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sabato 31 gennaio 2015

ORIGAMI LAND - EPISODIO 18 (IL TERRORE DEI LADRI)

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05/12/2014

Oggi pomeriggio non lavoravo, così son venuto più presto.
Sono le 17.30 circa quando arrivo nel parcheggio.
In realtà anche all'una ero nel parcheggio della piazza qui vicino per vedere se uscivi per la pausa pranzo, ma non so nemmeno se c’eri, di sicuro non sei passata.
La Clio c’è, ma finché non ti ci vedo alla guida non mi sento sicuro di dire che è la tua.
Hai i capelli sciolti, la riga che li divide sopra è a destra, faccio due giri nel parcheggio perché non c’è una posizione da cui ti si possa vedere.
Domani vengo a far spesa, però sono un po’ giù. Io ci ho pensato bene e lo sapevo già da subito che non ho niente da darti in cambio, che dovrei essere qui a singhiozzare per la disperazione dato che tu non mi vedrai mai come io vedo te e che riesco a malapena a rivolgerti la parola per cui rimarrà tutto così bloccato e in sospeso per chissà quanto, finché non rinuncio.
Ma non rinuncio.

giovedì 29 gennaio 2015

Uomini in ciabatte dal barbiere. D’inverno.

Parliamone.
Ne vedi uno e pensi “ma sì, ci sta, sono le 8 di un sabato mattina, sarà che vive nell'appartamento di sopra ed è sceso vestito così com'era: tuta da lavoro e ciabatte”. Poi però ti giri, abbassi gli occhi e ti accorgi che ce n’è un altro lì seduto che aspetta, praticamente con le stesse ciabatte, quelle classiche blu chiuse sul davanti, neanche tanto belle da vedersi; e non fai nemmeno in tempo ad elaborare una nuova ipotesi che l’altro paga, esce, attraversa la strada con le sue brutte ciabatte, sale in macchina e va via. Ah, ma dunque non vive neanche al piano di sopra!

04/12/2014

Son venuto anche se stasera vado a mangiare la pizza con i soliti quattro colleghi, ma tanto ho tempo.
Vedo che stavolta la Clio c’è ma ormai vai capire se è la tua, magari a volte vieni in macchina e altre a piedi. Quello che è certo è che tu ci sei, lì che fai passare la roba sul lettore ottico, e stasera faccio anche un secondo giro nel parcheggio e mi fermo, anche se non c’è un posto che vada bene, perché ovunque mi metta ti riesco a vedere a malapena.
Stasera hai i capelli raccolti dietro in un codino.
Mi piacciono così.
Continui a sistemarti una ciocca che ti scende in continuazione sul lato destro della fronte.
Come mi piace quel gesto lì.
Resto un po’, poi andandomene esco dal parcheggio in modo da trovarmi frontalmente rispetto all'edificio e mi viene quasi da dare un colpo con gli abbaglianti per vedere se ti giri, ma non è ancora tempo di farsi notare troppo.
Devo assolutamente trovare il coraggio di parlati.
Se penso che sicuramente hai il moroso mi vien da piangere.

martedì 27 gennaio 2015

Muri di casa mia

- Ah, se questi muri potessero parlare...
- Ti direbbero che sono un coglione.

03/12/2014

Son qui anche stasera. La Clio non c’è. Ti guardo attraverso al vetro. Poco ma ti guardo.
Neanche la bici c’è, mi sa che mi sbagliavo su tutto, e se vieni a piedi o ti accompagna qualcuno va in fumo il piano di lasciarti un pensiero sul tergicristallo o nel cestino della bici il giorno di Santa Lucia. Ma forse è meglio così, che ho paura che un regalo lasciato così da uno sconosciuto ti spaventi o ti infastidisca.
Per sicurezza faccio un altro giro attorno al parcheggio per essere sicuro che non ci sia una Clio, che in questi giorni ne vedo da tutte le parti, ma nessuna ha la tua targa.
Non c’è.
Riecco la macchina dei carabinieri, mi sa che passano tutte le sere, se mi vedono così innamorato mi ritirano la patente, meglio andar via.
Oggi, una volta rientrato dalla pausa pranzo, mi son venute le orecchie rosse. Ho dato la colpa al caldo che c’è in ufficio, invece era perché pensavo che forse hai già il moroso.

domenica 25 gennaio 2015

02/12/2014

Stasera son passato dopo il lavoro, per vederti in un giorno feriale, e per capire se la Clio può essere davvero la tua. Nel parcheggio dei dipendenti però non c’è.
Il parcheggio è quasi vuoto, così penso che magari nei giorni feriali, data la ridotta affluenza, parcheggiate in quello davanti per i clienti.
Passando davanti ti ho intravista attraverso la vetrina, hai i capelli sciolti e stai alla cassa quattro (credo), ma non riesco a inquadrarti bene per via di tutti i cartelli con le promozioni attaccati al vetro.
Sono anche troppo concentrato per emozionarmi, ho sempre troppa paura di distrarmi e prendere dentro a qualche auto parcheggiata, invece alle 18, quando stavo per staccare dal lavoro, sapendo che venivo qui ero tutto emozionato. C’è anche l’auto dei carabinieri qui davanti, mi sa che hanno fermato qualcuno che rubava, ma ti ho vista che stavi bene per cui sto tranquillo.
La tua auto (sempre che sia la Clio) non la vedo, ma vedo una bici rossa col cestello nero. E' l’unica infilata nella rastrelliera e siccome una volta ti ho vista che mi attraversavi la strada in bici penso che forse è la tua. Quindi me ne vado resistendo al forte desiderio di fare un altro giro per controllare meglio e rivederti ancora. Magari ripasso domani.
Poi a casa mentre ceno penso a te che sei lì che fai passare la merce sul lettore ottico e vorrei essere lì a farti compagnia.

sabato 24 gennaio 2015

Sognando mia madre

L’altra notte ho sognato che accompagnavo mia madre sul cimitero a far visita alle lapidi di lontani e antichi parenti. Mia mamma era vestita da Papa, con tutti i paramenti del caso incluso il cappello alto che finisce a punta. In alcuni tratti mentre si passeggiava per il cimitero camminava al suo fianco anche il Papa stesso con altri fedeli.

Mia mamma non la sogno quasi mai, per cui mi son precipitato a controllare il significato di tale sogno. 

MADRE: sognare la madre può significare ricerca di conforto in periodi di grande incertezza, inoltre la visione onirica in cui ci appare rispecchia come vorremmo che fosse.

CIMITERO: indica uno stato di apprensione e di paura inconscia che può avere origine da momenti di stanchezza o depressione, ma anche una ricerca di tranquillità associata a un desiderio di fuga dalla realtà.

PAPA: rappresenta la ricerca di una guida spirituale, specie in casi di grande difficoltà.

Praticamente al subconscio non gli si può nascondere niente.

venerdì 23 gennaio 2015

30/11/2014

Arrivo a 10 minuti alle 9 (perché una domenica ti ho vista entrare alle 9).
Aspetto nel parcheggio per vederti arrivare, per capire qual è la tua macchina. Ma non arrivi. Allora vado a controllare nel parcheggio dove mettono la macchina i dipendenti.
La Clio c’è. Secondo me è la tua. Infatti sei già entrata al lavoro. Stai spazzando vicino all'ingresso.
Io entro pulendomi i piedi nello zerbino, per farti vedere che sono uno educato, poi prendo la Gazzetta di Mantova, lo stracchino e un etto di prosciutto cotto (alla cassa dei salumi tutti chiedono il pollo arrosto ma non è ancora pronto).
Raggiungendo le casse incontro mio padre stupito di vedermi lì, gli mostro la gazzetta e gli dico che ho preso il prosciutto per me.
Vedo che sei di nuovo alle casse ma la luce della tua è spenta, me ne dispiaccio ma non voglio fare come domenica scorsa che stavi chiudendo e mi stavi mandando via ma poi hai detto “vieni, hai solo due cose”, ho paura che pensi che lo faccia apposta. E invece avrei dovuto chiederti “posso?” perché poi vedo che non stai chiudendo e da te arriva una signora col carrello pieno e me ne dispiaccio di più. Mio padre mi raggiunge all'altra cassa (ha comprato il detersivo per i pavimenti invece di quello per i piatti ma me ne accorgerò solo una volta a casa) insiste per pagare tutto lui in un conto solo, così stamattina ti ho vista praticamente solo di schiena.

giovedì 22 gennaio 2015

Litfiba, un fatto poco noto

Una mia amica si lamentava che quando è stata al concerto dei Litfiba le hanno rotto il finestrino della macchina. Le ho risposto così:
"Ahimé, questa pratica di spaccare i finestrini fuori dal concerto dei Litfiba era già molto diffusa al tempo del 17 RE TOUR (1987). A quell'epoca un fan si era lamentato ed era stato rimborsato. Sì, era andato a casa sua proprio Piero Pelù a portargli l’assegno. Poi si era sparsa la voce e tutti volevano farsi rimborsare dal loro idolo e vantarsene al bar con gli amici. Alcuni si spaccavano il finestrino apposta e poi andavano a reclamare a casa del Pelù. Certi non incassavano neanche l’assegno autografato per incorniciarlo ed esporlo all'ingresso di casa vicino alla foto della cresima. Se vai a guardare le statistiche di quegli anni i casi di finestrini spaccati aumentano improvvisamente in maniera esponenziale. In pratica a livello nazionale non si riusciva più a starci dietro con la produzione di finestrini per auto. Molti carrozzieri e altri del settore si son fatti la villa con piscina. Si voleva anche aprire un’interrogazione parlamentare a riguardo ma i parlamentari avevano troppa paura di trovarsi i finestrini spaccati all'uscita. Nella biografia del 1990 i Litfiba decisero di non raccontarlo perché il fenomeno stava pian piano scomparendo e non volevano incoraggiare nuovi casi di tale bel gesto di teppismo, infatti riguardo al 17 RE TOUR ne fanno cenno solo vagamente parlando di alcuni fatti negativi non meglio precisati. Purtroppo quando il fenomeno sembrava oramai essersi esaurito ricominciò a diffondersi con più veemenza di prima portando i Litifba allo scioglimento dato che ormai tutto il ricavato dei dischi e delle tournée andava in rimborsi e franchigie.
Ed ora purtroppo con questo tuo caso lo spettro del finestrino rotto è tornato.
Comunque i Litfiba non sono gli unici ad avere di questi problemi: ai concerti di Ligabue ti tagliano le gomme, ai concerti di Vasco Rossi ti spaccano i fendinebbia, ai concerti di Tiziano Ferro ti aspirano il gasolio. A quelli di Nek invece ti fanno il tagliando."

mercoledì 21 gennaio 2015

29/11/2014

Stamattina sono venuto a fare la spesa con mia madre. Ci siamo guardati negli occhi per un istante.
Tu non ti ricordi ma un paio di settimane fa ho cercato e incrociato due volte il tuo sguardo, abbassandolo immediatamente per non sembrare maleducato e sfrontato.
Volevo solo capire qualcosa più di te, ma mi sa che ho capito poco e niente.
Sono daltonico, ma secondo me hai gli occhi verdi.
Comunque la cassa l’ha scelta mia madre, io non c’entro, ha deciso lei di passare dalla tua.
Una volta portata a casa la mamma con la spesa son tornato qui nel parcheggio a controllare, son sempre più convinto che la tua è una Clio.

martedì 20 gennaio 2015

Il negozio di scarpe

Al negozio di scarpe la scorsa settimana mi hanno trattato benissimo, oggi invece mi hanno preso a pesci in faccia.
Non hanno proprio mezze misure.

lunedì 19 gennaio 2015

23/11/2014

Give me the flammable life
I'm cold as a match ready to strike
(Dammi una vita infiammabile
Sono freddo come un fiammifero pronto ad accendersi)
SOMETHING FROM NOTHING – FOO FIGHTERS

Arrivo alla tua cassa che stai dando il resto a una persona ma tu mi fai cenno di andare all’altra cassa. E’ perché stai chiudendo. Ma poi mi dici “dai, hai solo due cose, vieni.”
Io deposito sul nastro trasportatore la Gazzetta di Mantova, un sacchetto di Croissant confezionati e una saponetta alla lavanda. Pago con 5 €, mi dai il resto di 53 centesimi e lo scontrino.
Io dico “grazie e ciao”.
E tu “grazie a te, ciao”.
E una volta fuori gambe molli ed euforia difficile da contenere.
Poi nel parcheggio controllo le targhe con quelle che mi ero annotato quando non c’eri.
Mi sa che la tua è una Clio, ma devo verificare meglio la prossima volta, per essere sicuro.
Lo scontrino che mi hai dato lo metto in una tasca speciale del mio portafoglio.

sabato 3 gennaio 2015

IL MACCHINONE

Stanotte ho sognato che stavo andando a scuola guidando una fuoriserie decapottabile rossa. Nel sogno le mie riflessioni erano queste: troverò parcheggio? Riuscirò a parcheggiare senza far danni a cose e/o persone? Chi me l'ha fatto fare e in che stato mentale mi trovavo per spendere tutti i risparmi di una vita per quest'auto? Sono ancora in tempo a rivenderla senza rimetterci la metà dei soldi spesi perché nel frattempo si è già svalutata?

Allora mi son documentato un po' sull'interpretazione dei sogni.
L'auto rappresenta il modo in cui vorrei essere percepito dagli altri, il guidare sta ad indicare che mi sento sottoposto a giudizio, la scuola è il rimpianto di quando ero giovane e spensierato, il cattivo investimento indica che la stabilità economica mi preoccupa, l'ansia del non saper parcheggiare è il subconscio che è stanco di non riuscire a trovar la morosa.