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venerdì 10 dicembre 2010

PRESEPE VIVENTE

Mi chiama Putin in piena notte, e in dialetto mantovano stretto mi dice che al Cremlino stanno organizzando il presepe vivente e serve un uomo di responsabilità che raccolga le deiezioni ovine, strigli l’asinello, pettini il bue e faccia sudare il maiale; il maiale nel presepe non ci sarebbe, ma lui per vezzo ha deciso di mettercelo. Io non riesco a dirgli di no e prima che il gallo canti tre volte son già a Mosca, bell’imbacuccato nel mio pelliccioto di alpaca siberiano, che cammino tutto arzillo nei miei nuovi stivaloni tarocchi da cosacco prussiano. Giunto sul posto comincio subito a darmi da fare, come Giuseppe c’hanno messo l’attore che interpretava Ivan Drago nel film Rocky IV, ci faccio due chiacchiere e lo convinco a dire “ti spiezzo in due” a Maria che, ci metto un po’ a capirlo per via di tutto quel trucco, è proprio Sylvester Stallone. Al Cremlino non fa per niente freddo come avevo immaginato, anzi, si schioppa dal caldo, hanno installato un gigantesco fungo riscaldante, simile a quelli che mettono fuori dai locali con i tavolini all'aperto anche in inverno, solo che questo è alto 20 metri ed è alimentato da una centrale a turbogas situata alle porte della città. Non c’è una pastorella brutta e sono tutte in bikini, per cui chiamo a casa e dico che non torno più.

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