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venerdì 23 gennaio 2015

30/11/2014

Arrivo a 10 minuti alle 9 (perché una domenica ti ho vista entrare alle 9).
Aspetto nel parcheggio per vederti arrivare, per capire qual è la tua macchina. Ma non arrivi. Allora vado a controllare nel parcheggio dove mettono la macchina i dipendenti.
La Clio c’è. Secondo me è la tua. Infatti sei già entrata al lavoro. Stai spazzando vicino all'ingresso.
Io entro pulendomi i piedi nello zerbino, per farti vedere che sono uno educato, poi prendo la Gazzetta di Mantova, lo stracchino e un etto di prosciutto cotto (alla cassa dei salumi tutti chiedono il pollo arrosto ma non è ancora pronto).
Raggiungendo le casse incontro mio padre stupito di vedermi lì, gli mostro la gazzetta e gli dico che ho preso il prosciutto per me.
Vedo che sei di nuovo alle casse ma la luce della tua è spenta, me ne dispiaccio ma non voglio fare come domenica scorsa che stavi chiudendo e mi stavi mandando via ma poi hai detto “vieni, hai solo due cose”, ho paura che pensi che lo faccia apposta. E invece avrei dovuto chiederti “posso?” perché poi vedo che non stai chiudendo e da te arriva una signora col carrello pieno e me ne dispiaccio di più. Mio padre mi raggiunge all'altra cassa (ha comprato il detersivo per i pavimenti invece di quello per i piatti ma me ne accorgerò solo una volta a casa) insiste per pagare tutto lui in un conto solo, così stamattina ti ho vista praticamente solo di schiena.