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venerdì 29 giugno 2012

SE IL MONDO FINISSE DOMANI

Ogni tanto mi capita di rifletterci: se venissimo informati della certa e imminente fine del mondo, come ci comporteremmo?
Ci precipiteremmo a spendere tutti i soldi che abbiamo? Ma poi i soldi che valore avrebbero a quel punto per chi li riceve? Allora, alè, tutto gratis: ogni cosa è di chi se la piglia. Tutti a Gardaland, sai che file interminabili!!!
Io devo ammettere, e qui si scopre che sono una persona cattiva, che mi stuzzica la vendetta senza conseguenze penali su tutti coloro che hanno reso insopportabile la mia vita, a cominciare dai ragazzini che mi tormentavano a scuola. Ma chi può dirlo, magari invece perdonerei tutti.
I miei genitori sostengono che. quando uno muore, quella lì è la sua fine del mondo, e allora penso ai malati terminali, la loro fine del mondo, secondo il ragionamento dei miei genitori, è vicina, e loro come si comportano? Alcuni cercano di vivere al massimo gli ultimi giorni che gli rimangono, cercano di riavvicinarsi ai propri cari, altri cercano ovunque una cura, lottano, altri fanno finta di niente, sperano, perché la speranza è l’ultima a morire, sperano in un errore nella diagnosi del medico, sperano in un miracolo.

E nell’istante che precede la fine a chi vorreste essere vicini? Ai vostri familiari? Ai vostri amici? A Pippo Baudo?
Un bel problema logistico: Natale con i tuoi, capodanno con chi vuoi, ma l’apocalisse? I Maya questo non lo spiegano.

giovedì 14 giugno 2012

Cose che mi fanno ridere anche a distanza di tempo


Ogni volta che ci ripenso non riesco a trattenere una risata, lo so che forse per voi non hanno senso, ma ho bisogno di scriverle da qualche parte perché forse un giorno non me ne ricorderò più.

Mia madre porta in tavola un piatto di polpette, posando il piatto, una polpetta rotola sul tavolo, mio padre esclama sarcastico: "che cameriera!". Io rivedo nella mia mente la scena immaginando mia madre che in stile cameriere francese esclama "voilà!" proprio mentre dal piatto comincia a rotolare via la polpetta.

Assemblea d'istituto delle scuole superiori, cercando un posto trai sedili nel cinema che ospita l'assemblea, il mio compagno di classe afferra alcuni giubbotti appoggiati sui sedili che crede essere stati messi da nostre compagne per tenere i posti, e dice scocciato: "di chi sono questi stracci?!". Al che compare una ragazza che non conosciamo e rivelandoci di essere la proprietaria di uno di quegli indumenti,  offesa, se ne va via dicendo qualcosa del tipo "eh, ma bastava dirlo..."

martedì 5 giugno 2012

IGIENISTA

Signorina igienista dentale, io credo di provare qualcosa per lei. Sento una certa pulsione, mentre la osservo. Nonostante lei continui ad insistere con l'ablatore sulle parti sensibili dei mie incisivi, io avverto una forma di trasporto nei suoi confronti, l'apri-bocca-retrai-labbra e due aspiratori però mi impediscono di esprimerglielo a parole. Lo sa da quanto tempo il viso di una donna non arriva così vicino al mio? Lei mi guarda dentro, non in profondità come farebbe l'endoscopista, ma abbastanza da vedere le mie macchie e rimuoverle. Io mi perdo tra le piccole e graziose rughe del suo viso, c'è un neo sulla sua guancia che la mascherina igienica non riesce a coprirle, che bello che è, lo guarderei per ore. Le sue indicazioni "apra, aperto grande, fermo così" sono sempre seguite da un gentilissimo "bravo, bravissimo", e com'è dolce quando togliendomi lo strumento dal cavo orale, indecisa su come procedere, con un "mhmm mhmm" intona una melodia di sole due note.