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lunedì 16 febbraio 2015

24/12/2014

Stamattina quando mia madre mi ha chiesto di portarla a fare la spesa e io le ho chiesto se i negozi non fossero chiusi per la vigilia lei mi ha guardato stupita. Non ricordavo fossero aperti. Così son qui anche stamattina. Scarico la mamma davanti all'ingresso, parcheggio ed entro anch'io. Non ci sei, né alle casse né altrove. Aiuto mia madre a fare la spesa, poi mentre la cerco, dopo essermi fermato a prendere i limoni, la ritrovo in una corsia dove incrocio anche te. Sei appena arrivata. E’ vero, tu di solito arrivi alle 9 e noi siamo arrivati un po’ prima. Dicevo, mi vieni incontro con indosso un piumino bianco, jeans e stivaletti bassi. Cammini controllando il cellulare, spero di vederti alzare lo sguardo e salutarmi, ma alzi lo sguardo, mi vedi e non mi saluti, anche se io un piccolo cenno con le sopracciglia te lo faccio. Ecco, questa è un’altra cosa che mi butta giù, che mi fa capire che non ti accorgerai mai di me. Quando arriviamo alle casse ci mettiamo in fila davanti a quella di una tua collega, ma poi arrivi tu e la sostituisci. Hai i capelli sciolti, il solito maglione a collo alto. Per la prima volta ti vedo ridere con una cliente che ci precede, e che sembra essere una tua amica o una parente. Riuscirò mai a farti ridere così, come qualcuno con cui puoi scherzare amichevolmente? Sono troppo giù e mi rispondo di no. Io avrei bisogno di frequentarti un po’ più da vicino e molto più spesso per riuscire a creare un minimo legame, e così proprio non ci riesco. Scusa, oggi vedo tutto abbastanza nero, o forse vedo solo la realtà dei fatti. Carico gli acquisti sul nastro trasportatore e li metto nella borsa dopo che li hai fatti passare sul lettore. Alla fine andando via pronuncio un ciao che neanche senti. Oggi purtroppo va così.