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sabato 31 gennaio 2015

05/12/2014

Oggi pomeriggio non lavoravo, così son venuto più presto.
Sono le 17.30 circa quando arrivo nel parcheggio.
In realtà anche all'una ero nel parcheggio della piazza qui vicino per vedere se uscivi per la pausa pranzo, ma non so nemmeno se c’eri, di sicuro non sei passata.
La Clio c’è, ma finché non ti ci vedo alla guida non mi sento sicuro di dire che è la tua.
Hai i capelli sciolti, la riga che li divide sopra è a destra, faccio due giri nel parcheggio perché non c’è una posizione da cui ti si possa vedere.
Domani vengo a far spesa, però sono un po’ giù. Io ci ho pensato bene e lo sapevo già da subito che non ho niente da darti in cambio, che dovrei essere qui a singhiozzare per la disperazione dato che tu non mi vedrai mai come io vedo te e che riesco a malapena a rivolgerti la parola per cui rimarrà tutto così bloccato e in sospeso per chissà quanto, finché non rinuncio.
Ma non rinuncio.