora di più gli studenti che non hanno più rispetto di nessuno. In entrambi i casi si otterrà il risultato di aver impresso indelebilmente nella memoria degli studenti questa indispensabile nozione, come raccomandato dal programma ministeriale.

venerdì 25 agosto 2017

Il cappello di mio padre

Mi fa sorridere che ultimamente il cappello preferito di mio padre sia un cappellino con visiera degli Iron Maiden. Lui che di musica ne conosce poca e che al massimo apprezza il liscio delle feste paesane.
Il cappellino era di mio fratello, è quello del tour X-Factour del 1995-1996, reliquia di un concerto che aveva smesso presto di indossare.
In tempi più recenti, dato che non lo usava più nessuno, mia madre ha deciso di recuperarlo infilandolo in lavatrice con i jeans neri per un giro di Coloreria, un prodotto colorante che serve per dare nuovo colore a capi un po' stinti. Uscito dalla lavatrice i ricami delle scritte in grigio sul cappellino nero erano diventati anch'essi neri, rendendolo completamente nero.
Mio padre indossa parecchio i cappellini con visiera quando lavora fuori, per cui mia madre l'aveva dato a mio padre in modo che venisse usato, ma questo era talmente bello che lo indossava anche in altre circostanze, tipo quando andava in paese la domenica mattina o la sera quando andava a giocare a bocce; e lo usa ancora, anche se ultimamente si è un po' rovinato.

lunedì 14 agosto 2017

Dal barbiere alle 2 di notte

Ad un certo punto presi l'abitudine di andare a passeggiare alle 2 di notte. Capitava a volte che una pattuglia dei carabinieri mi si affiancasse per controllare chi fossi o per fermarmi e chiedermi che cosa facessi o dove andassi a quell'ora di notte. Io rispondevo che soffrivo di insonia e che passeggiare mi conciliava il sonno, anche se in realtà non era proprio così. Sì, era tutto cominciato per via che una notte non riuscivo a dormire e nemmeno la TV o una tisana mi aiutavano a prendere sonno, per cui ero uscito a fare due passi; ma poi avevo scoperto che mi piaceva far andare i piedi a quell'ora ed era diventata una piacevole abitudine, tanto che puntavo la sveglia. Col tempo i carabinieri avevano smesso di fermarmi, tuttalpiù riconoscendomi facevano un cenno di saluto passando, a parte alcune volte che si fermavano per chiedermi se avevo visto passare una tal auto o una tal persona, e io rispondevo volentieri, ma quando mi chiedevano se in generale avevo visto qualcosa di strano rispondevo di no, anche se di cose strane a quell'ora se ne vedevano eccome. Come quella volta che durante uno dei miei giri mi accorsi che la serranda del barbiere era mezza abbassata, e l'interno del negozio illuminato. Mentre mi avvicinavo valutando se si trattasse di ladri, notai sopraggiungere la sagoma di un uomo, che io riconobbi subito, chinarsi ed infilarsi nel negozio, anche se, cosa veramente strana, quell'uomo mi risultava essere morto da almeno un anno. Morto impiccato per l'esattezza. Per una delusione d'amore si diceva. Mi avvicinai ancora con i sensi all'erta ma in prossimità dell'entrata del negozio sentii la voce del barbiere che parlava pacatamente e mi rilassai, mi abbassai per esaminare l'interno: il barbiere, un ragazzo alto e magrissimo con una chioma di capelli impressionante, stava sistemando i capelli dell'uomo che avevo visto entrare. Così, curioso di capire, entrai. Il barbiere un po' sorpreso anticipò il mio saluto e sgranando gli occhi mi disse di accomodarmi su un divanetto che tempo cinque minuti e sarebbe stato il mio turno, poi avvicinandosi mi bisbigliò di far finta di niente che poi mi spiegava.
E così rimasi qualche minuto ad osservare il barbiere tagliare i capelli a quell'uomo dalla sagoma vagamente evanescente, le cui parole che chiedevano aggiustature al taglio sembravano giungere da un posto molto lontano, e che al mio orecchio risultavano difficili da percepire. I capelli tagliati che cadevano sul pavimento subito si dissolvevano, gli altri rimasti in testa risultavano docili al pettine; e l'espressione sul volto del fantasma, man mano che venivano sistemati, si faceva sempre meno tesa. Comunque era proprio lui, il tizio che si era suicidato. Ad un certo punto il barbiere disse “ecco fatto!” e gli tolse la mantellina che gli aveva posato sulle spalle durante il taglio. Il fantasma con aria sollevata pagò e ringraziò, il barbiere salutandolo gli si fece vicino e gli disse qualcosa che non riuscii a sentire. Poi il fantasma se ne andò. Allora il barbiere mi guardò tenendosi una mano sulla fronte come a cercare il modo di spiegarmi qualcosa di troppo complicato.
Venivano anche di giorno, mi disse, ma non li si riusciva a vedere. Per via della luce del giorno forse. E non essendo visti non venivano serviti, e non venendo serviti si arrabbiavano. Una sensazione di irritazione generale nei discorsi dei clienti, una lampadina fulminata, piccoli oggetti che cadevano inspiegabilmente, quelli erano i segnali. Non l'aveva capito finché una notte non si era recato in negozio per recuperare il cellulare che aveva dimenticato, e lì aveva incontrato il primo. 

Lui gli dice: “vai verso la luce”, anche se non sa se c'è una luce a cui andare incontro. I fantasmi si gettano contro i fari della prima automobile che capita a tiro, ma tanto quella li attraversa. Non succede niente, solo un velo di tristezza negli occhi del guidatore investito da ricordi di volti di persone care mai conosciute, di vacanze in posti esotici in cui non è mai stato, di natali passati non suoi.

lunedì 24 luglio 2017

Dama con l'ermellino

Del dipinto l'ermellino fu molto scontento perché Leonardo Da Vinci gli aveva fatto i muscoli della zampa anteriore troppo pronunciati e gli altri ermellini lo scherzavano perché a quell'epoca non era da aristocratici fare i pesi in palestra.
Come lui molti ermellini si allenavano di nascosto sognando la fascia di Mister Universo degli Ermellini e celavano le masse muscolari sotto ampie tuniche che comunque andavano molto di moda. A quei tempi infatti il bel concorso di culturismo si svolgeva in maniera clandestina, e chi veniva sorpreso ad esibire la massa muscolare o solo a rimirarsi il bicipite allo specchio veniva immediatamente sbeffeggiato su pubblica piazza e subito esiliato. L'esiliato diventava automaticamente l'idolo dei piccini e un sex simbol per tutte le dame di compagnia. Leonardo Da Vinci questo lo sapeva e probabilmente aveva voluto esaltare i tratti muscolo-scheletrici dell'ermellino per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo a questo tema scottante. La dama del dipinto comunque, ci tengo a precisarlo, è una mia zia alla lontana.

martedì 11 luglio 2017

La raccolta del melone

L'altro giorno dal barbiere dicevano che quei calciatori che pretendono contratti stratosferici andrebbero mandati a raccogliere i meloni. Per me sarebbe bello, perché poi si portano dietro i loro bei procuratori che si mettono a trattare sull'ingaggio e magari salta fuori qualche fuori classe che prende i suoi bei 20 milioni annui perché raccoglie quaranta meloni al minuto con uno stile che c'è da restare incantati.
Il top sarebbe far diventare la raccolta stagionale del melone sport nazionale e portare le melonaie direttamente dentro gli stadi.

lunedì 10 luglio 2017

Il rapinatore con le scarpe antinfortunistiche

Ci sarebbe anche la storia di quello che faceva le rapine in banca con le scarpe antinfortunistiche. Aveva deciso così perché durante una rapina gli era caduta una cassetta di sicurezza sul piede ed essendosi rotto l'alluce non era potuto andare all'ospedale perché aveva paura di essere identificato dato che tutti in banca avevano notato il suo infortunio (e dopo che se n'era andato ne avevano anche riso) e di sicuro l'avrebbero raccontato alle forze dell'ordine. E anche sul lavoro poi non aveva potuto dire niente. Il dito comunque gli era guarito bene ma per non rischiare da quel giorno aveva cominciato a mettere su sempre le scarpe con la punta rinforzata. Il problema è che quel tipo di scarpe lì le fa solo una certa ditta con il marchio ben riconoscibile che dalle riprese delle telecamere si vede benissimo, per cui basta contattare la ditta e farsi dare una lista di tutte le ditte che hanno ordinato quel tipo di scarpe, chiamarle e farsi dare i nomi di tutti quelli che non erano al lavoro nei giorni delle rapine. Di questi si verifica la struttura fisica in base alle riprese e salta fuori che il rapinatore è mio zio.
E invece lui dice che quelle scarpe lì non ce le ha più perché gliele hanno rubate anni fa e ha anche sporto regolare denuncia.
Per cui non lo prenderanno mai.

domenica 9 luglio 2017

Una ragazzina che lavora alla cassa di un piccolo supermercato mi svolta la giornata

Una ragazzina che lavora alla cassa di un piccolo supermercato mi svolta la giornata: i ragazzini che pagano prima di me, non so se per far colpo su di lei o altro, non vogliono il resto, quello che paga prima di me addirittura paga i 2 o 3 euro di spesa e dice "tieni il resto!" e scappa.
"Non hanno neanche il tempo di aspettare il resto..." dice la ragazzina cassiera rivolta a me.
"Mi sa che è perché i soldi non sono i loro" rispondo io sottointendendo che sono quelli dei loro genitori.
"Sì, mi sa che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro" dice sorridendo lei che dimostra 16 anni e probabilmente lavora l'estate per mettersi da parte qualche soldino.
Io il resto me lo prendo e la saluto.
Ne esco un po' alleggerito, sarà stata una cosa banalissima ma mi ha divertito, ero andato sul lago a fare un girettino per distrarmi dai miei problemi, e questa piccola cosa un po' mi dà sollievo.
Peccato che poi sono rimasto con l'auto in panne, con tanto di fumo preoccupante che usciva dal cofano.
Fortunatamente dopo che mi sono fermato a chiamare il carrattrezzi il fumo pian piano è cessato, ma comunque adesso sono più agitato di prima.

mercoledì 5 luglio 2017

Il mostro di Firenze - Criminal Minds

Qualche sera fa stavo guardando in TV un episodio di Criminal MInds: Beyond Borders in cui una coppia di giovani statunitensi veniva uccisa dal Mostro di Firenze, tornato a colpire dopo tanti anni sempre a Firenze; per cui la sezione dell'FBI creata apposta per risolvere casi al di fuori delle loro frontiere veniva in Italia per occuparsi del caso.
Io mi son detto: questa non posso perdemela perché di sicuro questi qui risolvono il caso prima della fine della puntata.
Purtroppo dopo cinque minuti mi ero già addormentato sul divano, e mi sono svegliato che era già finito tutto. Qualcuno di voi l'ha visto?

domenica 11 giugno 2017

Banana 5

Non mi è mai capitato di dimenticarmi dove ho parcheggiato la macchina, ma a volte la paura che succeda è talmente grande che mi riduco così.


venerdì 2 giugno 2017

domenica 28 maggio 2017

La piaga sociale degli anziani che vanno a ritirare la pensione in posta

L'altro giorno davanti alle poste c'era un giovane armato di pistola che rapinava le vecchiette.
Appena l'ho visto mi sono indignato tantissimo.


sabato 20 maggio 2017

VOLIM VAS!

Sulla parete posteriore un po' sporca e impolverata del semirimorchio di un camion targato Croazia che mi precedeva era stato scritto con le dita: VOLIM VAS!
Credevo fosse il classico LAVAMI che si usa da noi, e invece era un TI AMO!*



(*Non sono sicurissimo della traduzione)

giovedì 18 maggio 2017

L'airone con poca voglia di lavorare

Un giovane airone bianco dal ciglio della strada stava urlando all'agricoltore che arava il suo campo: "MA COSA ARI A FARE CHE POI IL RICAVATO DELLE COLTURE TE LO MANGIA FUORI TUTTO TUO FIGLIO?!".
L'agricoltore non si è accorto perché c'era troppo rumore ma io che sopraggiungevo in auto con i finestrini abbassati sì.


sabato 13 maggio 2017

Quando arriva l'inverno?

Oggi, passeggiando, incrocio un tizio seduto su una panchina che mi chiede: "mi scusi signore, ma quando arriva l'inverno?".
Io: "Eh..." rispondo interdetto senza fermarmi, pensando che stia scherzando o che sia un qualche abile sotterfugio per poi spillarmi dei soldi .
E lui: "no, perché io non me ne intendo..."
Io: "...eh..., mi sa che ci vorrà un po' di tempo" realizzando infine dalla sua espressione che probabilmente gli manca qualche rotella.

venerdì 12 maggio 2017

Lo stimolo della pipì che impedisce di seguire la trama

Il 90% degli uomini adulti prima di vedere un film si reca al bagno a fare quantomeno la pipì, il restante dieci per cento è troppo orgoglioso, vuoi perché è così di suo, vuoi perché è alla prima uscita con una ragazza e non vuole lasciarla sola se no gliela rubano. Le donne non si sa bene, comunque hanno una ritenzione idrica da far paura. Alcune hanno già visto il film in streaming, altre non assumono liquidi dal giorno prima.

venerdì 5 maggio 2017

I dipinti di Botero

Pochi lo sanno, ma le sue opere di notte gli svuotavano il frigorifero. Il pittore dal suo letto sentiva dei rumori in cucina ma faceva finta di niente, anche perché tenevano lontano i ladri, e comunque sapeva che in un corpo a corpo con loro avrebbe avuto la peggio.
Botero è uno dei miei artisti preferiti, tanto che lo vorrei come vicino di casa.




domenica 30 aprile 2017

Foto di classe

Nella foto di classe di quinta ragioneria si vede benissimo che ci stavamo tutti chiedendo se il fotografo avrebbe emesso regolare fattura.

mercoledì 26 aprile 2017

Posseduto?

Poi ci sarebbe quella del tizio mandato dall'esorcista perché era un po' seduto...


lunedì 24 aprile 2017

Moniga del Garda

No, stavo scherzando, non sono andato in vacanza nel mare Egeo, in realtà si trattava di Moniga del Garda.
Come potete vedere dal cartello ero in una spiaggia controllata, nel senso che non è una spiaggia che si lascia trascinare da facili entusiasmi: è discreta, e anche in momenti di grande euforia mantiene sempre un suo decoroso contegno.
Lì a sinistra i pedoni non possono passare perché se no si divertono troppo.

domenica 23 aprile 2017

Salutoni da Monighaikòs, meravigliosa isola del mare Egeo

Mi avevan spiegato che anche i casi più disperati su questa bellissima isola sono riusciti a trovare l'amore della loro vita, per cui son venuto subito.
Solo che adesso mi dicono che perché ciò avvenga c'è da eseguire dei rituali apotropaici tipo uscire la sera dopo il tramonto, bere intrugli misteriosi a base alcolica, danzare, recitare formule esoteriche all'indirizzo di belle ragazze (del luogo e non) e prodigarsi in altre assurde pratiche che mi hanno spiegato ma che non ho capito molto bene.
Insomma, a queste condizioni non ci sto.

La strada del circo

Molti che non trovano la morosa entro i 40 anni tentano la strada del circo.
Non sempre gli va bene.

mercoledì 19 aprile 2017

Tegame

L'altro giorno mi ferma per strada una ragazza bellissima che mi fa i complimenti per la forma del mio cranio.
Una testa fatta così bene non l'ha mai vista in vita sua.
Io ringrazio, ma quando comincia a insistere che vuole portarmi a casa sua per farne un calco in gesso dico che ho già venduto i diritti a un noto brand di pentolame che lo usa come misura per un tegamino antiaderente.
Però non è vero.

lunedì 10 aprile 2017

Il 10 aprile di vent'anni fa conseguivo la patente dopo aver superato l'esame di guida guidando con la portiera aperta!

Andò così: quella mattina fui io il primo a sostenere l'esame pratico di guida. Salimmo in auto: io al posto di guida, l'istruttore davanti sul lato passeggero e l'esaminatore dietro con altri due ragazzi che dovevano sostenere l'esame dopo di me.
Mi sistemai alla guida, regolai il sedile, misi la cintura, controllai gli specchietti e pronto ad immettermi nel traffico misi in moto; quindi attivai l'indicatore di direzione, ingranai la marcia e con la dovuta accortezza mi inserii sulla statale nella direzione che mi era stata data dall'esaminatore.
Tutto come da manuale, se nonché, forse per via della luce eccessiva dovuta ad una mattina parecchio assolata, non mi accorsi della piccola spia che segnalava una portiera aperta. Ora, non è che la portiera fosse spalancata, semplicemente non era stata chiusa bene. Avevo percorso poco meno di 200 metri quando la notai e realizzai che ormai era troppo tardi: se avessi fatto notare la cosa sarei stato bocciato, se se ne fosse accorto l'esaminatore sarei stato bocciato. Non rimaneva altro da fare che far finta di nulla. Sudai freddo per qualche istante pensando che potesse essere un brutto tiro giocatomi dall'esaminatore che di proposito poteva aver chiuso male la portiera per vedere se me ne sarei accorto. Ma dato che non me lo fece notare subito scartai l'ipotesi.
Un po' di strada dritta, qualche svolta, un paio di manovre e la mia prova giunse al termine. L'esaminatore mi fece accostare per far passare alla guida un altro ragazzo e consegnarmi la patente, ma c'era un altro scoglio da superare, altri attimi d'ansia da patire. Infatti un altro momento fatale stava giungendo: cosa sarebbe successo se il ragazzo che aveva preso il mio posto alla guida si fosse accorto della spia che segnalava una portiera aperta e l'esaminatore avesse scoperto che si trattava di una delle due portiere non utilizzate per scambiarci di posto rivelando di fatto che quella portiera doveva risultare aperta anche mentre io ero alla guida?
Ma non successe.

domenica 26 marzo 2017

Assonanze

Al supermercato, nel reparto cereali per la prima colazione, un addetto ai prelievi del sangue esprime il suo disappunto: "non trovo l'avena!".

giovedì 23 marzo 2017

Un micino in edicola

In edicola ultimamente trovo sempre un gattino, seduto sui quotidiani che mi scruta o acciambellato in mezzo alle riviste a fare ron-ron.
Non ho voluto chiedere, ma mi sa che lo danno come allegato con la Gazzetta dello Sport.

mercoledì 22 marzo 2017

L'asse del WC

Da quando ho visto che nel bagno di un centro commerciale avevano messo i lucchetti alla carta igienica non sono stato più lo stesso. Uno di questi giorni vado e porto via l'asse del WC che è ancora bella.

sabato 18 marzo 2017

La macchina del tempo

La macchina per viaggiare nel tempo io l'ho già prenotata in concessionaria versando una bella caparra.
Però adesso mi viene il dubbio che fosse una truffa, perché radio, TV e giornali non hanno mai fatto pubblicità e quando chiamo per sentire se è arrivata risponde il segnale orario.

sabato 11 marzo 2017

CLICCA QUI

In rete ogni tanto mi capita di trovare certe immagini pubblicitarie volte ad attirare click con frasi in cui si sostiene che medici specialisti, o oltre figure professionali importanti, si sono arrabbiati moltissimo perché è stato scoperto un rimedio che rende inutile la loro pratica, ad esempio: foto di una pianta strana con la scritta I DIETOLOGI SI SONO ARRABBIATI TANTISSIMO, SCOPERTA LA PIANTA CHE FA PERDERE PESO SENZA SACRIFICI.

Per cui ne ho inventata qualcuna anch'io:

Gli scienziati si sono inviperiti tantissimo, scoperto manufatto alieno che spiega tutti i perché e i percome dell'universo.
Ai salumieri sono girati i santissimi tantissimo, scoperto il metodo per ricavare pancetta dalla propria pancetta in 4 facili mosse.
Gli autoferrotranvieri si sono presi male tantissimo, trovato il modo di teletrasportarsi con la forza del pensiero quando c'è sciopero.
I cartomanti sono andati fuori dai gangheri tantissimo, identificato il principio che manda fuori uso il gene dei creduloni.
I fagiani sono andati fuori dalla grazia di dio tantissimo, inventato il fagiano di soia più buono dell'originale.
Alle suocere sono venuti i cinque minuti tantissimo, rivelato l'espediente per mettere in scacco la loro curiosaggine.
Agli idioti è andato il sangue alla testa tantissimo, rivelato il modo per fargli andare veramente il sangue alla testa tantissimo.
I comici si sono inferociti tantissimo, scoperto il dito che fa ridere solo a guardarlo.
Gli arrabbiati si sono arrabbiati tantissimo, scoperto tutto tranne il modo per fargliela passare.
Le casalinghe si sono irritate tantissimo, brevettato lo sporco che più sporco non si può ma che poi si pulisce da solo. 
I drogati si sono alterati tantissimo, scoperto niente, si sono alterati tantissimo e basta.

giovedì 9 marzo 2017

Vogliono farci credere che sono 5, ma non è vero!

Ci sono:

l'olfatto
l'udito
il tatto
la vista
il gusto

e poi

l'equilibrio
la termopercezione
la propriocezione (consapevolezza del corpo)
la nicicezione (dolore)

a cui aggiungerei anche

il quinto senso e mezzo (quello di Dylan Dog)
il sesto senso
il senso di ragno (quello di Spiderman)
il senso di Smilla per la neve
il senso dello humor
il senso unico
il senso alternato
il doppio senso
il senso del dovere
il senso pratico
il senso del pudore
il senso per gli affari
il senso di nausea
il senso di marcia
il senso di colpa

e poi chissà quanti altri sensi ancora ci saranno, ma col cavolo che te lo dicono!



martedì 7 marzo 2017

Ernia inguinale alé

Il mio sogno fin da bambino è sempre stato quello di farmi operare di ernia inguinale. E finalmente oggi posso affermare di essere riuscito ad avverarlo. 

giovedì 2 febbraio 2017

Lo scrittore più potente del pianeta

Io: da dove l'hai tirato fuori un libro così bello?
Lui: La Piena l'ho tirato fuori dallo stomaco. E dalla lettura di 'Dove non viene mai sera' di Gianni Tortini. Mi ha risvegliato l'amore nostalgico per questo posto nebbioso.


sabato 21 gennaio 2017

Il walkman nell'acquasantiera

Ricordo che sul libro di dottrina c'era questa storia che parlava di un ragazzo a cui in chiesa gli cade il walkman nell'acquasantiera e dopo ascoltando dalle cuffiette riesce a sentire quello che pensa la gente. Non so come finiva, la lesse la catechista che ci faceva dottrina. Eravamo in canonica, forse perché in oratorio non funzionava il riscaldamento. Seduti attorno al tavolo del soggiorno, avvolti da un piacevole tepore alla luce fioca di un lampadario. Che quasi ti veniva da chiederti: ma sta succedendo davvero?

Aggiornamento: ho trovato la storia completa qui.


sabato 14 gennaio 2017

Illusione ottica

Mangiavo seduto al tavolo di un pizza-al-taglio quando mi è caduto l'occhio su una prelibatezza nel piatto di due avventori pochi tavoli più avanti: paffuti fagottini tondeggianti fatti di bianca mozzarella e ripieni di speck e chissà cos'altro.
Ho allungato il collo per vederli meglio, rammaricato di non averli visti prima e quindi ordinati.
Erano solo dei tovaglioli di carta appallottolati. 

giovedì 5 gennaio 2017

Il messo comunale

Un tempo la tessera elettorale la portava il messo comunale. Ogni tornata elettorale il messo, un uomo distinto coi baffi, passava casa per casa a consegnare il pezzo di carta da presentare al seggio per poter votare. Siccome al nostro paese eravamo tutti poco istruiti gli dicevamo “te che hai studiato e sei informato delle cose della politica tieni pure la scheda e vota per me” e gli si firmava un mandato di procura per farlo votare a nome nostro. Tutto ciò era illegale, il messo per non deludere diceva di sì ma poi per lo stress non dormiva la notte, anche perché aveva un conflitto d'interessi potentissimo essendo anche presidente di seggio, scrutatore, maresciallo dei carabinieri, bidello della scuola elementare, marito del sindaco in carica, figlio del procuratore della Repubblica e sua nonna era stata finalista di Miss Italia.
Non c'è da stupirsi poi se le istituzioni quando lo scoprirono, per non far brutta figura con la comunità europea, non poterono far altro che radere al suolo il paese e farci rapire tutti dagli alieni.