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martedì 27 agosto 2013

Ferie estive addio

Ultimo giorno di ferie, da domani si ricomincia a usare i pantaloni lunghi. Addio birre scure bevute a pranzo e sonnellini pomeridiani.
Sì, un po' mi dispiace e mi sale già un po' di ansia, anche se devo ammettere che ho contato i giorni, sperando che passassero veloci queste ferie, dato che quando non sono impegnato col lavoro mi riduco sempre a collezionare una serie di nuovi grattacapi che mi urtano i nervi e a cui non trovo soluzione, paranoie angoscianti che fra qualche tempo un po' mi verrà da riderne e un po' mi salirà la paura che si ripresentino.
Come al solito però mi sale il dubbio di non essermele godute, sarei dovuto andare più spesso al lago o in altri bei posti, avrei potuto mangiare più gelati, correre di più, passeggiare, andare in bici (che quest'anno proprio è rimasta appesa al muro), fare tutte le cose insomma che mi ero prefissato di fare prima che queste benedette ferie cominciassero e che poi per pigrizia e mancanza assoluta di entusiasmo non ho fatto.

Aspirapolvere

Stamattina uscendo per andare a prendere il giornale noto un'auto parcheggiata sulla strada di fianco a casa mia, passandoci accanto vedo che in auto c'è una ragazza che mi guarda con l'espressione un po' sconvolta. Trovandosi in un punto della strada lontano da cancelli d'ingresso desumo che non stia aspettando che esca qualcuno dei miei vicini, e in più per me ha appena smesso di piangere, mi dico: questa qua è appena stata lasciata dal moroso e si è fermata in una via a caso per piangere, sfogarsi e riprendersi un po', anzi no, il suo moroso la picchia (quel bastardo!) e lei non sa più che fare. Vediamo, se quando torno a casa è ancora lì magari le chiedo se ha bisogno. Quando torno è ancora lì. Mi dico: prima di fare figuracce chiediamo a mamma se la conosce che magari è solo una vicina che si fa gli affari suoi.
Appena entro mia mamma mi anticipa: Angelo, se suonano non aprire o di' che non ci sono, ho preso appuntamento alle 9 con una rappresentante di aspirapolvere, ma le avevo già anticipato che forse non c'ero, ho avuto mal di schiena tutta notte e non ce la faccio a riceverla.
Mi arrabbio un po': perché cacchio ha preso appuntamento per poi far dire che non è in casa? (Solo più tardi realizzerò che probabilmente la rappresentante è stata talmente insistente che lei alla fine ha ceduto). Comunque capisco che la ragazza che ho visto fuori in auto deve essere la rappresentante, infatti tempo due minuti e suonano alla porta, sono le 9 in punto.
Vado ad aprire, mi ha visto entrare, far finta di non essere in casa oltre che vigliacco sarebbe anche patetico. Apro, è lei, mora, sui vent'anni, è pure carina.
E mo' che mi invento.
Lei: buongiorno, avevo un appuntamento con la signora...
Io: ehm, non c'è! E' all'ospedale! (che è brutto da dire ma dovevo inventarmi qualcosa che giustificasse il fatto di non sapere quando sarebbe rientrata).
Lei fa uno sguardo basito e perplesso (tipo quello di Arnold che dice "che cavolo stai dicendo Willis?!" nel celebre telefilm).
Io: ...per una visita, niente di grave.
Lei: ma aveva detto alle 9, io avevo anche già avvertito in ditta.
Io: eh, non so... a me non ha detto niente. Mi dispiace.
In realtà mi dispiace veramente, mi metto nei suoi panni, quelli di una giovane che magari per raggranellare qualche soldo per pagarsi l'università si riduce a fare questi lavori meschini in cui ti devi sbattere tanto e poi ti pagano una miseria e devi anche imparare a imbrogliare la gente pur di vendere il prodotto.
Allora le dico: mi dia il suo numero che quando torna magari la faccio chiamare.
Me lo dà.
Aggiorno mia madre nel caso si rifaccia viva e vado in piscina.
.
Solo più tardi ho realizzato che sono riuscito a farmi dare il numero da una bella ragazza, che per l'impegno che ci ho messo quest'estate a cercare la morosa mi sembra anche un'ottimo risultato. Tempo fa dicevo: basta, io ho già fatto abbastanza, adesso devono essere loro a venirmi a suonare alla porta.

P.S.: comunque si è ripresentata a mezzogiorno (io non c'ero) e mia mamma ha ripreso appuntamento per domani alle 10.

mercoledì 21 agosto 2013

21 agosto 1977

All'ingresso della piscina striscio la tessera per passare dal tornello. Lo sapevo, come previsto la macchina si è accorta e sul piccolo display appare la scritta "buoncompleanno". Mi dico "meno male, una cosa sobria, nessuno capirà" e invece dal piccolo altoparlante, dopo la classica voce pre-registrata che dice "OK" annunciando la lucina verde e la possibilità di accedere, mi coglie impreparato il successivo  "BUOOOOON COMPLEANNO!!!".
Mi imbarazzo, due signore nella zona "cambio scarpe" un po' interdette dicono "ah, buon compleanno, happy bithday" e io "ehm, grazie!". Loro non lo sanno che a questo punto la morosa non la trovo più.

martedì 13 agosto 2013

Yoda



L'operatore ecologico che passa a raccogliere la carta, davanti a un origami così brutto piazzato in cima al bidoncino, capisce subito che è opera di uno che non ha la morosa e si trova a dover scegliere tra far finta di niente e andare avanti o chiedere un mese d'aspettativa per riflettere sull'accaduto.

P.S.: giusto per chiarire, l'origami l'ho fatto io ma non sono un fan di STAR WARS.

lunedì 12 agosto 2013

Matrimonio (parte II)

...bellissimo anche il matrimonio in cui un parente (di solito lo zio anziano che non ha mai trovato la morosa), in preda all'euforia e ai fumi dell'alcool, si spoglia nudo e improvvisa una danza della fertilità sulle tavole imbandite collassando infine sulla torta nuziale.

I bambini che assistono, non sapendo come elaborare tale scena, interiorizzeranno sub-consciamente il trauma e non combineranno mai nulla di buono nella vita.

domenica 11 agosto 2013

E perdo te

E perdo te, inesorabilmente, ogni volta, senza neanche farci l’abitudine. Mentre mi strazio a raccogliere le briciole del mio tempo sprecato, mentre cerco riparo dai rimpianti e dai “perché? perché? perché?”, mentre penso che non c’è soluzione e torno a prendere confidenza col sapore amaro della parola “mai”. E’ solo vita che scappa via. La TV trasmette in seconda serata le repliche dei miei film mentali, non li guarderà nessuno, nemmeno io, e vado a letto presto. Dopotutto sono solo il piccione che si credeva una fenice, nessuna rinascita dalle proprie ceneri, solo un abbiocco da cui destarsi per scoprirsi ancora solo. E mi dico “fa niente” quando invece dovrei dire “fa male”.

domenica 4 agosto 2013

Caldo

Avete presente quando nei film c'è una casa in fiamme, una donna fuori disperata che grida perché il figlio è rimasto imprigionato dentro e arriva l'eroe di turno che si mette una coperta bagnata sulle spalle ed entra per salvarlo. Ecco, oggi per uscire di casa c'era da organizzarsi così. Se chiudevi gli occhi ti sembrava di sentire il crepitio di un camino acceso, quel bel crepitio che ti sembrava proprio di esserci dentro al camino acceso.

P.S.: mi sono offeso perché nessuno ha commentato il video con i miei origami.