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sabato 17 dicembre 2016

Babbo Natalizio

A casa mia, quando ero piccolo, in questo periodo scrivevo la letterina a Babbo Natalizio. Babbo Natalizio era la versione sottomarca da discount per bambini poveri di Babbo Natale, e più che a Babbo Natale assomigliava a un Gerry Scotti avvinazzato con la barba sfatta. La letterina la scrivevo controvoglia perché tanto sapevo che, con lui, sotto l'albero trovavi solo pacchi vuoti incartati male con un bigliettino che diceva cose tipo "il camion dei pompieri non ho potuto portatelo perché ho speso tutto quello che avevo per saldare dei debiti di gioco. Spero che basti il pensiero". Lui non entrava dal camino ma dalla porta d'ingresso, per cui la notte di Natale non andava chiusa a chiave, altrimenti lui la scassinava. Se volevi potevi lasciargli un bicchiere di latte coi biscotti, ma l'importante è che nascondevi l'argenteria, se no te la faceva sparire. 

2 commenti:

  1. Non ho mai scritto a Babbo Natale, e manco a eventuali surrogati. Ricordo distintamente il terrore della befana la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Avevo il terrore di non riuscire ad addormentarmi. Però la mattina correvo a vedere i regali. Brutta sta cosa che ti restano impressi più i ricordi paurosi che quelli sereni. Come il Natale coi parenti e tu troppo piccolo per giocare a stoppa coi grandi... con l'età poi cambiano i parenti, gli amici, le abitudini, le paure anche. E i babbi diventano natalizi davvero, un po' per tutti. Surrogati di infanzia. Gente con la fedina penale sporchissima. Adatta al massimo a una giunta comunale.

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    1. Si stava meglio quando si stava peggio.

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Allora: 'sto blog ogni tanto si mangia i commenti. Sì, è colpa delle lobby dei potenti che stanno osteggiando la mia crescente popolarità. Siccome sono un cagasotto non mi schiero contro i poteri forti, perciò vi chiedo: PER FAVORE PRIMA DI PUBBLICARE I VOSTRI COMMENTI COPIATELI, COSI' NON VANNO PERSI.
A VOLTE SPARISCONO SENZA UN PERCHE'.
GRAZIE.