Pagine

lunedì 2 febbraio 2015

06/12/2014

Stamattina son venuto alle nove dopo essere passato dal barbiere. Ieri non l’ho scritto, ma nel camerino di un negozio d’abbigliamento dove c’era uno specchio che rifletteva in un altro specchio la mia immagine di tre quarti mi son visto veramente brutto, con l’effetto cane spelacchiato in testa, la micro-mandibola, gli occhi sporgenti e un po’ ingobbito.
Ma io come potrò mai riuscire a piacerti?
Mi son buttato abbastanza giù.
Dal barbiere avrei dovuto andarci comunque oggi.
Così adesso metto 2 euro nel carrello ed entro. Guardo e ci sei. Cassa 5. Prendo la Gazzetta di Mantova, 3 scatole di lenticchie e 3 flaconi di detersivo per i piatti (che domenica mio papà si è sbagliato e ha preso quello per i pavimenti). Mi metto in coda alla tua cassa.
Ho deciso di smetterla con gli appostamenti, la cosa di lasciarti qualcosa sul parabrezza o nel cestino della bici era una scemata, quindi è inutile star qui a fare il detective, poi tanto non avresti capito o avresti preso paura. Poi magari più avanti ci ripenserò. Purtroppo questo insistere non ha senso e comincia a farmi soffrire e a pensare di rinunciare.
Mentre sono in fila il signore prima di me mi attacca la pezza sulle notizie del giornale. Cerco di parlarci invece di chiudere il discorso solo a monosillabi; anche col barbiere ci ho parlato, gli ho detto proprio la mia opinione riguardo un problema di salute che aveva, che di solito taglio corto per non ridurmi a dire le solite banalità. Chissà, forse qualcosa un minimo sto cambiando e un giorno riuscirò a dire qualcosa anche a te.
Intanto che sono in fila ti guardo, hai i capelli raccolti dietro in una coda piegata a meta che torna indietro nell'elastico, non so come si chiama quest’acconciatura. Mi piace il tuo viso, grazioso, gentile e un po’ severo, come mi piacciono le tue sopracciglia che non sono assurdamente sottili come invece si usa tenerle adesso. Hai delle belle orecchie, piccole. All'orecchio destro hai due buchi per gli orecchini ma non indossi orecchini.
Quando arriva il mio turno ti dico subito ciao, di solito non lo faccio, lo dico solo alla fine. Mi piace anche la tua voce, quel ciao che risponde al mio saluto.
Ma tu ti chiedi mai chi sono io?
Sono 5,88 euro, te li do così: una banconota da 5 euro, una moneta da 50 centesimi e 2 da 20 centesimi. Forse 88 centesimi giusti ce li avrei ma ti farei perdere troppo tempo a cercarli.
Mi dai 2 centesimi e lo scontrino e ti dico “grazie e ciao” gustando il tuo “ciao” in risposta.
Poi a casa metterò lo scontrino nello scomparto speciale del mio portafoglio.