Pagine

lunedì 3 ottobre 2011

LA TAPPARELLA

(POST CHE NON HO POTUTO PUBBLICARE PERCHE' AVEVO INTERNET ROTTO)

Mi piace sempre raccontare il motivo che mi ha spinto a scegliere questo come titolo del blog. Alcuni credono si riferisca al titolo della canzone di Elio e le Storie Tese, ma non è così. Il mio primo blog lo battezzai PER IL ROTTO DELLA CUFFIA, il secondo IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA, li avevo aperti entrambi su splinder; se non ricordo male successivamente trasferii il secondo su iobloggo e al contempo ne aprii uno nuovo (sempre su iobloggo) con titolo CUPIDO. Alla fine rimase solo CUPIDO, blog che tiravo avanti un po’ a stento, anche con lunghe assenze, il titolo poi non è che ci azzeccasse molto così decisi di cambiargli nome in ANGELO.G. Ora entrano in gioco le password, per quanto sia buona norma cambiarle frequentemente sappiamo tutti che, per comodità, lo si evita; anche perché sarebbe come cambiare continuamente le chiavi di ogni stanza della propria casa, alla fine ci si ridurrebbe a non sapere più quale chiave apre quale porta. A quel tempo, ma anche ora, le autorizzazioni all’accesso internet erano poche, io non fui tra quelle, gli utenti autorizzati avevano ognuno la propria password che volendo potevano cambiare a piacimento, i colleghi “informatici” che le gestivano avevano però forgiato anche un utente generico a proprio uso con una password che conoscevano solo loro. Con il passare del tempo la password rimase sempre la stessa, in primo luogo perché sarebbe stata una scocciatura inventarne una nuova da condividere ogni volta, in secondo luogo perché non ce n’era l’esigenza dato che essendo generica non potevano accorgersi facilmente dell’utilizzo da parte di terze persone. A qualcuno di questi “informatici” capitò di confidare utente e password a qualche persona amica, e a quella persona amica capitò di confidarla ad un collega amico mio e indovinate come andò a finire? Sì, anch’io venni a conoscenza dell’utente e della chiave che apriva tutte le porte (si fa per dire).Un altro collega amico mi aveva aiutato a sistemare le impostazionI del browser affinché mi fosse possibile collegarmi al server (ricordo che salvai le istruzioni in un file di testo chiamato PROMETEO) ed infine riuscii a connettermi. Fui molto parsimonioso nell’usarla, anche perché in precedenza ci ero già rimasto scottato,ah, bei tempi, quando agli albori i colleghi usavano come password i loro nomi di battesimo, i maledetti “informatici”avevano scoperto lo stesso utente connesso su due PC differenti, e approfondendo erano giunti a me, però non fui ripreso da nessuno, vennero semplicemente cambiate le password/nome di battesimo. Con la password generica quindi mi sentivo meno a rischio, il collegamento di casa poi faceva le bizze cosi avevo stabilito di collegarmi in ufficio per pochi minuti, controllavo la posta e ogni tanto facevo una scappatina al blog, poi staccavo. Un giorno però arrivò una fattura per il servizio internet molto più salata del solito, una montagna di gigabytes scaricati. I miei sospetti caddero immediatamente su uno stupido collega che aveva l’autorizzazione a connettersi e che la sera si fermava a fare straordinari per scarica interi film, ma non è detto che solo lui lo facesse. Arrivò a tutti una mail di avvertimento dalla direzione che suggeriva di fare attenzione e ridurre l’uso di internet non necessario.Io ero abbastanza tranquillo, non mi sentivo colpevole, ma venni preso dal terrore che cominciassero a fare controlli e che riuscissero a risalire a siti da me visitati e di conseguenza al mio blog, che si chiamava proprio come me; da lì a farmi diventare il capro espiatorio il passo era breve per cui decisi di agire in fretta, appena a casa cancellai il blog e decisi di riaprirne un altro con un altro URL, ma che titolo dargli? Dato che avrei riciclato il template del blog precedente che includeva una tapparella disegnata da me che tramite barra di scorrimento poteva essere alzata scoprendo i post il cui sfondo, man mano che si scorreva, era un cielo diurno che andando avanti diventava notturno (anch’esso da me disegnato), decisi frettolosamente di chiamarlo così: LA TAPPARELLA.

6 commenti:

  1. un mistero in meno
    uno psicanalista pero' potrebbe non accontentarsi e chiederti perche' avevi disegnato proprio una tapparella, e cosi' via, ad libitum

    RispondiElimina
  2. Se uno psicanalista me lo chiedesse gli risponderei che a casa mia abbiamo sempre avuto le ante alle finestre e pertanto non ho mai potuto soddisfare il desiderio represso di ghigliottinare qualcuno affacciato alla finestra.

    RispondiElimina
  3. ma a questo punto lo psicanalista chiederebbe: di solito chi si affacciava alla finestra?

    RispondiElimina
  4. e a questo punto, se lo studio dello psicanalista fosse dotato di finestra con tapparella, farei finta di sentire un richiamo alla finestra e aprendola gli direi: guardi c'è qualcuno qua sotto che la sta chiamando..."

    RispondiElimina
  5. e' un'idea per un giallo (stile Colombo perche' abbiamo gia' rivelato come si e' svolto il delitto)

    RispondiElimina
  6. sì, stile Colombo, con me che alla fine confesso tutto: sì, sono stato io! L'ho fatto perché mi incalzava con troppo domande. Con finale enigmatico che zumma su una macchina parcheggiata nel vialetto con te che ridi maleficamente.

    RispondiElimina

Allora: 'sto blog ogni tanto si mangia i commenti. Sì, è colpa delle lobby dei potenti che stanno osteggiando la mia crescente popolarità. Siccome sono un cagasotto non mi schiero contro i poteri forti, perciò vi chiedo: PER FAVORE PRIMA DI PUBBLICARE I VOSTRI COMMENTI COPIATELI, COSI' NON VANNO PERSI.
A VOLTE SPARISCONO SENZA UN PERCHE'.
GRAZIE.

In più ho deciso di impostare la moderazione dei commenti.