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lunedì 30 dicembre 2013

VINCENZO IACOPONI – UNA BIOGRAFIA INVENTATA

Tutto ciò che è qui di seguito descritto corrisponde a verità.
Non è vero, ma vi prego di far finta che lo sia, così facciam bella figura tutti.

Vincenzo Iacoponi nasce a Civitavecchia il 9 febbraio del 1934 in una splendida giornata di sole, e fin qui non ci piove. Da subito i genitori si accorgono delle sue straordinarie doti: è il bambino con lo sbadiglio più contagioso del mondo, quando sbadiglia lui sbadigliano tutti nel raggio di 120 km. Sbadiglia come un orso, spalancando le fauci tipo boa che cerca di ingoiare la preda. Per queste qualità viene tenuto d’occhio dai servizi segreti e dalle forza armate, in particolare dai marines, che progettano di sfruttare le sue qualità negli scenari di guerra, obiettivo: impiegarlo per far slogare la mandibola ai nemici.

Dal 1940 al 1944 frequenta le elementari. A scuola impara tutte le tabelline tranne quelle del 7, dell’8 e del 9, ciononostante, interrogato a riguardo dalla maestra, risponde gridando i risultati sbagliati delle operazioni matematiche con tono talmente convinto da mettere a disagio l’insegnante stessa a un punto tale da insinuarle il dubbio che sia lei a ricordarsi male e a farla correre a controllare sui libri e, sopraffatta, a correggerli con la soluzione gridata dal bambino. In breve i risultati gridati dallo Iacoponi soppianteranno quelli dei libri di testo, anche la tavola Pitagorica verrà riscritta, ad esempio fino ad allora 7 per 7 faceva 46, dall'avvento di Iacoponi fa 49 fisso per tutti i paesi a livello mondiale.
Un giorno, in un tema di italiano, scrive asino con l’acca (hasino) ma la maestra stavolta non si convince, un conto è intimidirla urlando, un conto è scrivere sbagliato nero su bianco. Scrivere asino con l’acca era un vizio che avevano tanti bambini a quei tempi, era un trucchetto per far innamorare le bambine benestanti che avevano il sogno romantico di prendere come marito un uomo ignorante che nella vita non avrebbe mai combinato niente, dilapidando impunemente il patrimonio di famiglia; in genere si puniva l’alunno che aveva fatto l’errore ortografico caricandogli sulle spalle un asino adulto, poi lo si faceva girare per tutte le altre classi che lo scherzavano a turno. Altra bella punizione nelle scuole in quel periodo era far inginocchiare sui ceci i più indisciplinati, lo Iacoponi sviluppa subito una resistenza tale da farlo esibire come fachiro nelle piazze, comincia con i ceci per passare alla ghiaia, ai vetri rotti ed infine alle braci roventi; come attività extra scolastica è molto bella anche se i parenti non sono molto contenti di avere un fenomeno da baraccone in famiglia, un conto è esibirsi all'interno delle mura domestiche, un conto è esibirsi in piazza davanti a un folto pubblico che grida “bravo!”, per cui per un certo periodo meditano di venderlo al circo, poi gli concedono di esibirsi purché lo faccia con uno pseudonimo e nei paesi limitrofi in cui nessuno lo può riconoscere.
Diventa campione regionale di cavallina saltando 2300 compagni di fila, il record viene annullato quando si scopre che sono stati utilizzati anche bambini presi dall'asilo vicino.
Come era usanza in quel periodo mangia pane e frittata tutte le mattine a colazione sviluppando il pianto del coccodrillo ovvero la lacrimazione in fase digestiva.
Durante la vaccinazione antivaiolosa sviene, appena ripresosi si rimette in fila per riceverne un’altra, gli era piaciuta troppo.

Nella primavera del 1943 passa tutte le malattie infettive infantili in un solo giorno, gli orecchioni gli durano un quarto d’ora.

Nel 1956 subisce un rapimento alieno, gli extraterrestri lo portano sulla loro astronave e gli mostrano la fonte rinnovabile che utilizzano per la propulsione: un somaro che gira intorno ad un palo inseguendo una carota. Il somaro alieno è un animale intelligente al punto tale che ha capito che è meglio fare un lavoro di fatica e riservare le proprie energie mentali esclusivamente per fare dei bei ragionamenti d’amore con la fidanzata, lo Iacoponi, scosso da questa scoperta, decide di fare lo stesso, pianta lì gli studi e cerca un impiego di fatica.

Nel 1957 inventa il coro da stadio, prima non esisteva, al massimo c’era uno che si alzava dalle tribune gridando “VIVA MILAN!” o “INTER ALÉ”. Durante i mondiali di Svezia del 1958, sentendo uno dei suoi cori, Pelé sbaglia un goal facile a porta vuota.

Nel 1960 viene impiegato come controfigura di Marcello Mastroianni di schiena nella scena della fontana de “La dolce vita”, Mastroianni avendo la scoliosi si vergognava a farsi inquadrare da dietro.

Nel 1980 pubblica il romanzo di formazione Tutti dicono “grazie al cazzo!”

[conoscete Vincenzo Iacoponi? Un giorno ci daremo reciprocamente del testa di minchia nei commenti di un blog di terzi, ma solo per attirare l'attenzione.]

Ecco il seguito scritto dallo Iacoponi stesso (che trovate anche nei commenti):

(Seguito alla prima puntata)
Al liceo lo chiamavano"Iacopenzo", un po' per via dello Iacoponi, cognome paterno ereditato di diritto un po' per i resti del Vincenzo, dove il Vinc s'era perso per strada, e poi perché durante le lezioni rimaneva in apnea minuti e minuti e dovevano intervenire i pompieri per la ventilazione branchiale. Allora le ragazze dicevano: lui sta pensando. Qualche suo rivale in amore insinuava che le ragazze lo sapessero bene, dato che anche nei momenti in cui si trovavano sole con lui non avveniva niente altro che questo sonoro pensamiento, ma si sa che i rivali in amore raccontano solamente coglionate, si sa.
All'Università gli capitò di innamorarsi (e di fare innamorare di sé) Enrichetta S., figlia e nipote dei due massimi dermatologi dell'epoca passata e futura della Roma bene benissimo. Enrichetta lo invitò al suo compleanno nella sua villa ai Parioli -e dove sennò?- e ce lo fece accompagnare col suo macchinone e l'autista. Dopo circa due ore di stronzate infinite al nostro Vincenzo venne voglia e urgenza di pisciare. Si perse nei meandri di corridoi di quella specie di castello e fu tratto in salvo dall'intervento volante di Enrichetta, che aveva organizzato una squadra di soccorso per rintracciarlo. Lei lo accompagnò nel suo bagno personale e ce lo chiuse dentro, rimanendo fuori a montare la guardia.
Era una stanza immensa piena di specchi, anche sul soffitto, per cui chi avesse voluto cacare avrebbe potuto vedere in formato gigante il proprio buco del culo su quattro pareti e sul soffitto, nonché osservare il precipitare dello stronzo non verso il basso come nei comuni mortali, ma verso l'alto, come per una ascensione verso l'infinito. Vincenzo nascose il pisello a fatica tra le sue mani e pisciò nel lavandino.
Scelse di fare il servizio militare come AUC, non indiano, ma allievo ufficiale di complemento a Lecce. Ne uscì a razzo per andare a continuare alla scuola di artiglieria di Bracciano. Di lì, conquistata la stelletta agognata fu scaraventato nel Friuli in un reggimento del cazzo, dove si annoiò a morte. Ma lì conobbe la donna della sua vita, che ebbe il coraggio di sposarselo e ancor oggi piange su quella incredibile decisione. Dal giorno delle nozze non furono più soli, perché Vincenzo ci aveva preso gusto e la sua signora anche, così misero al mondo quattro marmocchi scassacazzo, che lo scassano abbondantemente ancora adesso.
Da quando è arrivato in Germany il nostro eroe si sente come un conquistatore di orizzonti sconosciuti. Ha fatto e fa un po' di tutto, meno che il barbone, ha fatto e fa tutto.
Ogni tanto scrive, ogni tanto dipinge, ogni momento rompe i coglioni, come sostengono i suoi figli, la stragrande maggioranza dei suoi nipoti, e tutte le sue amiche di web.
Gli amici di web invece sono tanto carini e ne hanno già scritta una biografia.
Il nostro Vincenzo pensa che in futuro scenderanno a Roma delle masse di pellegrini a trovare questo Papa o il prossimo, portando striscioni multicolore con su la scritta " SANTO SUBITO". Vincenzo pensa che sia il minimo contributo che questa Umanità gli debba, veramente il minimo.

martedì 24 dicembre 2013

Derrick

Nei telefilm americani gli uomini dormono quasi sempre a torso nudo, anche d’inverno. Il riscaldamento lo tengono sempre al massimo, poi frodano il fisco e si indebitano con la mafia locale per pagare le bollette. Glielo insegnano fin da piccoli, fa parte del sogno americano.
Per quanto riguarda l’abbigliamento da sonno, io mi ispiro molto all'ispettore Derrick, lui si metteva sotto le coperte con l’impermeabile, con la pistola sotto il cuscino per difendersi dagli assalti sessuali della moglie (nella serie queste parti sono state tagliate in post-produzione), poi nell'ultimo episodio (mai andato in onda) le spara a bruciapelo e ne occulta il cadavere, diversamente dall'ispettore Colombo che invece spara a sua moglie già nella puntata pilota, poi per tutta la serie la cita per farsene beffe.
Pochi sanno che per via di un errore del tecnico di scena che caricò la pistola con pallottole vere, durante il girato l’attore che interpretava il celebre ispettore Derrick si sparò nello scroto. La pallottola entrò ed uscì, per cui grossi danni non dovrebbe averne fatti, però siccome lo pagavano in nero e non aveva copertura assicurativa gli hanno fatto un bendaggio improvvisato e l’han mandato a casa; se gli moriva sul set finivano nelle grane.
Le autorità sapevano che l’attore frodava il fisco ma non l’hanno mai indagato perché il telefilm era troppo bello e volevano vedere come finiva, stessa cosa per il cane Rex, non aveva tutte le vaccinazioni ma l’hanno lasciato recitare ugualmente.

domenica 22 dicembre 2013

Forzare le cose. Sbagliare tutto. E subito.

"Dalla tua risposta speravo di ottenere maggiori cenni biografici, a questo punto, per fare prima, me li invento io: sei fidanzata e convivi con un rugbista (2,10 metri d’altezza per 120 chili di peso vivo) che gioca come seconda linea nel Roccia Rugby, come uomo sarebbe perfetto se non fosse che ha il vizio di sbadigliare a tutta bocca in mezzo alla gente. Sì, appena gli scende un po’ d’abbiocco spalanca a 360 gradi le fauci e barrisce come un elefante, per il resto è O.K.. Hai anche un figlio di 6 anni che ha la passione per il rap, gli piacciono Fabri Fibra, Fedez, Emis Killa e i Club Dogo, tutta gente che ha conseguito il diploma in agraria, infatti, pochi lo sanno, ma se non hai quel diploma lì nell'ambiente del rap vieni escluso, anche Eminem è perito agrario e ha un master in mungitura bovina, per cui come artista direi che è completo.
E adesso ti faccio un breve riassunto dei miei ultimi anni raccontati anche nella mia autobiografia "E comunque sono cazzi miei" che presto uscirà nelle librerie: un paio di anni fa, accortomi che i miei colleghi non mi chiedono più come sono andate le ferie che puntualmente non faccio mai, con un colpo di coda decido di partire per il Perù, e dato che non ho la fidanzata, e che anche questo è un grosso problema, scelgo uno di quei viaggi organizzati in cui ti trovano la fidanzata tra le ragazze nubili del posto. In Perù mi trovo malissimo, non mi piace niente, e anche le ragazze che mi propongono sono tutte bruttissime. Per non fare la figura del coglione che ha speso un patrimonio per non concludere niente senza nemmeno divertirsi, faccio buon viso a cattivo gioco, e pagando un extra all'agenzia ottengo di farmi sposare con l'unica tra le brutte che riesce a battermi a morra cinese. Appena sposati partiamo per l'Italia, giunto a Malpensa mi accorgo però che mi hanno smarrito un bagaglio, proprio quello in cui avevo nascosto la mia novella sposa per risparmiare sul viaggio di rientro, ma anche per non fare la brutta figura dello scapolone sfigato che va all'estero a cercar moglie perché in Italia nessuna lo vuole; poi lei, senza permesso di soggiorno, una volta in Italia avrebbe chiesto asilo politico senza dare motivazioni. Nei giorni seguenti, mentre attendo che mi ritrovino il bagaglio, scopro che il matrimonio celebrato da un tour operator non è valido in Italia, un po' sono amareggiato e un po' tiro un sospiro di sollievo, perché il sospetto di aver fatto un'enorme cazzata mi si era palesato frequentemente. Dopo due giorni mi arriva un cablogramma della mia "moglie" peruviana in cui mi dice che per un errore di smistamento è finita a Montreal, che non mi ama più e che ha deciso di passare il resto della sua vita con un tizio del posto, un giovane canadese scappato di casa. A questo punto corro a chiedere in sposa la professoressa di diritto e finanze delle superiori, sì, quella piccola e tracagnotta che quando spiegava gli si faceva la bava agli angoli della bocca, ma durante la prima notte di nozze mi rifiuto di consumare il matrimonio, avrei accettato di farlo solo sotto la minaccia di un’arma da fuoco, lei per fortuna non ha il porto d’armi; lei allora chiede l’annullamento, anche di fronte alla sacra rota. Io pretendo l’affidamento dei bambini, che però non abbiamo ma fa figo dirlo. Il papa mi scomunica perché sposare la propria professoressa di diritto dalla chiesa cattolica è considerato un atto contro natura. E qui mi fermo perché non vorrei svelarti troppo. Scusa se ho scritto poco. Ciao, stammi bene."

[la parte sul Perù l'avevo già citata in risposta a un commento sul mio blog, di solito non riciclo le cose che scrivo ma questa la riciclo spesso perché è bella e fa volume]

sabato 21 dicembre 2013

Un libro che rileggo volentieri: American Gods di Neil Gaiman

"Va da sé che tutte le persone, vive o morte, nominate nel libro, sono frutto della mia immaginazione, oppure usate in modo immaginario. Soltanto gli dèi sono reali."
(dal libro American Gods di Neil Gaiman)

Neil Gaiman ha le chiavi d'ingresso per tutte le storie, di conseguenza è uno degli scrittori più potenti del pianeta.

giovedì 19 dicembre 2013

In ufficio manca poco a Natale

Io, raccogliendo un sacchetto da una scrivania, ricordandomi che il cibo non va sprecato (che al mondo c'è gente che muore di fame) e fingendo di essere Bear Grylls: "ecco, guardate qua, dei lupi hanno squarciato un'offella d'oro (dolce natalizio tipo pandoro). Vedete? Hanno lasciato solo la parte inferiore troppo bruciacchiata. Guardate, sembra un orribile pezzo di pneumatico. GNUNF GNUNF, mmh, è commestibile! E' un po' amara ma se riesco a metterla in bocca insieme alle briciole di zucchero e mandorla rimaste sul fondo diventa una prelibatezza, GNUM GNUNF. Ecco, raccolgo gli ultimi residui facendo attenzione a non farli cadere sulla moquette. Ecco fatto, ora la poltiglia che ho ingollato andrà a depositarsi nell'intestino e lì cementificherà rilasciando gradualmente sostanze nutritive, per una settimana dovrei essere a posto, non avrò più bisogno di mangiare!".
Tutto ciò nella totale indifferenza dei colleghi.

martedì 10 dicembre 2013

L'uomo più educato del mondo

L'uomo più educato del mondo, entrando nel Guinness dei primati, chiese "è permesso?".

lunedì 9 dicembre 2013

Tasse

La giunta comunale del mio paese ha deliberato che quest’anno le tasse tipo la tassa sui rifiuti e l'addizionale IRPEF saranno tutte solo a carico dei contribuenti anziani over 70 con la pensione minima.
Come soluzione mi sembra sensata. L'anziano va stimolato, se no si lascia andare e perde entusiasmo nella vita, così gli si manda la mega-bolletta e contemporaneamente gli si stacca le utenze di luce e gas.
La prima reazione dell’anziano che si trova davanti una botta di bollettino con centinaia di migliaia di euro da pagare è quella infatti di correre a infilare le dita nella presa della corrente o a mettere la testa nel forno col gas aperto al massimo. Esso però, tempo qualche giorno dal bello spavento iniziale, sentendo l'incombere della scadenza comincia a reagire, e in breve passa dal correre a impegnare gli ori di famiglia e a fare l'elemosina davanti alla chiesa, al fare le rapine fatte bene in banca e negli uffici postali urlando alla cassiera "dammi tutti i soldi o ti faccio saltare le cervella lurida puttana!". La sera poi si organizza con altri anziani in macchine da sei e va a fare razzie tipo gli Unni nelle villette dei comuni limitrofi.
Raccolta la somma necessaria paga e torna a lamentarsi dei dolori come faceva prima.
Quest'anno per la prima volta il bilancio dovrebbe chiudere in attivo.
L’’anno scorso invece non ha funzionato perché si è pescato a sorte un solo cittadino che pagasse tutto, appena saputolo però il malcapitato si è legato un masso al collo e si è gettato nel fiume Mincio. Tratto in salvo da un nucleo di nutrie rieducate sentinelle-bagnine presso i Lidi Ferraresi, il povero sfortunato è stato soccorso dai suoi compaesani ed eletto sindaco ad unanimità per simpatia. Poi i soldi si sono raccolti comunque un po' facendo una grande colletta, un po' facendo finte raccolte fondi tipo quella per l'alluvione del '98 in cui un centinaio di cantine finirono sommerse e migliaia di salami furono perduti e poi ritrovati alle foci del Po, oppure chiedendo contributi statali a fondo perduto per la costruzione di un palazzetto dello sport che poi si è tirato su con la carta pesta per far risultare qualcosa e fatto bruciare poi in una notte, prima che la magistratura indagasse. Come paese siamo molto unito, per cui una soluzione la si trova sempre.

domenica 8 dicembre 2013

Retronebbia

Ho pensato a quanto è facile perderti ormai, alla voragine di anni che mi lascio alle spalle (che anche a spiegartelo questo vuoto non lo capiresti mai), al presagio di un posto lontano freddo e buio, e alle verità che non mi dirai. Ma ero in macchina e c'era buio, la nebbia fitta e i miei occhi aggrappati alla riga bianca che a tratti spariva; e non ho pianto.

giovedì 5 dicembre 2013

Una buona reputazione

Una vita spesa a crearsi una buona reputazione e poi per una banale distrazione rischi di compromettere tutto. Mamma, tanto vale dirlo subito che vai con le amiche a rubare il rame nelle centraline ENEL.

lunedì 2 dicembre 2013

OROSCOPO FATTO SENZA PRENDERSI LA BRIGA DI CONSULTARE LE STELLE

ARIETE - Oggi vi chiama una signorina che fa sondaggi telefonici, voi la riconoscete subito: è la vostra ex-morosa che chiama solo per sentire ancora la vostra voce, però non glielo dite per non offendere. Terminata la telefonata appendete la cornetta e vi mettete a piangere come dei cretini, poi chiamate la vostra ex spacciandovi per un produttore di olio d’oliva che ha il rappresentante in zona che può passare a farlo assaggiare, lei dice “no, grazie”. Andrete avanti a chiamarvi spacciandovi per altri per una settimana poi vi metterete di nuovo insieme.

TORO - Per un difetto il vostro lettore MP3 riproduce i brani al contrario, vi accorgete così che l’ultima canzone di Lady Gaga, ascoltata al contrario, è un inno a Satana e istiga al rapporto carnale non protetto con le salamandre, allarmati vi precipitate ad informare i giornali. Nel giro di un mese il singolo ascoltato al contrario bisserà il successo dello stesso singolo ascoltato per il verso giusto.

GEMELLI - Oggi il digitale terrestre vi manda fuori di testa, su tutti i canali appare la scritta “nessun segnale”, uscite di casa e vi accorgete che una cicogna ha nidificato sulla vostra antenna. Fuori dai gangheri cominciate a inveirgli contro e a sacramentare. Gerry Scotti, che passa di lì per caso, vi nota e vi invita a partecipare al suo nuovo programma in cui i concorrenti si offendono vicendevolmente a morte e si sputano in faccia.

CANCRO - Oggi il vostro partner vi inviterà a fare una gita fuori porta, in realtà si tratta di un misero espediente per obbligarvi a scendere a buttare la spazzatura.

LEONE - Con Mercurio in aspetto dissonante nel segno del Leone oggi non c’è storia: troverete il rosso a tutti i semafori, i passaggi a livello con la sbarra abbassata, gli ascensori guasti, i gabinetti occupati. Rassegnatevi a tenerla.

VERGINE - Oggi si presenterà alla vostra porta una persona: è l’anticristo. Spacciandosi per un venditore di aspirapolvere vi chiederà il permesso di fare una dimostrazione, voi invitatelo ad entrare, offritegli un caffè e quando meno se l’aspetta versategli un bicchiere d’acquasanta giù per il coppino*.
(*collottola)

BILANCIA – Oggi vi verrà consegnato il premio Oscar come miglior attore non protagonista. Sì, siete stati ripresi a vostra insaputa in una scena di massa dell'ultimo film di Tornatore mentre in un angolo vi togliete i capperi dal naso. I critici cinematografici sono rimasti entusiasti dalla vostra interpretazione. George Clooney vi ha scritto una mail per complimentarsi.

SCORPIONE – Oggi verrete a sapere che i viaggi nel tempo sono possibili, in un dipinto del quattrocento rivenuto di recente è infatti raffigurato il garzone di un maniscalco che indossa la maglietta del Manchester United e gioca con la Wii. Contenti riferirete la notizia a chiunque, anche fermando la gente per strada. Verso sera la notizia viene smentita, il dipinto era un falso fatto da un artista burlone per prendere in giro i soliti creduloni. Voi non ditelo a nessuno, se qualcuno ve lo rinfaccia fingete di non ricordare o al limite smentite tutto tramite twitter.

SAGITTARIO - Tutti i latticini presenti nel vostro frigorifero oggi improvvisamente scadranno, non allarmatevi troppo, è solo colpa del tempo che passa.

CAPRICORNO – Oggi verrete contattati da alcuni ex compagni di classe del liceo che stanno organizzando una cena. E’ una nuova truffa, sapendo che siete andati alla cena poi vengono a svaligiarvi la casa. Il 90% dei capricorno comunque non è mai andato oltre la scuola dell’obbligo, se appartenete al restante 10% fatevi furbi, dite sì ma poi aspettateli in casa con un bastone.

ACQUARIO - Il vostro vicino di casa scoprirà di essere allergico al glutine, per solidarietà mangerete la pasta con la forchetta listata a lutto.

PESCI - Oggi verrete svegliati dal campanello, spiando dalla finestra vi accorgerete che la vostra casa è circondata da un mare di gente strana. Il prete della vostra parrocchia si è stancato di sentirvi russare durante l’omelia, pertanto ha messo una taglia su di voi: chi riuscirà a convertirvi ad un altro credo riceverà una lauta ricompensa.

martedì 26 novembre 2013

Note disciplinari

I miei colleghi che hanno figli in età scolare si lamentano che al giorno d’oggi non c’è più disciplina. I compagni di scuola dei loro figli ne combinano di tutti i colori, non hanno più rispetto per nessuno, si comportano da veri teppisti, minacciano candidamente i professori che li vogliono interrogare, scherzano il preside, si fanno beffe dei genitori.
Ai nostri tempi noi non eravamo così esagitati, eravamo molto più tranquilli. Certo, qualche nota ogni tanto la si prendeva, eccone alcune:

Gli alunni Angelo G., Piero D. e Enzo N. tentano una rapina al Banco Ambrosiano durante la ricreazione, interrogati si rifiutano di rivelare il nome del complice all'interno della banca.

L’alunno Angelo G. si fa fucilare da un plotone formato dagli alunni maschi di un’altra classe pretendendo la benda sugli occhi. I genitori sono stati avvisati di venire a ritirare la "salma" in presidenza.

Il bambino Angelo G. manda in classe un sosia di se stesso acquistato al mercato nero affinché si sottoponga all'interrogazione di storia al posto suo. Il sosia, dal taglio degli occhi e dalla carnagione, si capisce che è indonesiano, però è pettinato come lui.

L’alunno Angelo G. cerca di vendere armi all'Iraq durante il compito in classe di religione.

L’alunno Angelo G. si sposa clandestinamente con una bambina sovietica (qui in Italia per un progetto di scambio culturale) con lo scopo di farle avere la cittadinanza italiana, anche se lei non la voleva.

Angelo G. esercita in classe la professione di medico neurochirurgo pur non avendo l’abilitazione, due maestre si sono fatte operare di ernia al disco, si attende decorso post-operatorio.

Durante la lezione di scienze l’alunno Angelo G. crea un buco nella materia, il suo compagno Alex D. ci cade dentro, al momento risulta ancora disperso.

Durante la lezione di ginnastica l’alunno Angelo G., allontanatosi per recarsi al gabinetto, viene sorpreso dalle guardie forestali mentre tenta di deviare il corso del fiume Mincio.

L’alunno Angelo G. fa brillare un ordigno della seconda guerra mondiale trovato scavando nel cortile durante la ricreazione senza preoccuparsi di far preventivamente evacuare l’area.

venerdì 22 novembre 2013

Giorgia

Ho pensato all'amore che non mi ha mai visto
che abita in via non si sa
nella città dove solo lei esiste
"non è qui" mi hanno detto
"si è dissolta nella brina"
non fa niente
non c'era neanche prima.
(Tiziano Sclavi)

Che anno era, il 2000? Non mi ricordo neanche quello, come non mi ricordavo più di te.
Avevo recuperato il tuo numero appuntato su un biglietto almeno un anno prima, conservato, senza ricordarmene, nel portafoglio. In quell'estate disperata avevo più volte composto quel numero e ogni volta un messaggio mi aveva avvertito che l’utente non era raggiungibile. Forse scrissi qualche messaggio senza ricevere risposta. Mi rassegnai.
Qualche settimana più tardi era già autunno e un bel sabato pomeriggio ti incontro mentre faccio il mio abituale giro in città. Torni da una passeggiata a spasso col cane e sei tu che mi fermi e mi saluti per prima. Eri una delle super-secchione della classe, mi aspettavo che stessi proseguendo gli studi in psicologia e invece mi dici che ti sei diplomata in fisioterapia, che vivi a Padova e torni a Mantova solo nei fine settimana per aiutare tua madre nel suo negozio di abbigliamento. Eri un tipino simpatico e allegro, come mai non mi sono innamorato prima di te? Mi dici che hai cambiato numero, mi dai quello nuovo senza che sia io a chiedertelo. Parliamo per almeno un quarto d’ora, un record, che io quando incontro degli ex compagni di scuola taglio corto, saluto e me ne vado, e invece di te ho un buon ricordo. Ti dico che, oltre a lavorare come impiegato nella solita ditta, faccio parte di una compagnia teatrale (ah, i tempi andati in cui cercavo di tenere la mia vita sui binari), ti spiego che sono solo quello che pigia play per far partire le musiche di un musical, e qualche giorno più tardi mentre sono fuori da un teatro prima dello spettacolo in un paese della provincia bresciana tipo Leno o Viadana Bresciana, sentendomi solo, che lì tutti si portano dietro amici e parenti e io invece non ho proprio nessuno e con gli altri del gruppo non è che abbia stretto amicizia, ti scrivo un sms con la scusa che c’è poco segnale, che sono nel buco del culo del mondo. Ma anche se ci fosse il segnale dovrei schiarirmi la voce venti volte prima di chiamarti, che mi si strozza la voce per l’emozione e non so bene cosa dire. E tu, incredibile ma vero, mi rispondi, mi fai un simpatico in bocca al lupo. E io son contento.
I ricordi poi si fanno più confusi, sono venuto a scambiare quattro chiacchiere un paio di sabati nel negozio di tua madre che, con l’approssimarsi delle festività natalizie, era sempre superaffollato; giusto cinque minuti a parlare, e l’ultima volta era quasi natale perché ricordo che avevo in tasca una di quelle campanelle elettroniche che se le schiacci parte un middle di canzoni natalizie, e io l’ho fatta partire tenendola nascosta in tasca, giusto per farti ridere. Il resto non lo ricordo, forse hai smesso di rispondere ai miei sms, forse hai smesso di andare in negozio da tua madre.
E ora, qui, a distanza di tanti anni, in questo presente, ti rifai viva, e forse questo maledetto facebook per una volta mi servirà a qualcosa.

giovedì 21 novembre 2013

LETTERA D'AMORE SINTETICA

Amore, voglio baciarti sotto la luna.

(In caso di maltempo o altri imprevisti (luna nuova, eclissi, fagiani* etc.) l’evento è da considerarsi rimandato a data da destinarsi.)

*Sì, scusami, con un fagiano che ci osserva non riesco ad avere la tranquillità e la serenità giusta per baciarti con la dovuta passione, poi il fagiano si nasconde dietro una piantina dal tronco sottilissimo e crede di non essere visto solo perché da lì dietro lui non vede noi e a me scappa da ridere. Lui vedendo noi si intristisce perché non è ancora riuscito a trovare l’amore della sua vita e si getta tra le braccia del primo cacciatore di frodo che passa.

martedì 19 novembre 2013

Lui vs Lei

Lei – Basta non ce la faccio più, ti lascio!
Lui – No, amore, non farlo. E’ perché non mi lavo? Ti prego non lasciarmi, ti prometto che mi laverò tutti i giorni e non più una volta al mese come prima!
Lei – Va bene, allora non ti lascio.
Lui – Però vorrei precisare che ero già così quando ci siamo fidanzati, non puoi pretendere ogni volta di cambiarmi a tuo piacimento, andando avanti di questo passo finirà che dovrò tagliarmi le unghie dei piedi più di una volta all'anno (in officina mentre aspetto che mi facciano il tagliando alla macchina). E comunque il mio grande amore è Jessica Alba, tu sei solo un ripiego temporaneo.

venerdì 15 novembre 2013

Antipatico

Sono una di quelle persone talmente antipatiche che appena le vedi ti vien voglia di dargli fuoco, per questo quando c’è da fare benzina preferisco il self-service, stazionare nei pressi di un benzinaio con una considerevole quantità di liquido infiammabile a disposizione non è sicuro.

lunedì 11 novembre 2013

ORIGAMI LAND - EPISODIO 07

Pubblico in ritardo di un giorno, stavolta per colpa mia. Per mantenere i soliti standard di bruttezza mi sono prefissato di ridurmi sempre all'ultimo a cercare uno straccio di idea per proseguire la serie, stavolta forse ho esagerato e mi sono ridotto un po' troppo all'ultimo, poi ci sono stati anche alcuni imprevisti tipo che mi si è rotta una corda della chitarra che erano anni che non mi capitava e di solito era il MI cantino (la più sottile) e invece stavolta mi si è rotta la terza corda dall'alto che poi sarebbe il RE anche se nel mio caso era un DO diesis dato che tengo l'accordatura un semitono più bassa. Insomma, alla fine ho cambiato 'sta benedetta corda ma suonava male perché quando sono nuove rispetto alle altre suonano e vibrano in modo strano e fastidioso per cui ho dovuto suonarci un po' perché il suono migliorasse, comunque sia, a parte quest'ultima spiegazione che capiranno in due, son contento: lo standard di bruttezza è stato mantenuto.

lunedì 4 novembre 2013

Einstein

La teoria della relatività è una cazzata!
Einstein era un genio con un'intelligenza da far paura, ma quella volta lì scherzava.

sabato 2 novembre 2013

ORIGAMI LAND - EPISODIO 06


Per via della festività di venerdì mi credevo che oggi fosse domenica,
pubblico con un giorno d'anticipo
così rimanete sfasati anche voi.

martedì 29 ottobre 2013

Temporale (situazione ipotetica)

Se cammini da solo senza ombrello sotto il temporale e piangi, nessuno se ne accorge. A patto che non ti metta a fare smorfie strane. Se prima di uscire hai fatto la doccia ma non ti sei asciugato i capelli, stessa cosa. Certo, potevi portarti avanti piangendo già sotto la doccia, e potevi asciugarti i capelli, e potevi ricordarti l'ombrello, ma con il senno di poi son bravi tutti.

giovedì 24 ottobre 2013

Laser

Noi multati dai vigili che rilevavano la velocità con il laser sulla provinciale abbiam deciso di far causa al comune. Sì, siamo andati dal sindaco a dire che da quando siamo stati colpiti dal fascio di luce per rilevare la velocità soffriamo tutti di stitichezza. Lui non ne ha voluto sapere dicendo che siamo tutti gente senza morosa che segue una dieta priva di fibre per cui è normale che ci è venuto l’intestino pigro.
Noi allora siamo andati da un avvocato e abbiamo intrapreso le vie legali. Le multe comunque le abbiamo pagate subito per non passare dalla parte del torto, poi se veniamo indagati per truffa perché si scopre che abbiamo assunto farmaci per bloccare il transito intestinale dichiariamo di essere stati addotti dagli alieni che ci controllano tramite un chip impiantatoci alla base del collo. Il chip ce l’abbiamo davvero, ce l’ha messo un nostro amico veterinario, adesso ci sono in circolazione 5 cani dobermann senza chip, se si scopre, il padrone va nelle grane. Il chip diciamo che non vogliamo farcelo togliere per paura di rappresaglie da parte degli alieni, se insistono chiediamo di entrare nel programma protezione testimoni dell’FBI.

lunedì 21 ottobre 2013

ORIGAMI LAND - EPISODIO 04


Pubblico l'episodio 04 in ritardo di un giorno per via che ieri su youtube si sono verificati dei problemi con l'elaborazione del file, secondo me quello era il terzo video bruttissimo che si trovavano a dover pubblicare quel giorno, siccome con più di 2 video inguardabili al giorno rischiano di far crollare il titolo in borsa hanno preso tempo fino ad oggi.

giovedì 17 ottobre 2013

Dormo sul lavoro e me ne vanto

Noi iscritti all'albo dei "fannulloni senza amor proprio" che dormiamo impunemente sul pavimento dell'ufficio, una volta inseriti nell'organico di un'azienda, abbiamo il vanto di riuscire a mandarla sull'orlo del fallimento nel giro di pochi mesi. Sì, è chiaro che i colleghi difficilmente si mettono a seguire l'esempio virtuoso, anzi, di punto in bianco cominciano tutti a trascurare i propri compiti per fare shopping on-line, scaricare film, parlare del più e del meno col vicino di scrivania, stare al cesso più del dovuto senza un motivo preciso.
Essendo stati concepiti in vitro con preventiva selezione dei geni dell'indolenza siamo immuni a qualsiasi tipo di mobbing (verticale e orizzontale), poi anche se ci licenziassero (senza motivo!) un nuovo impiego lo troviamo sempre, infatti gli imprenditori per natura non riescono a resistere al fascino della persona che li manderà in bancarotta, ecco perché molti di loro si lasciano sedurre da ballerine di lap-dance che poi spariscono con l'intero capitale sociale.
A volte bastano un paio di noi per mandare in rovina una bella società quotata in borsa, gli speculatori lo sanno. In pratica teniamo sotto scacco tutta la nazione, basta che decidiamo di metterci tutti in malattia per una settimana e la borsa di Milano fa il -20%. Gli unici rimedi sono abbatterci o inserirci nel mercato di un paese straniero in crescita, anche solo 20 di noi sono in grado di mandare in default la Cina.

mercoledì 16 ottobre 2013

Ronfare con garbo

Noi impiegati che a pranzo ci rimpinziamo come animali da ingrasso, di pomeriggio, quando nessuno ci vede, ci ribaltiamo sotto le scrivanie a dormire senza pensieri; poi la notte non riusciamo a prendere sonno e rimaniamo in piedi a vedere i film erotici con Lino Banfi ed Edwige Fenech.
Se qualcuno ci sorprende a poltrire stesi indegnamente sulla moquette dell'ufficio dichiariamo di essere svenuti per un calo degli zuccheri e pretendiamo il ricovero immediato nel più vicino ospedale.

venerdì 11 ottobre 2013

Italia’s Got Talent

Giovedì sono andato ad evirarmi sul palco di Italia’s Got Talent! (Tanto a 36 anni ormai non la trovo più la morosa).
Giudici, pubblico, assistenti di studio, cameramen, regista e assistenti alla regia son tutti svenuti, anche Jerry Calà che passava di lì solo per salutare. Le uniche due che non hanno perso i sensi sono state Maria De Filippi, che è rimasta perplessa perché non sapeva se doveva valutare la mia esibizione per il gesto atletico, per la tecnica di taglio o per la resistenza al dolore, e Belen che non ha fatto una piega perché ci è abituata, infatti almeno una volta al giorno un disperato mollato dalla morosa le si presenta davanti e si taglia il membro a mente serena.
Io comunque ho usato un wurstel, non mi mutilo così senza avere la certezza di vincere, se mi facevano accedere direttamente alle finali poi se ne poteva parlare.

mercoledì 9 ottobre 2013

Il piccolo fenomeno da baraccone

Mio padre mi esibiva come fenomeno da baraccone già da piccolo.
D'inverno quando si ammazzava il maiale io, che all'epoca andavo ancora alle elementari, venivo messo davanti al macellaio e incitato da mio padre a mostrargli che sapevo dire in inglese i numeri da 1 a 10 e suonare col flauto un breve brano. Il macellaio si commuoveva ma dopo un po' diceva anche "bravo, ma adesso basta".
Io mi ero illuso che fosse sufficiente fare quello (inglese+flauto) per farsi strada nella vita.

giovedì 3 ottobre 2013

Il vento soffia

...e il vento soffia sui destini già segnati, ed eran tutte d'amore le lettere che non ti ho mai mandato.

mercoledì 2 ottobre 2013

TORTINO ESPLOSO DI TORSOLI DI MELA COLLASSATI (SENZA VERGOGNA)

Quando ero molto ma molto piccolo la mela me la grattugiavano fine-fine e la mangiavo mischiata a biscotti sbriciolati. Buona! Vale come torta di mele?

Io a casa mia non cucino mai, non voglio avere vite sulla coscienza, e anche le poche volte che ho dovuto cucinare per me stesso mi son sempre fatto il segno della croce prima di mangiare.

TORTINO ESPLOSO DI TORSOLI DI MELA COLLASSATI (SENZA VERGOGNA)

Ingredienti:
8 mele complete di buccia e picciolo, se hanno l’etichetta meglio
1 cucchiaio di sciroppo di tamarindo
1 etto di farina gialla
1 etto di zucchero
1 big babol al mirtillo

Preparazione:
se avete il mixer, state tranquilli, non serve. Certo son già 2 settimane che giace incrostato nel lavello e sarebbe anche ora di lavarlo ma finché non serve perché farlo?
Prendete una mela e staccatene con cura l’etichetta in modo che mantenga la sua adesività. Se insieme alla etichetta vien via anche un po’ di buccia buttate tutto, siete negati, lasciate perdere, è inutile star lì a riprovare, per questa ricetta non siete tagliati, fate altro!
Una volta staccata l’etichetta appiccicatela alla parte interna di un’antina della dispensa, se ce ne sono già altre cercate di metterla accanto a quelle con il tono di colore più simile oppure che abbiano una forma uguale. Fate la stessa cosa con le altre 7 mele.
Ora dovete liberare il frutto dal suo torsolo, fatelo con un coltello o anche con la bocca se non volete sporcare altri utensili, l’importante è ottenere 8 torsoli. La polpa andrebbe mangiata seduta stante o al massimo messa via per le occasioni speciali.
A ciascun torsolo togliete accuratamente il picciolo e i semi. I semi vanno messi in ammollo per qualche minuto nel tamarindo e poi infilati dentro una big babol gusto mirtillo, va bene anche masticata (tanto nessuno saprà).
Prendete ciò che rimane dei torsoli e batteteli con un pestacarne fino ad ottenere una poltiglia informe e unitela con un etto di farina gialla (che poi sarebbe quella che serve a fare la polenta e la torta sbrisolona) e un etto di zucchero. Amalgamate bene. Prendete in mano tutto il bel pastone ottenuto e fatene una bella pallotta, tagliatela a metà, prendete la big babol con i semi, inseritela al centro di una delle due metà e unite le due metà ottenendo la stessa pallotta di 300 grammi abbondanti di prima, ora ci sarebbe da comprimere la pallotta fino ad ottenere una pallina piccola quanto una biglia ma dal peso di 300 gr, il procedimento sarebbe quello del nucleo di una supernova che collassa mentre l’universo rimane indifferente, per cui l’ideale sarebbe lavorare in una cucina a gravità zero, in mancanza di ciò strizzare cinicamente e buttare quello che avanza senza dare troppo nell'occhio. Ottenuta l’orrenda pallina tagliare i piccioli in pezzettini da mezzo centimetro e conficcarli nella pallina. Adagiate la pallina su un ripiano del congelatore e aspettate. A un certo punto sentirete come un botto nel freezer, fate finta di niente, è la così detta “esplosione di bontà”, vuol dire che sta riuscendo bene. Se ciò non accadesse entro due minuti abbandonate la casa e chiamate i soccorsi, la deflagrazione aumenta in modo esponenziale ogni secondo che passa, nel caso rimanesse inesplosa gli artificieri vi faranno brillare il freezer e ancora una volta il mondo sarà salvo per un soffio. Nella rara eventualità che riuscisse dovreste ottenere una cosa simile alla foto che ho postato. Servire freddo su carta di giornale vecchio ma pregiato. Bon appetite.



Siccome sono contro e non voglio tirar su gente contro la propria volontà con queste catene di S. Antonio ognuno, se vuole, si senta pure libero di fare del suo peggio, però aggiungo un grado di difficoltà:

1. racconti ricordi anche traumatici legati alle torte di mele
2. condivida la propria ricetta (anche inventata ma senza ammetterlo)
3. non nomini il nome di dio in vano per tutta la durata del procedimento.

Nomino quindi:
1. tu
2. lui
3. lei
 4.l'altro
5. e anche tu!

(questo post l'ho scritto perché tirato in ballo da Harley Quinn).

venerdì 27 settembre 2013

Clown

E mentre per sembrare meno triste e fenomeno da baraccone nascondevi dietro una maschera i sentimenti e imparavi a fare il clown, gli altri diventavano uomini.

mercoledì 25 settembre 2013

Te lo riporto domani

Non prestare nulla a cui tu non sia disposto a rinunciare per sempre. Mai. Ricorda il cofanetto speciale di V per Vendetta disperso a casa del tuo collega (con quei contenuti speciali lì non se ne trovano più in giro) o di Almost Blue di Carlo Lucarelli, libro che hai dovuto ricomprare perché prestato a persone che non lo volevano nemmeno leggere e non ti ricordi neanche a chi l’hai dato l’ultima volta, e tutti che ti dicono di avertelo restituito (maledetti!). Di’ pure addio anche a Rocks degli Aerosmith sparito in circostanze misteriose, che poi non c’entra niente, forse è solo finito dietro un mobile. Ancora peggio quando te lo restituiscono danneggiato, come quel mio collega che ha dato un DVD tipo La Sirenetta ad un altro collega affinché se ne facesse una copia da tenere per il figlio piccolo, e quando gli è stato restituito era coperto di ditate e di graffi, e quando ha chiesto spiegazioni quello gli ha detto “oh, scusa” e ha cercato di pulirglielo col fazzoletto che poc'anzi aveva usato per soffiarsi il naso. Non prestare mai nulla a meno che tu non te ne voglia sbarazzare o sia disposto a ricomprarlo. Ci vuole molta autodisciplina per seguire questa piccola regola, io me la sono imposta tramite autoipnosi, ora quando avverto la necessità di prestare mi si ingenera una brutta sensazione, una specie di nausea mista a senso di ineluttabile disgrazia. Non-prestare-non-prestare-non-prestare, me la ripeto come un mantra ogni volta che sento il desiderio di condividere qualcosa con qualcuno, di solito libri, CD e DVD. Tempo fa, quando in ufficio si parlava di un film che avevo visto, immediatamente mi prendeva l’irresistibile voglia di prestarlo: “guarda, devi proprio vederlo, ho il DVD, domani te lo porto!”, in genere l’interlocutore rispondeva: “sì, grazie, però adesso non ho tempo di vederlo” e io che insistevo “ma sì, io te lo porto, poi tu fai pure con comodo, tanto io l’ho già visto 40 volte…”, poi glielo portavo e già il giorno dopo mi mancava e avrei voluto rivederlo un'altra volta, ma resistevo, e intanto passavano gli anni.

venerdì 20 settembre 2013

Blatta

Pochi se ne sono accorti, ma anche gli insetti si stanno evolvendo: ieri in cantina ho visto una blatta che andava in giro con una bomboletta di insetticida sulla schiena. Cercava di nasconderla.
Quando faccio la spesa mi aiuta anche a mettere la roba in dispensa.

mercoledì 18 settembre 2013

Alcolismo misto a gioco d'azzardo

Alcolismo da boeri: l’insidia sta nel fatto che ne apri uno e rischi di vincerne anche altri 3. Come dipendenza è poco considerata perché spesso chi ne è affetto si vergogna a dirlo, anche gli alcolisti anonimi se lo scoprono cominciano a scherzarti. In molti casi la colpa è della cassiera del bar che con la scusa di non aver moneta per darti il resto ti convince a prenderne uno, lei ha il fidanzato che è nel ramo (è titolare di una ditta che rifornisce il ripieno alcolico alla ditta dei boeri). Alcuni clienti applicano sofisticati sistemi studiati per vincere alle slot machine dei casinò di Las Vegas all'acquisto dei boeri, in pratica riescono a mantenere il loro vizio comprando si è no sette boeri ogni due giorni, gli altri li vincono di riflesso.

sabato 14 settembre 2013

I quadri più belli

Da un’indagine finanziata da uno dei colossi delle telecomunicazioni è emerso che i quadri contemporanei più belli sono stati dipinti mentre l’autore era al telefono con la morosa.

venerdì 13 settembre 2013

Attraverso il vetro

Alle 4.50 di stamattina mi arriva un messaggio del mio capo che mi comunica la nascita poco meno di un 'ora prima del suo secondogenito specificandone peso e lunghezza. Bimbo e mamma stanno bene. Leggo il messaggio poi mi rimetto a letto, penso a quando 13 anni fa è nato il primogenito, l'entusiasmo che avevo per l'attesa e per tutto quello che è venuto. Per questo invece niente. Sì, quando me l'ha detto che era in arrivo sono stato contento però la notizia di questa nuova nascita mi lascia pressoché indifferente. Sarà che le cose sono cambiate anche tra me e il mio capo, una volta si era più in confidenza, ci si frequentava di più anche al di fuori dal lavoro, forse poi è stata proprio la nascita del primogenito con tutto quello che ne è derivato a farci allontanare un po'. Comunque la morosa non ce l'avevo allora come non ce l'ho adesso. Ecco, faccio in tempo a fare quest'ultimo ragionamento, a pensare che se avessi avuto trovato la morosa forse sarei riuscito a frequentarli di più come coppia, ma è un pensiero confuso delle 5 del mattino, poi mi rendo conto che sarebbe buona cosa rispondere al messaggio. Cose smielate suonerebbero orrendamente finte e di circostanza così gli scrivo secco "carnagione?" per via che in ufficio lo si scherzava sulla possibilità che non fosse lui il vero padre e che una carnagione troppo scura ne sarebbe stata un segno inequivocabile. Risposta: "blu/viola". Cos'è, un avatar? Avrei voluto rispondergli ma non avrebbe capito, così me ne sono tornato a letto, ho rimuginato ancora un po', poi mi sono ricordato che dovevo avvertire una collega. Mi sono alzato e ho fatto anche quello. A quel punto mancava un'ora e mezza alla sveglia, ma con tutti quei pensieri di dormire non se ne parlava neanche, così ho messo le cuffie del lettore mp3 e ho aspettato che venisse l'ora di alzarsi.

In ditta c'è l'usanza di annunciare la nascita di un figlio mettendo un cartello sulla porta dell'ufficio, io non l'ho fatto. Quando nacque il primogenito ne feci uno che a me sembrava carino, sobrio ma carino: scritta nera "E' nato Marco" su sfondo azzurro. Poco dopo è arrivata una collega che l'ha tolto e ne ha messo uno fatto da lei sostenendo che il mio sembrava troppo una lapide. Così oggi ho aspettato che qualche collega saccente si prendesse la briga di farlo, ovviamente io l'ho criticata velatamente dato che è assurdo mettere la foto di un bambino presa da internet e che inevitabilmente qualcuno penserà che è la vera foto del nuovo nato mentre invece... Io comunque ho fatto l'origami di un fiocco riciclando una bustona sul cui rovescio c'era una fantasia azzurra, fatto un paio tentativi bruttini ma il terzo era perfetto e l'ho incollato sulla porta sotto l'annuncio. Già al ritorno dalla pausa pranzo alcune colleghe erano cadute nell'equivoco della foto ritenendo che non assomigliasse al padre (e ti credo), noi per chiarire abbiamo scritto "FAC-SIMILE" sulla fronte del neonato fotografato, giusto per chiarire che si trattava solo di un esemplare preso in rappresentanza del nuovo nato. Tutte le colleghe mi hanno fatto i complimenti per il bel fiocco.

Poi stasera sono andato a vedere il bambino, salutato la madre e aspettato un po' mentre amici e parentame facevano complimenti e congratulazioni, dispiacendomi di non provare la stessa gioia che avevo provato 13 anni prima, guardandolo attraverso il vetro e chiedendomi perché non riuscivo a sentire niente. Poi però io e il padre (il mio capo) ci siamo seduti in disparte, lui mi ha raccontato un po' com'era andato il travaglio, di quando poi è nato e tutto il resto, e lì senza darlo a vedere mi son commosso.

Una volta salutato tutti mi son fermato di nuovo a guardarlo, quel piccolo miracolo, attraverso il vetro.

giovedì 12 settembre 2013

Yoghi

Nella diatriba sull'orso Yoghi io sto sempre dalla parte di quelli che sostengono che non ha mai avuto la morosa.

martedì 10 settembre 2013

Rivalutando Don Matteo

Fino alla settimana scorsa, a pranzo, guardavo Don Matteo (serie TV che danno sulla RAI).
Tutti gli episodi si svolgono più o meno così: 

  • qualcuno viene assassinato
  • Don Matteo è lì nei pressi per cui si interessa al caso
  • i carabinieri arrestano subito un povero disgraziato che ha avuto la sfortuna di minacciare di morte la vittima giusto il giorno prima
  • si scopre che l’assassino è un altro grazie all’intervento di Don Matteo che l’ha convinto a confessare
  •  battuta finale e fermo immagine del faccione sorridente di don Matteo.
Per me sarebbe molto bello se nell'ultimissimo episodio della serie si scoprisse che il vero colpevole è sempre stato lui (Don Matteo), che si divertiva a commettere omicidi per poi far ricadere la colpa su individui plagiabili ed esterni alla cerchia dei principali sospettati per poi prendersi il merito della risoluzione del caso.

Battuta finale: “questa non ve l’aspettavate, eh? Praticamente Dexter mi fa una pippa.”
Fermo immagine del suo faccione sorridente.

sabato 7 settembre 2013

Evoluzione - L'airone

Fino a 16 anni fa dalle nostre parti aironi non se n'erano mai visti. Adesso c'è pieno.
L'airone delle nostre zone si è già evoluto: si fa trovare moribondo in mezzo alla strada, tu scendi per soccorrerlo e a quel punto un suo complice ti arriva alle spalle e ti dà una botta in testa. Quando ti svegli ti accorgi che ti hanno rapinato.
A un mio amico è già successo.

giovedì 5 settembre 2013

Ultime volontà

Considerando che la cremazione produce inquinamento atmosferico ho deciso di cambiare le mie ultime volontà: voglio essere messo direttamente nel bidoncino dell’umido.
L’operatore ecologico va avvisato prima se no prende paura.

martedì 3 settembre 2013

Fascite plantare alè!

Da un po' di giorni ero preoccupato, già da prima delle ferie, ma durante le ferie ho finto di non sentirlo quel fastidioso dolore a entrambe le piante dei piedi. Ho pensato: "è ernia del disco, e non ho neanche la morosa che mi possa stare vicino nelle fasi pre- e post-operatoria, che l'unico modo per debellare l'ernia è tagliare". Il dolore era nuovo, appena sceso dal letto si presentava già ai primi passi, dopo un po' passava, magari stavo seduto un po' e quando mi rialzavo e facevo due passi si ripresentava, voglio dire, dopo un po' che camminavo però passava.
Domenica mattina sono andato comunque a correre, 3 km, pochi, ma sono fuori allenamento, sono vecchio, peso 10 chili di troppo e poi mi fa male un po' il lato del ginocchio. Il giorno dopo avevo male, ho notato anche un dolorino dietro la coscia: "ahi, nervo sciatico, e neanche uno straccio di ragazza che possa venire a farmi le punture di antidolorifico quando sarò bloccato a letto". Ho pensato all'ernia perché traumi ai piedi non ne ho avuti e grande attività fisica non ne ho fatta di recente. Ho sempre avuto problemi di schiena (ho la scoliosi da quando avevo 7 anni e ho subito anche un trauma durante un incidente stradale), inoltre molti che fanno un lavoro impiegatizio sono finiti per farsi operare, uno di questi è il mio capo, lui è rimasto bloccato a letto con un dolore indicibile alla gamba. A tutto ciò va aggiunta anche la coscienza sporca per aver passato nell'ultimo periodo una grande quantità di ore svaccato malamente sul sofà a guardare serie TV, esponendomi al rischio di una divanite acuta (la divanite acuta sopraggiunge quando, oltrepassata la fase in cui il divano prende la forma del tuo corpo, è il tuo corpo a prendere la forma del divano). Nonostante queste preoccupazioni, oggi sono andato a nuotare per un'ora nella pausa pranzo. Dimenticavo di dire che ieri ho preso un antinfiammatorio per via orale dato che piccole fitte cominciavano ad arrivare come pugnalate sotto i piedi. Mi sta per scadere l'abbonamento ad ingressi della piscina e mi dispiaceva buttare via gli ingressi che mi rimangono e poi mi son detto "magari mi sciolgo un pochino", al limite rimango bloccato subito e accorcio il tempo che mi separa dal bisturi del neurochirurgo.
Qualche fitta ce l'ho avuta anche lì ma sono riuscito comunque a stabilire il record di doccia più asciugatura e lavaggio costume in sette minuti netti, avevo troppa fretta per pensare al dolore, infatti solo una volta timbrato sul filo del rasoio a un minuto dall'inizio, ho ripeso a pensarci. Al che ho deciso di rivolgermi al mio capo che essendo stato calciatore e allenatore di calcio, di traumi ne ha subiti e visti, e poi di queste cose è appassionato, quindi è un esperto.
Io:"vedi, a me fa male proprio qui" (indicando la pianta del piede).
Capo:"al centro?"
Io:"io, sì, un po' verso il tallone, e poi mi sento anche un dolorino alla coscia e qui dietro il polpaccio, mi che è ernia"
Capo:"ma ti fanno male tutte e due i piedi"
Io:"sì"
Capo:"allora è difficile che sia ernia" e poi rivolto a un nostro collega "prova a guardarmi 'fascite posturale' su internet."
Il collega: "vi giro tutto via mail"
Leggiamo attentamente tutte le informazioni che si sono state passate, i sintomi son quelli, anche il dolore dietro al polpaccio e al lato del ginocchio. Cura: ghiaccio e stretching, evitare allenamenti fino a guarigione.
Ho tirato un sospiro sollievo. 

martedì 27 agosto 2013

Ferie estive addio

Ultimo giorno di ferie, da domani si ricomincia a usare i pantaloni lunghi. Addio birre scure bevute a pranzo e sonnellini pomeridiani.
Sì, un po' mi dispiace e mi sale già un po' di ansia, anche se devo ammettere che ho contato i giorni, sperando che passassero veloci queste ferie, dato che quando non sono impegnato col lavoro mi riduco sempre a collezionare una serie di nuovi grattacapi che mi urtano i nervi e a cui non trovo soluzione, paranoie angoscianti che fra qualche tempo un po' mi verrà da riderne e un po' mi salirà la paura che si ripresentino.
Come al solito però mi sale il dubbio di non essermele godute, sarei dovuto andare più spesso al lago o in altri bei posti, avrei potuto mangiare più gelati, correre di più, passeggiare, andare in bici (che quest'anno proprio è rimasta appesa al muro), fare tutte le cose insomma che mi ero prefissato di fare prima che queste benedette ferie cominciassero e che poi per pigrizia e mancanza assoluta di entusiasmo non ho fatto.

Aspirapolvere

Stamattina uscendo per andare a prendere il giornale noto un'auto parcheggiata sulla strada di fianco a casa mia, passandoci accanto vedo che in auto c'è una ragazza che mi guarda con l'espressione un po' sconvolta. Trovandosi in un punto della strada lontano da cancelli d'ingresso desumo che non stia aspettando che esca qualcuno dei miei vicini, e in più per me ha appena smesso di piangere, mi dico: questa qua è appena stata lasciata dal moroso e si è fermata in una via a caso per piangere, sfogarsi e riprendersi un po', anzi no, il suo moroso la picchia (quel bastardo!) e lei non sa più che fare. Vediamo, se quando torno a casa è ancora lì magari le chiedo se ha bisogno. Quando torno è ancora lì. Mi dico: prima di fare figuracce chiediamo a mamma se la conosce che magari è solo una vicina che si fa gli affari suoi.
Appena entro mia mamma mi anticipa: Angelo, se suonano non aprire o di' che non ci sono, ho preso appuntamento alle 9 con una rappresentante di aspirapolvere, ma le avevo già anticipato che forse non c'ero, ho avuto mal di schiena tutta notte e non ce la faccio a riceverla.
Mi arrabbio un po': perché cacchio ha preso appuntamento per poi far dire che non è in casa? (Solo più tardi realizzerò che probabilmente la rappresentante è stata talmente insistente che lei alla fine ha ceduto). Comunque capisco che la ragazza che ho visto fuori in auto deve essere la rappresentante, infatti tempo due minuti e suonano alla porta, sono le 9 in punto.
Vado ad aprire, mi ha visto entrare, far finta di non essere in casa oltre che vigliacco sarebbe anche patetico. Apro, è lei, mora, sui vent'anni, è pure carina.
E mo' che mi invento.
Lei: buongiorno, avevo un appuntamento con la signora...
Io: ehm, non c'è! E' all'ospedale! (che è brutto da dire ma dovevo inventarmi qualcosa che giustificasse il fatto di non sapere quando sarebbe rientrata).
Lei fa uno sguardo basito e perplesso (tipo quello di Arnold che dice "che cavolo stai dicendo Willis?!" nel celebre telefilm).
Io: ...per una visita, niente di grave.
Lei: ma aveva detto alle 9, io avevo anche già avvertito in ditta.
Io: eh, non so... a me non ha detto niente. Mi dispiace.
In realtà mi dispiace veramente, mi metto nei suoi panni, quelli di una giovane che magari per raggranellare qualche soldo per pagarsi l'università si riduce a fare questi lavori meschini in cui ti devi sbattere tanto e poi ti pagano una miseria e devi anche imparare a imbrogliare la gente pur di vendere il prodotto.
Allora le dico: mi dia il suo numero che quando torna magari la faccio chiamare.
Me lo dà.
Aggiorno mia madre nel caso si rifaccia viva e vado in piscina.
.
Solo più tardi ho realizzato che sono riuscito a farmi dare il numero da una bella ragazza, che per l'impegno che ci ho messo quest'estate a cercare la morosa mi sembra anche un'ottimo risultato. Tempo fa dicevo: basta, io ho già fatto abbastanza, adesso devono essere loro a venirmi a suonare alla porta.

P.S.: comunque si è ripresentata a mezzogiorno (io non c'ero) e mia mamma ha ripreso appuntamento per domani alle 10.

mercoledì 21 agosto 2013

21 agosto 1977

All'ingresso della piscina striscio la tessera per passare dal tornello. Lo sapevo, come previsto la macchina si è accorta e sul piccolo display appare la scritta "buoncompleanno". Mi dico "meno male, una cosa sobria, nessuno capirà" e invece dal piccolo altoparlante, dopo la classica voce pre-registrata che dice "OK" annunciando la lucina verde e la possibilità di accedere, mi coglie impreparato il successivo  "BUOOOOON COMPLEANNO!!!".
Mi imbarazzo, due signore nella zona "cambio scarpe" un po' interdette dicono "ah, buon compleanno, happy bithday" e io "ehm, grazie!". Loro non lo sanno che a questo punto la morosa non la trovo più.

martedì 13 agosto 2013

Yoda



L'operatore ecologico che passa a raccogliere la carta, davanti a un origami così brutto piazzato in cima al bidoncino, capisce subito che è opera di uno che non ha la morosa e si trova a dover scegliere tra far finta di niente e andare avanti o chiedere un mese d'aspettativa per riflettere sull'accaduto.

P.S.: giusto per chiarire, l'origami l'ho fatto io ma non sono un fan di STAR WARS.

lunedì 12 agosto 2013

Matrimonio (parte II)

...bellissimo anche il matrimonio in cui un parente (di solito lo zio anziano che non ha mai trovato la morosa), in preda all'euforia e ai fumi dell'alcool, si spoglia nudo e improvvisa una danza della fertilità sulle tavole imbandite collassando infine sulla torta nuziale.

I bambini che assistono, non sapendo come elaborare tale scena, interiorizzeranno sub-consciamente il trauma e non combineranno mai nulla di buono nella vita.

domenica 11 agosto 2013

E perdo te

E perdo te, inesorabilmente, ogni volta, senza neanche farci l’abitudine. Mentre mi strazio a raccogliere le briciole del mio tempo sprecato, mentre cerco riparo dai rimpianti e dai “perché? perché? perché?”, mentre penso che non c’è soluzione e torno a prendere confidenza col sapore amaro della parola “mai”. E’ solo vita che scappa via. La TV trasmette in seconda serata le repliche dei miei film mentali, non li guarderà nessuno, nemmeno io, e vado a letto presto. Dopotutto sono solo il piccione che si credeva una fenice, nessuna rinascita dalle proprie ceneri, solo un abbiocco da cui destarsi per scoprirsi ancora solo. E mi dico “fa niente” quando invece dovrei dire “fa male”.

domenica 4 agosto 2013

Caldo

Avete presente quando nei film c'è una casa in fiamme, una donna fuori disperata che grida perché il figlio è rimasto imprigionato dentro e arriva l'eroe di turno che si mette una coperta bagnata sulle spalle ed entra per salvarlo. Ecco, oggi per uscire di casa c'era da organizzarsi così. Se chiudevi gli occhi ti sembrava di sentire il crepitio di un camino acceso, quel bel crepitio che ti sembrava proprio di esserci dentro al camino acceso.

P.S.: mi sono offeso perché nessuno ha commentato il video con i miei origami.

venerdì 19 luglio 2013

venerdì 12 luglio 2013

L'errore

Uno dei più begli errori che ho fatto da quando lavoro in ufficio è stato mandare insoluti (respingere) in un colpo solo una serie di effetti bancari per un totale di lire 536.000.000 a favore di un grosso fornitore. 
Quando il fornitore mi chiamò per chiedere spiegazioni risposi “scusate, ma ce l’avete detto voi” e prendendo dall'archivio della corrispondenza la lettera con le loro istruzioni lessi ”con la presente blablabla vi chiediamo di NON RESPINGERE… ops…”.
Al nostro direttore finanziario, che del fornitore era anche un po’ amico, quasi venne un malore, ma un mese più tardi mi convocò nel suo ufficio e mi diede l’aumento dicendo “ecco, però cerchiamo di non ripetere certi errori…”.
Da lì ho capito che gli errori fatti con la giusta convinzione possono portare anche a dei benefici, certo poi è anche probabile che i titolari abbiano pensato “ha fatto quel bell'errorone lì perché non sentendosi adeguatamente retribuito non aveva le giuste motivazioni per lavorare bene, dategli subito l’aumento prima che mandi in rovina l’azienda!”.
E invece ero innamorato di una collega 7 anni più vecchia di me.

martedì 9 luglio 2013

Tutta colpa delle aspettative

Ho saputo che molti di quelli che non hanno mai avuto la morosa poi quando la trovano rimangono delusi perché nell'attesa le aspettative si sono fatte troppo alte, perciò cominciano a lamentarsi che ne vorrebbero un’altra con cui tradire da subito la prima, com'è consuetudine fare nella società moderna.
Davanti a questa evidenza non sono più sicuro di voler fare questo grande passo, quindi scusami amore ma smetto immediatamente di farti la corte.

Con affetto, tuo

Il Mostro della Laguna

domenica 7 luglio 2013

Il bosone di Higgs

L'altro ieri mi si è presentato alla porta il bosone di Higgs chiedendo ospitalità. Io me l'aspettavo più basso.
E' scappato via dal CERN perché non ne poteva più di farsi osservare, quindi ha preso ed è venuto via lasciando una sua fotografia.
Gli scienziati ci hanno messo un po' ma alla fine se ne sono accorti che mancava il bosone, non hanno fatto ancora trapelare la notizia per non perdere le sovvenzioni statali, per il momento al posto suo utilizzano un bambino di due anni che già gli  faceva da controfigura per gli esperimenti più pericolosi.
Quando è venuto da me, con lui c'era anche il mostro della laguna, ma non è che li posso ospitare tutti io quelli scappati di casa, così gli abbiamo trovato rifugio nella piscina del vicino.

Alla fine poi ho scoperto che non era neanche il bosone di Higgs, bensì un piccolo alieno venuto a fare turismo sessuale sul nostro pianeta, siccome aveva perso il bancomat e non aveva soldi per trovarsi una sistemazione in albergo si era inventato la storia di essere la particella fondamentale dell'universo solo per trovare subito un alloggio. Mi ha anche spiegato che i cerchi nel grano sono messaggi che si lasciano gli scambisti alieni, poi l'ho mandato via a calci nel culo.  

venerdì 5 luglio 2013

Matrimonio combinato

La bella tradizione di obbligare i figli a sposarsi contro la loro volontà torna di moda anche tra le famiglie italiane. Da qualche tempo i genitori di figli ancora scapoli o nubili, che all'età di 35 anni vivono ancora in casa con loro, si sono fatti furbi e hanno cominciato ad allearsi. Sì, ormai madri e padri anziani, che vorrebbero organizzare cene con gli amici e feste a base di superalcolici con gare di limbo ma non possono farlo avendo in giro per casa un figlio musone e seccaballe che non va mai fuori, sono corsi ai ripari. Gli incontri avvengono principalmente presso i circoli anziani, i bocciodromi e le sale bingo, qui i genitori pianificano le possibili combinazioni tra i loro figli, talvolta pescando a caso i nomi da un bussolotto oppure tramite asta al ribasso, ultimamente va molto anche la quotazione come i titoli in borsa. Stabilita la coppia obbligano i due ad incontrarsi sotto la minaccia di non cucinare più la pasta o non stirargli più le camicie, a questo punto i due bamboccioni acconsentono alle nozze a patto che tutte le domeniche si possa pranzare con i tortelli di zucca cucinati dalle madri.     

mercoledì 3 luglio 2013

Bovini

Prova e riprova alla fine gli scienziati sono riusciti a creare in laboratorio il vitello con le palle quadre.
Sì, proprio così, non cubiche come molti penseranno bensì di forma geometrica quadrata e senza spessore.
Piero Angela appresa la notizia ha avuto un malore.
L’animale dalle gonadi che sembran disegnate con la squadra è molto determinato e irritabile, e a chi lo scherza tende a fare un paiolo così. Inutile dire che nelle sue condizioni e con il caratterino che si ritrova difficilmente troverà la morosa. Gli scienziati però stanno già pensando ad una soluzione: la vitellina senza spirito di iniziativa.

lunedì 1 luglio 2013

Matrimonio

Secondo le statistiche i matrimoni meglio riusciti sono quelli durante i quali è avvenuta almeno una rissa tra parenti.
Perché sia un giorno veramente indimenticabile è indispensabile che almeno un cugino dello sposo sputi in faccia allo zio della sposa e riceva in cambio un manrovescio da cineteca. Belle anche le scazzottate di gruppo dopo aver alzato il gomito al rinfresco, con relativa distruzione del locale in cui si è svolto il ricevimento, meglio se interrotte dall'intervento delle forze dell’ordine o dall'improvviso mancamento di un anziano parente che cade a terra privo di sensi per le botte prese o per lo shock in sé.
Finire tutti in ospedale con gli abiti della festa strappati e lordi di sangue è il migliore auspicio per una coppia di sposi che voglia celebrare degnamente il proprio patto d’amore.
Partire per la luna di miele con la serenità e la consapevolezza di aver dato inizio ad una bella faida tra famiglie che durerà nei secoli è il coronamento di un sogno che poche coppie hanno la fortuna di realizzare.

venerdì 28 giugno 2013

Asilo

Annualmente la nostra ditta fa una cospicua donazione alla scuola materna del paese, in cambio le educatrici si impegnano ad insegnare ai bambini che hanno in carico i primi rudimenti di recupero credito (dalla minaccia velata ma neanche tanto fino alla tortura psicologica fatta bene).
Periodicamente poi noi inviamo loro le pratiche dei nostri clienti insolventi in modo che i piccini possano impratichirsi procedendo alla riscossione dei nostri crediti.
Il cliente che si vede contattato da un bambino sui 3 o 4 anni bello convinto e deciso cede e paga subito senza fare storie, a costo di indebitarsi e finire in mano al racket dell’usura.
I bambini più capaci vengono inseriti nel nostro organico non appena imparano ad allacciarsi le scarpe. Tutto in nero, no contributi previdenziali, no sindacati.

mercoledì 26 giugno 2013

Polistirene

Andando incontro alla stagione calda molti maschi adulti praticano l’auto-epilazione tramite strofinamento di pezzi di polistirolo (in genere imballi di elettrodomestici) sulle parti intime (balle). Il polistirolo così utilizzato, al terzo sfregamento perde la propria autostima insieme a due atomi di carbonio per molecola e si lega ad un atomo di palladio che passa di lì per caso innescando una reazione chimica che porta alla fusione nucleare fredda.
Non essendo dotati di conoscenze scientifiche tali da capire la portata di tale scoperta, i maschi si spaventano e gettano tutto nello scarico del WC.
Risultato: i topi delle fogne hanno in mano il futuro energetico del pianeta.

martedì 25 giugno 2013

L'unico senza la morosa

Anche la mia collega più giovane, quella che diceva che a lei non interessava avere il moroso e che non ne voleva neanche sapere, ha trovato il fidanzato.
In pratica sono rimasto l’unico, in un ufficio di venti persone, a non avere uno straccio di vita sentimentale.
A questo punto mi faccio venire dei complessi, pretendendo di essere mandato ad un corso per il recupero dell’autostima a spese della ditta e chiedo l’assistenza a domicilio!

venerdì 21 giugno 2013

Anna

Era il 2004, settembre direi, perché ero da poco rientrato al lavoro dopo le ferie estive.
In maniera molto cinica, lucida e ragionata decisi di provarci con lei.
Sembra brutto da dire ma è così, pensai: non è bellissima, ma neanche brutta, un tipo insomma, anzi no, è carina, ma non di quelle che perdi la testa appena le vedi, comunque sembra una brava ragazza, una a posto, e da quel poco che la conosco mi sa che è anche simpatica.
Anna lavorava all’ufficio bollettazione situato in uno dei magazzini della ditta, io all’ufficio contabilità fornitori nella palazzina degli uffici amministrativi. Le nostre mansioni non avevano nulla a che fare l’una con l’altra per cui a livello lavorativo non ci si sentiva mai. Avevo occasione di vederla solo quando portavo in giro le fatture da far approvare ad alcuni responsabili che si trovavano nei magazzini, e non si andava mai oltre un semplice e reciproco scambio di saluti.
Per prima cosa mi informai sulla sua situazione sentimentale chiedendolo discretamente ad una sua amica/collega con cui avevo a che fare. Scoprii che era single.
Ricordo ancora come ero agitato, a come mi sudavano le mani mentre ripetevo mentalmente e aggiustavo ogni parola della frase che avrei dovuto rivolgerle, prima di afferrare la cornetta approfittando di un momento di distrazione dei miei due colleghi e comporre il suo interno due minuti prima di mezzogiorno.
“Ci prendiamo un caffè nella pausa pranzo?” chiesi col cuore in gola, con quella strana sensazione da paradosso spazio-temporale.
Attimo di silenzio e “S… sì, va bene, dai!”
I miei colleghi interdetti non capirono, non si accorsero di nulla.
Io entusiasmo a badilate.
Alle 13.40 circa la raggiunsi imbarazzatissimo.
Bella fregatura: il figlio del titolare, che da quelle parti non si vedeva mai, era lì a parlare con un altro nostro collega. Inoltre, vedendo lei già operosa dietro alla scrivania, intuii che aveva già ripreso a lavorare dalle 13.30 (in genere si riprendeva alle 14.00). Brutto momento insomma, cominciai a sudare freddo. Presi in considerazione l’ipotesi di un repentino dietrofront ma valutai che un’occasione così poteva anche non ripetersi, non sapevo se avrei riavuto il coraggio di rialzare la maledetta cornetta in un momento propizio per chiederglielo una seconda volta, non sapevo se lei quella seconda volta (non più vittima dell’effetto sorpresa) avrebbe detto ancora sì, e poi anche la seconda volta avrei potuto trovare un altro ostacolo davanti a cui fare dietrofront. Quando i nostri sguardi si incrociarono, il suo sembrò dirmi “lascia perdere, non vedi che sono in orario di lavoro e lì c’è il figlio del capo?!”. Io però pensai “o adesso o mai più”, così, fingendo noncuranza e sforzandomi di essere il più naturale possibile, le chiesi: “andiamo?”.
Lei si alzò e non sapendo cosa fare invitò anche il figlio del boss. Fortunatamente lui rifiutò.
Lei poi mi disse che lo aveva invitato perché, come avevo intuito, lei era già in orario di lavoro e pause di quel genere non erano viste di buon occhio. Impacciatissimo la portai davanti alla macchinetta dicendole che credevo fosse ancora in pausa, e le offrii il caffè. Fu una cosa super rapida, tra l’altro, cercando di bere in fretta il mio tè, mi ustionai non poco il palato.
Una cosa che mi fece piacere fu scoprire che poi ne parlò alla collega/amica (quella che mi aveva dato la dritta sulla sua singletudine) la quale mi fece i complimenti per il coraggio, ma torchiata da me via servizio di messaggeria interno per sapere se la mia “simpatia” era ricambiata si limitò a rispondermi con un laconico: “ASPETTA!”. Non volle spiegarmi perché.
Ricordo che ogni settimana lavavo preventivamente la macchina sperando che accettasse un invito ad uscire che ancora non avevo avuto modo di farle. Tormentandomi su come chiederglielo, dove portarla nel caso avesse accettato, preoccupandomi di non mandare irrimediabilmente tutto a rotoli. Volevo fare le cose per bene, facevo addirittura le prove davanti allo specchio(!) provando l’invito che avrei voluto farle.
Manco a dirlo io mi ero già innamorato. In macchina, andando e venendo dal lavoro, cantavo a squarciagola tutto l’album Mariachi Hotel dei Rio, e tutto sommato, escludendo vari casini che mi tormentavano in quel periodo, stavo bene. E di coraggio come quello poi non ne ho avuto più.
Io un po’ aspettai come consigliatomi dalla collega, ma poi la invitai per un secondo caffè. Stavolta lei era in pausa, ma con lei c’era un collega (forse chiamato apposta da lei), idem la terza volta in cui cercai di guardarla bene negli occhi per capire se avrei mai avuto qualche possibilità, e la risposta, inevitabile, fu: NO, nessuna possibilità. Me ne convinsi e in tutto erano passati quasi 3 mesi. Lo dissi anche alla sua amica/collega che non volevo illudermi oltre, e che avrei smesso di farmi avanti. Dopo qualche giorno, colto dalla troppa frustrazione, in un momento di lucida follia, realizzando che con i metodi più tradizionali non riuscivo a parlarle a quattrocchi, mi ridussi ad utilizzare il servizio di messaggeria interno e le chiesi se una sera di quelle le andasse di venire al cinema con me. Risposta: “NON POSSO”, accompagnata da un “comunque per il caffè vieni pure quando vuoi” forse per indorare la pillola. Ci rimasi molto male, quel “non posso” non lo capivo proprio, cosa significa “non posso”? Semmai “non voglio”, ecco quello almeno l’avrei digerito meglio. Comunque si trattava di un rifiuto e non volli indagare oltre.
Ecco, e poi c’è questo ricordo speciale che ho, di noi due che ci incontriamo in un ufficio di altri, e di lei che mentre ci scambiamo due parole si avvicina e mi sistema la manica del maglione che si era arrotolata all’altezza del polso; un attimo di intimità, un gesto bellissimo che forse non ho capito completamente, forse il tentativo di mostrarmi che il mio invito era stato comunque apprezzato.
Passò diverso tempo, e a prendere il caffè da lei non ci andai più. Poco più di un anno dopo lei si licenziò. L’amarezza per il suo rifiuto era già passata da tempo e il giorno che se ne andò le dissi che mi ero fatto crescere apposta un po’ di barba per lasciarle il segno quando sarebbe passata a baciarci per i saluti il giorno dopo, lei poi passò a baciarmi e fu un bel momento, per una buona mezzora non capii più niente.
Diverso tempo dopo ci rimasi di sasso quando sentii quasi accidentalmente da chi ci aveva lavorato insieme molto prima che venisse trasferita alla nostra sede, che prima di essere spostata da noi le era morto il fidanzato. Ecco probabilmente svelato quel “non posso”, quel “aspetta” detto dall’amica/collega e forse anche quel tenero gesto di sistemarmi la manica del maglione. Ora so che è felicemente fidanzata con un  altro. Nelle ultime settimane ho provato a contattarla via social network. Mica ci volevo provare, ero curioso di sentire come stava. Certo un po’ speravo  anche di affrontare quel vecchio discorso con serenità e di ricevere una bella spiegazione per metterci finalmente una bella pietra sopra. Lei mi ha risposto subito, ho fatto scherzosamente qualche riferimento a quando ci provavo con lei (del tipo “adesso cosa fai di bello? Mi vieni in mente ogni volta che lavo la macchina perché quando ci provavo con te la lavavo in continuazione, poi quando mi hai detto di no ho smesso di farlo e i gestori dell’autolavaggio mi hanno tolto il saluto”), lei però non mi ha risposto. Passata una settimana, dato che non si è più fatta sentire, le ho inviato un altro messaggio chiedendole se avevo scritto qualcosa che l’aveva infastidita, il giorno dopo ha risposto che le ha fatto piacere quello che le ho scritto e che la tardata risposta era dovuta al fatto che non controllava spesso i messaggi; forse ignorava che in quel “social” è possibile verificare quando viene visualizzato un messaggio, e io sapevo lei l’aveva già visualizzato la settimana prima, un paio di giorni dopo che glielo avevo mandato. Io comunque le ho risposto qualcosa di banale tipo “OK, va bene, ciao”. A questo punto non credo che la contatterò di nuovo.

giovedì 20 giugno 2013

Tassidermia

Tra quelli che arrivano a 36 anni senza aver mai trovato la morosa, molti decidono di farsi impagliare lo scroto. E’ inutile aspettare oltre, tanto vale farselo impagliare quando è ancora bello.
Io per portarmi avanti ho già fatto richiesta all’ASL.
La procedura standard prevede che ti affianchino uno psicologo che ha 2 settimane di tempo per dissuaderti dall'insano gesto. Se alla fine sei ancora convinto, loro son costretti a metterti in lista per l’intervento. Lo scroto è tuo, e fartelo impagliare è un tuo diritto costituzionale.
Il giorno dell’intervento, con una scusa qualsiasi, vieni fatto accompagnare all'accettazione da un artigiano specializzato e dai suoi due assistenti, qui, quando meno te l’aspetti, i due assistenti ti calano le braghe a tradimento e l’artigiano procede all'operazione davanti ad una sala gremita di persone in attesa di pagare il ticket (più testimoni ci sono e meglio è).
Alcune delle mamme presenti smettono di lamentarsi di avere un figlio che si droga.

mercoledì 19 giugno 2013

RENDIAMO GRAZIE

ATTENZIONE! La visione del presente documento audiovisivo è sconsigliata alle persone sensibili ad argomenti quali la fede, il maltrattamento di artisti di strada e il mancato rispetto dei principali diritti sanciti dalla convenzione di Ginevra.


domenica 16 giugno 2013

Allarmi antifurto

Noi della banda del piede di porco siamo sempre pieni di nuove idee, una molto bella è quella di metterci a fare volantinaggio gratuito per la ditta che installa quegli impianti antifurto e di video-sorveglianza che sappiamo meglio eludere.
Inizialmente i volantini li mettiamo giù in maniera selettiva, è inutile infilarli nella bussola di case i cui proprietari non se lo possono permettere o che per poterselo permettere devono vender fuori tutti i preziosi e gli oggetti di valore che vi custodiscono. Il nostro target sarebbero le villette nuove con giardino curato, piscina e macchinone parcheggiato nel vialetto, ma dopo un po’ ci stanchiamo di fare sopralluoghi e cominciamo a distribuirli a caso, per non perdere l’entusiasmo. Per essere sicuri poi spargiamo la voce che ci sono stati diversi furti in zona e come incentivo per l’acquisto offriamo anche, tutto a nostre spese, un viaggio di lusso in costa Smeralda. Per quello che si gode la vacanza in Sardegna è sempre bello ricevere la segnalazione di un furto in casa e vedere in diretta dal suo smartphone noi che lo derubiamo di quadri, ricordi di una vita e altri oggetti di valore inscenando sapide e divertenti gag per intrattenerlo, soprattutto quando si rende conto che quella che stiamo mettendo a soqquadro non è casa sua. Il nostro complice della ditta di allarmi infatti ha invertito i collegamenti, quindi quando in serata passeremo a mettergli veramente a ferro e fuoco la villetta il tutto sarà trasmesso ad un altro disgraziato che ha acquistato il sistema antifurto e che probabilmente è anche il suo vicino di ombrellone.
SKY ci ha già chiesto i diritti per il format.