Pagine

martedì 19 luglio 2011

LIBRI

Libri: come sbarazzarsene. Lo so non è bello metterla così, ma il problema è che ingombrano. Per uno come me che legge libri poco impegnativi, principalmente romanzi, è inevitabile giungere al momento in cui si chiede: sentirò mai l’urgenza di leggerli una seconda volta?
Per alcuni la risposta è “sì”, alcuni addirittura li ho riletti diverse volte. Sui trecento circa che possiedo so che ne rileggerei volentieri almeno 5, poi ci sono i vari manuali, dizionari, rimari, grammatiche di italiano, che spesso mi torna utile consultare. Occhio e croce se ne salvano in tutto poco più di 30. E degli altri che ne faccio?
Anni addietro avevo stilato una bella lista da proporre “aggratis”  ai vari colleghi, pochissimi ne approfittarono, tra questi la collega che si era iscritta in tarda età all’università e si sentiva in dovere di circondarsi di libri, i miei 52 classici del ‘900 numerati (a suo  tempo acquistati settimanalmente da me insieme ad un quotidiano)  fanno ora bella mostra di loro sulla sua libreria in perfetto ordine cromatico.
Buttarli non mi va, gettarli, anche se nel bidone della carta, mi sembra un’eresia. Regalarli alla biblioteca comunale sarebbe intelligente, ma la bibliotecaria del mio paese mi è antipatica, e poi ho l’impressione che non abbiano spazio per nuovi libri. L’idea  di abbandonarli in posti strategici tipo sale d’attesa varie, stazioni, corriere, bar, etc., offrire una lettura agli avventori casuali di un posto potrebbe funzionare anche se poi mi sa che i libri finirebbero presto in un cestino. L’idea geniale che mi è venuta tempo fa è questa: i mercatini dei libri. Rapido e geniale, appena arriva la stagione fredda mi nascondo qualche libro sotto al giubbotto arrivo al mercatino dei libri, mi avvicino alla bancarella, fingo di leggere il titolo di un libro e, assicurandomi che il proprietario non mi stia osservando, scarico lì uno dei miei, un furto al contrario insomma anziché prendere e portare via, lascio. Sarà comunque reato? Boh, prima mi informo dal mio avvocato e poi decido.  

2 commenti:

  1. Tempo fa lessi di una catena culturale in cui si lasciava un libro in giro, alla stazione per esempio, con qualche riga per spiegare di che si trattava, credo che la cosa sia morta prima di nascere, conosco una ragazza che cmq uno l'ha trovato, ma se l'è tenuto e non ha proseguito il suo viaggio. Il mercatino non è male, ma Cmq nelle librerie a volte se li riprendo usati ..vedi un po', l'importante è che non faccia la fine dell'immondizia ;)

    Cmq, sul tuo scaffale c'è un libro dal titolo "Angelo G." ...che storie è?!

    Sciau!

    RispondiElimina
  2. La cosa della catena la sapevo anch'io, roba di una quindicina d'anni fa, il libro di cui mi chiedi invece è una saga tipo quella dei Nibelunghi, è una storia che si dipana nei secoli e tratta principalmente delle vicende di alcuni membri di una famiglia che vengono di generazione in generazione battezzati sempre con lo stesso nome, senza alcuno scopo se non quello di dar fastidio. E' uno dei libri di cui non mi sbarazzerei.

    RispondiElimina

Allora: 'sto blog ogni tanto si mangia i commenti. Sì, è colpa delle lobby dei potenti che stanno osteggiando la mia crescente popolarità. Siccome sono un cagasotto non mi schiero contro i poteri forti, perciò vi chiedo: PER FAVORE PRIMA DI PUBBLICARE I VOSTRI COMMENTI COPIATELI, COSI' NON VANNO PERSI.
A VOLTE SPARISCONO SENZA UN PERCHE'.
GRAZIE.