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sabato 14 febbraio 2015

23/12/2014

Ho deciso di passare dopo il lavoro, giusto per vederti, perché domani non so se siete aperti, dato che è la vigilia. E poi ho voglia di vederti prima di Natale, che non so se con le feste ci sarai, e se ti vedrò. Quindi sono qui alle 18 e 20 circa.
Diversamente dalle altre volte che, passando dal parcheggio sul retro, venivo per capire che macchina avevi, stavolta entro direttamente nel parcheggio davanti e ti scorgo subito attraverso la vetrata: hai i capelli sciolti con la riga a destra e un ciuffo che ti cade a sinistra sulla fronte. Faccio un giro nel parcheggio e vedo che come al solito non c’è un posto in cui parcheggiare per osservarti, per cui faccio un altro giro passando davanti per vederti ancora. Hai l’aria un po’ stanca. Io ai dubbi di poterti un giorno riuscire a parlare e conoscere, alle probabilità che un giorno riesca almeno a strapparti un sorriso, alle considerazioni che è impossibile che un giorno tu possa provare quello che io provo per te non ci voglio pensare, voglio solo pensare che sei bella di una bellezza che proprio mi commuove, che mi fa venire quasi le lacrime agli occhi, e spero che in questi giorni di festa tu non debba lavorare, che tu ti possa riposare, che tu possa trovare qualcosa che ti porti la stessa gioia che ho io nel vederti.